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Imprese, i vantaggi del brevetto unico europeo per le innovazioni

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Sarà attivo in Italia a partire dalla seconda metà del 2016. Previste meno tasse e più semplificazione burocratica per le aziende italiane, per un risparmio complessivo di 15 milioni di euro all’anno

Più innovazione può portare per le imprese italiane non solo più competitività a livello internazionale ma anche più risparmi da investire nello sviluppo delle risorse interne. Proprio per questo, a partire dalla seconda metà del 2016, sarà possibile per le aziende nostrane richiedere il brevetto unico europeo. L’Italia è il 26esimo paese che si dota a livello comunitario di questo documento, aderendo alla cosiddetta “cooperazione rafforzata”. Ne restano fuori, a questo punto, soltanto Spagna e Croazia.

 

MENO TASSE E PIÙ SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA CON IL BREVETTO UNICO EUROPEO

In questo modo, verrà consentita la protezione unitaria delle invenzioni senza dover ottenere il riconoscimento a livello nazionale. Il che porterà numerosi vantaggi non solo agli imprenditori ma anche alle casse dello Stato, con sconti sulle tasse e semplificazione burocratica. In più, il titolo sarà accompagnato dalla creazione di un Tribunale unico per la risoluzione delle controversie, che con tutta probabilità avrà a Milano la sua sede locale. Perché lo strumento diventi operativo, però, occorre la ratifica del Trattato sulla Corte unica da parte di almeno 13 Paesi, tra cui Francia, Germania e Gran Bretagna.

 

Per approfondire: Pmi, in arrivo il brevetto unico europeo: i vantaggi per l'Italia

I VANTAGGI PER LE IMPRESE: 80% DI SCONTO SULLE TASSE DI RINNOVO

In particolare, è previsto che le aziende o gli enti di ricerca che richiederanno questo tipo di riconoscimento potranno beneficiare dell’80% di sconto sulle tasse di rinnovo. Per i primi dieci anni il costo sarà inferiore ai cinquemila euro, mentre per l’intera durata della protezione, e cioè 20 anni, si pagheranno circa 35mila euro di contro ai 159mila attuali. Secondo dati di Confindustria, il risparmio complessivo delle industrie italiane sarà pari a 15 milioni di euro all’anno a regime.

 

Leggi anche: Pmi: 30,5 milioni per la valorizzazione dei brevetti

I VANTAGGI PER GLI STATI ADERENTI

Per lo Stato, l’adesione dovrebbe a sua volta comportare un incremento degli introiti di registrazione e mantenimento dei brevetti, passando dagli attuali 36 a 44 milioni annuali. “Il nuovo pacchetto - ha commentato Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari esteri - sarà di particolare interesse per le imprese che desiderano una protezione più estesa a costi contenuti. Con una giurisdizione unitaria sarà inoltre più facile, per chi innova, difendersi oltre confine contro fenomeni di contraffazione del titolo brevettuale”.

 

ITALIA QUASI NELLA TOP TEN DEI BREVETTI INTERNAZIONALI NEI SETTORI ROBOTICA E STAMPA 3D

Una notizia, questa, che arriva a incrementare il numero di imprese italiane che fanno dell’innovazione il proprio core business. Il nostro Paese, anche se non rientra nella top ten per numero di domande internazionali di brevetto, si piazza al dodicesimo posto della classifica mondiale per quanto riguarda la robotica, e al 13esimo in quanto a stampa 3D e nanotecnologie. Sono questi i dati più recenti del “World intellectual property report”, realizzato dalla Wipo, l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Soprattutto, si segnala la presenza italiana in alcuni settori emergenti, in grado di favorire la crescita economica.