Un modello nato a Milano in cui tecnologia e ricerca diventano alleati per la prevenzione e la cura del verde delle nostre città
Tra i palazzi e le strade del centro di Milano, un gruppo di scienziati, aziende e istituzioni sceglie di guardare agli alberi non solo come presenze silenziose, ma come alleati attivi per affrontare la crisi climatica nel contesto urbano. Da questa visione nasce Prospettiva Terra, il progetto guidato dal professor Stefano Mancuso che mette in rete competenze e risorse per costruire soluzioni concrete contro il riscaldamento globale.
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Un’idea che cresce come una foresta
Prospettiva Terra è partito inizialmente come un laboratorio sperimentale a cielo aperto. La Biblioteca degli Alberi di Milano, con i suoi dieci ettari di estensione e oltre cento specie botaniche, è stato il primo campo di prova. Qui sono stati installati 300 sensori IoT in grado di raccogliere informazioni sullo stato di salute delle piante, stimarne la capacità di assorbire CO₂ e valutare i benefici prodotti per i cittadini.
Il valore aggiunto di questa scelta non è soltanto nella sperimentazione scientifica, ma nel messaggio che porta con sé: il verde urbano non è più un elemento di contorno, ma diventa un protagonista delle politiche di sostenibilità cittadina. E la città si trasforma in un laboratorio vivente, dove l’innovazione incontra la natura e le istituzioni trovano un alleato nel sapere scientifico.
Dal monitoraggio alla previsione
Col passare dei mesi, quei sensori non si sono più limitati a trasmettere dati grezzi. Grazie alla collaborazione con PNAT e al sostegno di altri partner, è nato un sistema di intelligenza artificiale in grado di valutare in tempo reale la stabilità degli alberi e di segnalare tempestivamente anomalie.
È un’evoluzione decisiva: le informazioni diventano conoscenza, e la conoscenza si traduce in prevenzione e sicurezza. Gli alberi sono capaci di indicare con anticipo i segnali di stress o instabilità. In questo modo, la manutenzione non si affida soltanto all’esperienza degli agronomi, ma si arricchisce di uno strumento tecnologico che affianca il lavoro umano e rende più sicuro l’ambiente urbano.
Il sistema, inoltre grazie ai modelli predittivi, apprende dai dati raccolti, individua schemi ricorrenti e affina progressivamente la sua capacità di previsione. Ne risulta un approccio dinamico e in continua evoluzione, che cresce insieme agli alberi.
Alberi come infrastrutture vitali per la città
Il progetto parte da una consapevolezza: gli alberi non sono semplici ornamenti urbani, bensì infrastrutture naturali indispensabili per la salute delle città. Riducono le temperature, mitigano il microclima, assorbono CO₂ e altre sostanze inquinanti, ospitano biodiversità e offrono spazi di socialità e benessere.
Tuttavia, nei contesti urbani sono costretti a vivere in condizioni difficili: radici compresse tra asfalto e cemento, esposizione allo smog, potature invasive, danni da traffico. A queste sfide strutturali si aggiungono le conseguenze del cambiamento climatico: siccità, ondate di calore, tempeste improvvise. Tutti fattori che minacciano la stabilità e la sicurezza del patrimonio arboreo urbano, con effetti potenzialmente nocivi per i cittadini.
Prospettiva Terra affronta queste criticità con un approccio innovativo, che non separa la tutela degli alberi dalle politiche ambientali urbane più ampie. In questo modo, la gestione del verde cittadino diventa parte integrante della lotta al riscaldamento globale, una strategia concreta per costruire città più resilienti, sane e vivibili.
Verso un modello replicabile
Dopo i primi due anni di sperimentazione, il progetto guarda al futuro con ambizioni ancora più grandi. Il prossimo passo è portare il sistema al di fuori dell’area di test e applicarlo a viali alberati, contesti più complessi che richiedono modelli predittivi robusti e una validazione su larga scala.
L’obiettivo è di costruire un metodo replicabile, capace di essere adottato da amministrazioni pubbliche e gestori del verde in diverse città, dimostrando che l’innovazione può nascere e trovare ospitalità direttamente nelle strade e nei parchi, incontrando i bisogni quotidiani delle persone.
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