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Imprese italiane: nel 2014 forti segnali di crescita

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Secondo dati pubblicati da Unioncamere, era dal 2010 che il saldo tra aziende aperte e cessate non era positivo. Bene il Lazio, la Campania e la Lombardia

Le aziende italiane possono cominciare a tirare un sospiro di sollievo. Per la prima volta dal 2010, infatti, si è verificata una significativa crescita del sistema, mettendo a segno un saldo positivo tra aperture e chiusure. I dati, diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese e grazie alla rilevazione di InfoCamere, riguardano la natalità e mortalità delle imprese nostrane registrate presso le Camere di Commercio nel corso del 2014 e i risultati sono più che confortanti. Si tratta di un forte segnale dell’inversione di tendenza nelle attese degli imprenditori attivi, che vedono ulteriori possibilità di rilancio anche nel corso del 2015.

 

DIMINUISCE IL NUMERO DELLE AZIENDE INATTIVE

Sono poco più di 340mila le imprese che lo scorso anno hanno chiuso i battenti, 31,541 unità in meno rispetto al 2013. Un buon risultato, considerando anche il fatto che il saldo tra aperture e chiusure è stato positivo, con un tasso di crescita del numero delle aziende registrate dello 0,51%, più del doppio annoverato l’anno precedente. Nel 2014 sono nate oltre 370mila nuovi soggetti imprenditoriali, anche se, nella maggior parte dei casi, è stata sottolineata l’urgenza di interventi normativi per ridurre il peso fiscale, l’incertezza per le nuove assunzioni e il bisogno di liquidità.

 

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BOOM DELLE SOCIETÀ DI CAPITALE

Lo spettro della crisi, nonostante segnali di ripresa a livello imprenditoriale, continua ad aggirarsi nel nostro Paese. È forse per questo che chi investe in nuovi progetti sceglie formule organizzative più forti e strutturate, come nel caso delle società di capitali. Nel corso del 2014, secondo il report pubblicato da Unioncamere, ne sono nate quasi 92mila, con 47.508 unità in più rispetto ai 12 mesi precedenti, con una crescita del 3,29%. Ciò è dovuto non solo alla quantità di incentivi pubblici messi a loro disposizione, ma anche per la sua peculiare attrattività.

 

TRAINA LA CRESCITA IL SETTORE DEI SERVIZI

Il settore che più degli altri ha contribuito all’andamento positivo del sistema imprese in Italia è stato quello dei servizi. Boom per quel che riguarda le nuove unità nel campo della ristorazione, con un aumento di 10.910 nuovi soggetti; seguono i Servizi di supporto alle aziende e quelli legati al commercio. Chiudono il 2014 con il segno negativo il comparto manifatturiero, quello delle costruzioni e dell’agricoltura. Tutte le aree del Paese hanno fatto registrare un saldo positivo tra aperture e chiusure, ma qualcuno è andato meglio degli altri.

 

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BENE IL LAZIO

Tra le Regioni che si sono distinte per la crescita imprenditoriale c’è di sicuro il Lazio, che ha fatto registrare la percentuale più alta d’Italia con +1,8%. Il saldo tra imprese iscritte e quelle cessate è stato positivo: nel corso del 2014 sono nate quasi 42mila aziende a fronte di 30mila chiuse. Bene la provincia di Roma e quella di Latina. Seguono subito dopo la Campania, con un tasso di crescita dell’1,04%, e la Lombardia con lo 0,39%. “I segnali che vengono dall’economia reale – ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - indicano che, a differenza delle tante false partenze registrate in questi anni, stavolta forse siamo davanti ad una reale opportunità di invertire la rotta. Imprese e famiglie hanno atteso a lungo questo momento e, come ha opportunamente indicato il nuovo capo dello stato, è alle loro difficoltà e alle loro speranze che dobbiamo guardare per dare risposte concrete”.