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Imprese: fatturazione elettronica, ecco gli errori da evitare

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Al via la nuova modalità di trasmissione della documentazione che interessa le imprese che hanno rapporti con la pubblica amministrazione. Attenzione al doppio click e alla digitalizzazione del codice informatico

Fatturazione elettronica, ci siamo. Dal 31 marzo tutte le imprese italiane, dalle grandi multinazionali fino ai piccoli negozi, che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione dovranno adeguarsi alla nuova normativa.

 Il nuovo meccanismo non è difficile: le fatture, a partire dalla data prevista, emesse dalle aziende devono essere indirizzate non agli enti pubblici con quali hanno lavorato, bensì ad un sistema centrale, gestito dall’Agenzia delle Entrate e dalla Ragioneria dello Stato, che le controllerà e validerà inoltrandola ai soggetti destinatari entro termini certi. Tecnicamente, la documentazione va trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio come foglio informatico xml, sottoscritto con firma elettronica.

 

I VANTAGGI DEL NUOVO SISTEMA: RISPARMI PER 2 MILIARDI DI EURO

Secondo i dati diffusi dalla Ragioneria dello Stato e dal Politecnico di Milano, questa nuova modalità di fatturazione consentirà allo Stato di risparmiare fino a 2 miliardi di euro all’anno, il quale riceverà ben 50 milioni di fatture in formato elettronico pari a 135 miliardi nel solo 2015. Vantaggi anche per le imprese fornitrici: si stima, infatti, che per ogni ricevuta emessa al posto di quella cartaceo potranno risparmiare tra i 4 e i 15 euro.

Senza dimenticare l’importanza del provvedimento per sconfiggere l’evasione e le truffe. Secondo Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, “il sistema permetterà controlli veloci, preventivi e non invasivi e si fornirà un nuovo impulso al processo di modernizzazione in atto nelle nostre aziende”. Quest’ultime potranno avere un quadro aggiornato dei propri crediti senza più bisogno di richiedere la certificazione, indispensabile per ottenere dalle banche fidi e prestiti.

 

ATTENZIONE AGLI ERRORI: ECCO COME EVITARLI

Tra gli errori più comuni a cui imprese e professionisti devono prestare attenzione è il cosiddetto doppio click. I 46mila uffici pubblici già registrati e i due milioni di loro fornitori devono assolutamente evitare di inserire una seconda o terza volta la stessa fattura all’interno del Sistema di Interscambio. Secondo l’Agenzia delle Entrate, infatti, da giungo 2014 ad oggi, periodo in cui la fattura elettronica è diventata obbligatoria soltanto nei rapporti con le amministrazioni centrali, quasi il 40% della documentazione pervenuta è stata scartata a causa dell’invio plurimo. Quello che conta è solo il primo click. Attenzione anche ai problemi legati al certificato di autorizzazione e alle fatture scartate per “tracciato non conforme”.

 

CODICI DI IDENTIFICAZIONI ESATTI PER NON SBAGLIARE

Ogni ente pubblico, che si tratti di ministeri, agenzie, enti previdenziali o università, possono registrare diversi uffici, ciascuno con un proprio codice Ipa (Indice informatico delle Pubbliche Amministrazioni). Per cui bisogna prestare molta attenzione a non sbagliare la digitalizzazione del numero di riferimento. Grazie alla fattura elettronica, ad esempio, molte imprese hanno scoperto di aver trascritto male e per anni il codice fiscale o la Partita Iva del committente. La maggior parte di questi già presentano documenti interamente digitali, ma non per tutti è cosi. Come sottolineano dall’Agis, “ci vorrà un po’ di tempo per far raggiungere lo stesso livello ai soggetti interessati”. 

 

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