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Innovazione, i risultati della Dichiarazione dei diritti di Internet

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Dopo la chiusura della consultazione pubblica sui 14 punti della Commissione parlamentare, è possibile fare qualche riflessione sui risultati conseguiti finora, tra privacy, neutralità della rete e diritto all'oblio

 Circa 600 opinioni (la maggior parte positive) su una ventina di nuove proposte sui temi che riguardano Internet, il suo utilizzo, le dinamiche che ne regolano le declinazioni, ma soprattutto la neutralità della rete e l'anonimato. Il 31 marzo è terminata, dopo 5 mesi, la consultazione pubblica avviata dalla Camera dei deputati per discutere sui 14 punti fondamentali della Dichiarazione dei diritti di Internet: il risultato non è stato esattamente proporzionato alle attese, ma non ciò non si traduce automaticamente in un esito negativo.

 

I RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE PUBBLICA

Con più di 14mila sessioni di accesso e 10mila utenti unici, la piattaforma ha raccolto una serie di contributi consultabili che saranno presi in considerazione dalla Commissione parlamentare come contributo alla stesura finale della Dichiarazione. In sintesi è stata avviata una serie di riflessioni su tematiche importanti e di impatto pubblico come la privacy, il riconoscimento e la garanzia dei diritti in rete, il diritto all'educazione, la tutela della salute, fino alla garanzia della connessione Internet. Il funzionamento e regolamento della piattaforma si è basato sulla partecipazione il più attiva e trasparente possibile dell'opinione pubblica: i pareri dei singoli utenti sulla bozza parlamentare sono stati inseriti all'interno degli articoli pubblicati, mentre alla voce “Tema Aperto” si potevano aggiungere nuove proposte inerenti ad argomenti non contemplati tra i 14 punti principali della bozza. Per entrambe le categorie sono stati messi a disposizione dell'utente 3600 caratteri per articolare la propria idea.

 

I MEMBRI DELLA COMMISSIONE

La Commissione, presieduta da Laura Boldrini, è formata da dieci deputati, tra cui Stefano Quintarelli, presidente dell'Agenzia per l'Italia Digitale e Paolo Coppola, tra i parlamentari più attivi sul tema dell'agenda digitale. Insieme a loro, 13 esperti della società civile sulle tematiche proposte, da Stefano Rodotà al direttore di Wired Massimo Russo, da Luca De Biase al fondatore di WCAP Accelerator Salvo Mizzi.

 

OLTRE LA BOZZA

Oltre ai 14 punti principali stilati dalla Commissione sono stati proposti e affrontati altri 20 temi importanti, alcuni dei quali sono approfondimenti o specificazioni su determinati aspetti già contemplati come il controllo della sicurezza dei download, l'emendamento “intermediari della rete e diritti individuali” o la rivalutazione della banda minima garantita.

La maggior parte degli utenti si è raccolta attraverso commenti su tematiche come “diritto all'oblio” e “neutralità della rete”. “L’unica strada è alzare il livello del dibattito e contribuire all’approfondimento della consapevolezza diffusa intorno alle questioni affrontate dalla Dichiarazione – ha scritto Luca De Biase in un dettagliato post sul suo blog - Nella speranza di contribuire alla cultura dell’innovazione anche negli ambienti che elaborano le nuove regole per l’ecosistema dell’Internet”.