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Impianto geotermico Val di Paglia

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Il progetto prevede la realizzazione di un impianto geotermico innovativo; rispetta l’ambiente ed è un esempio di valorizzazione sostenibile delle risorse del territorio

La caratteristica principale delle centrali geotermiche è di trasformare in energia elettrica il calore che proviene dall’interno della crosta terrestre. Nello specifico, la centrale geotermica che Sorgenia ha in programma di realizzare in Val di Paglia, che produrrà energia elettrica rinnovabile e pulita, sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 32mila famiglie. Grazie alle tecnologie che utilizzerà si eviterà di emettere in atmosfera circa 40mila tonnellate annue di anidride carbonica (CO2).

IL FUNZIONAMENTO

L’impianto è “a ciclo binario”: questo significa che il fluido geotermico estratto dal sottosuolo, una volta portato in superficie, cederà calore ad un secondo fluido che gira in un circuito chiuso, producendo energia elettrica. Una volta raffreddato, il fluido geotermico sarà integralmente reiniettato nel sottosuolo. La caratteristica principale di questa tecnologia è che non prevede nessun contatto tra il fluido geotermico e l’ambiente circostante.

IL PROGETTO

Il progetto della centrale Val di Paglia, in provincia di Siena, che insiste quasi totalmente nell’area industriale del Comune di Abbadia San Salvatore, prevede la realizzazione di un impianto geotermico innovativo. L’area della centrale è tra quelle che l’Amministrazione comunale ha individuato come idonee alla coltivazione geotermica, e non interessa né la Val d’Orcia né le cosiddette aree buffer, o cuscinetto.
Non si tratta di una soluzione “sperimentale”, dal momento che utilizza una serie di soluzioni tecnologiche già consolidate. Il progetto in questione è all’avanguardia su scala globale, rispetta l’ambiente ed è un esempio di valorizzazione sostenibile delle risorse del territorio.

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L’IMPATTO AMBIENTALE

Si tratta di una soluzione pensata per garantire by design, cioè fin dal momento della progettazione, i più elevati standard ambientali. È infatti a emissioni zero, visto che il fluido geotermico utilizzato non entra mai in contatto con l'ambiente circostante e viene totalmente reiniettato nel serbatoio di provenienza. La centrale è inoltre stata progettata per preservare anche la risorsa idrica: per il raffreddamento del ciclo verrà impegnata l’aria e non l’acqua.

LO STUDIO DI LIFE CYCLE ASSESSMENT

A certificare le performance ambientali dell’impianto ci sono i risultati dello studio di Life Cycle Assessment (Lca) condotto dal team del professor Basosi e della dottoressa Parisi dell’Università di Siena, che hanno esaminato l’intero ciclo di vita dell’impianto e confermato la piena sostenibilità e compatibilità ambientale del progetto.

LA PORZIONE DI TERRITORIO OCCUPATA DALLA CENTRALE

La centrale e le apparecchiature di servizio occuperanno poco più di un ettaro di un’area già classificata dalle amministrazioni locali come edificabile a destinazione produttiva. Per migliorare l’inserimento paesaggistico e contribuire alla riqualificazione dell’area industriale, il progetto prevede di realizzare attorno alla centrale, per un’area di un ulteriore ettaro, opere a verde e di arricchimento della vegetazione locale. Tra queste anche una “duna”, elemento architettonico che richiama la morfologia del territorio circostante.

Il progetto prevede inoltre la realizzazione di tre piazzole che ospitano i pozzi di produzione e di reiniezione: si tratta di aree aperte, rinverdite e senza apparecchiature di centrale, la cui percezione visiva risulta indistinguibile rispetto al paesaggio circostante.

Le tubazioni di collegamento tra la centrale e le piazzole che ospitano i pozzi saranno completamente interrate, a eccezione di un tratto di circa 400 metri, totalmente schermato dalla vegetazione, vicino alla strada statale Cassia.

Progetto su ortofoto con didascalia.png

NESSUNA INTERFERENZA CON LE SORGENTI TERMALI

Le sorgenti termali distano oltre 5 km dall’impianto, e la centrale è al di fuori delle zone di protezione delle risorse idriche individuate dalla Provincia di Siena. 

LA PREVENZIONE DEI RISCHI SISMICI E UN ENTE TERZO NELLA STRUTTURA DI MONITORAGGIO 

Il progetto è stato sviluppato rispettando in pieno le linee guida ministeriali, a partire dalla realizzazione di un modello geologico del sottosuolo basato sui dati reali misurati nei pozzi presenti nell’area.
Un secondo punto altrettanto importante è rappresentato dalla gestione del fluido: i pozzi di reiniezione sono sette e sono stati studiati per suddividere correttamente la portata in ciascuno di essi e scongiurare alla radice ogni tipo di rischio sismico.

A ulteriore garanzia della sicurezza è già stata installata una rete di monitoraggio microsismica estremamente performante, in grado di rilevare anche minimi sismi, che rimarrà in attività per tutto il periodo di esercizio della centrale.
Come già avvenuto per il progetto di Poggio Montone, Sorgenia proporrà inoltre la costituzione di un gruppo di monitoraggio legato alla microsismicità, a cui parteciperanno gli uffici competenti della Regione Toscana, i Comuni interessati dal progetto e un ente terzo competente in materia (ovvero la Struttura Preposta al Monitoraggio), per identificare un piano di gestione del campo geotermico e supervisionare le operazioni.

LE DIFFERENZE RISPETTO ALLE CENTRALI FLASH

Le differenze fondamentali rispetto alle centrali Flash sono due, e riguardano il ciclo di lavoro. La principale è nel fatto che il fluido geotermico estratto dal sottosuolo, nelle centrali Flash installate oggi in Italia, entra direttamente in turbina. Inoltre, l’acqua geotermica viene utilizzata per raffreddare il ciclo termodinamico nelle torri evaporative, che rilasciano vapore in atmosfera. Nella centrale “Val di Paglia”, invece, l’assenza di contatto tra il fluido geotermico (inclusi i gas in esso contenuti) e l’ambiente circostante permette di azzerare le emissioni climalteranti in atmosfera. Inoltre, il ciclo termodinamico verrà raffreddato ad aria e non ad acqua azzerando così il consumo idrico.

GLI IMPATTI OCCUPAZIONALI E LE NUOVE ATTIVITÀ LEGATE ALLA FILIERA DEL CALORE

Le operazioni di costruzione della centrale, che dureranno circa quattro anni, impegneranno direttamente 40 persone, mentre si prevede che saranno circa 80 quelle che utilizzeranno le strutture ricettive e ristorative locali.
Il vero punto di forza della centrale, quando sarà in esercizio, non è tanto nel personale che impiegherà direttamente, quanto nel fatto che potrà contribuire in modo decisivo a rilanciare un’area industriale che oggi è sottoutilizzata

Attorno all’insediamento potranno nascere attività produttive legate alla filiera del calore, che Sorgenia metterà gratuitamente a disposizione: dal riciclo del legno alla produzione di pallet alla coltivazione idroponica, con la possibilità di creare circa 70 nuovi posti di lavoro. La centrale inoltre, come impianto all’avanguardia, diventerà un polo di attrazione per tutte le realtà interessate a questo genere di tecnologie, con un indotto positivo per il sistema economico e ricettivo locale.