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Imprese femminili: plafond da 600 milioni di euro da Intesa San Paolo

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I finanziamenti e le agevolazoni per le imprenditrici italiane rientrano ne Protocollo d'Intesa formato da ABI, Dipartimento Pari Opportunità e Mise. L'obiettivo? Sostenerere e rilanciare l'economa "in rosa"

Il Protocollo d'Intesa firmato il 4 giugno scorso tra l' ABI (Associazione Bancaria Italiana), il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, il Ministero dello Sviluppo Economico e le associazioni di categoria più rappresentative, sta dando i suoi primi frutti nel sostegno all'imprenditoria femminile.Tra gli istituti bancari che hanno aderito al protocollo, Intesa San Paolo ha stanziato un plafond di 600 milioni di euro con il Finanziamento Business Gemma del quale possono usufruire sia le Pmi di qualunque settore a partecipazione prevalentemente femminile che le lavoratrici autonome, anche libere professioniste. Il termine per presentare le richieste di finanziamento è il 31 dicembre 2015.

 

L'accordo è stato presentato il 30 gennaio a Pesaro da Roberto Dal Mas, direttore generale di Banca dell’Adriatico (che fa parte di Intesa San Paolo), Amerigo Varotti, direttore di Confcommercio Pesaro e Urbino, e Patrizia Caimi, presidente di Terziario Donna-Confcommercio di Pesaro e Urbino. L'obiettivo è rilanciare e sostenere l'imprenditoria femminile attraverso forme di assistenza e di accesso agevolato al credito.

Tra le spese finanziabili coperte da Intesa San Paolo, ad esempio, rientrano tutti i programmi di investimento correlati all'attività professionale o imprenditoriale, le spese materiali e immateriali, il ripristino di liquidità e il finanziamento scorte, per un importo massimo di 750mila euro per ogni azienda.

Gli altri istituti bancari che aderiscono al Protocollo partecipano in misura differente al sostegno per le imprese femminili.  

 

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