Sorgenia
cerca
Accedi accedi

“Il mio colore? È senz’altro il verde”

  1. Home
  2. My generation
  3. “Il mio colore? È senz’altro il verde”

In pista con Nicoletta Bologna: pilota di auto ibride, manager della green economy ed eco-mamma: “Ai miei figli cerco di insegnare il rispetto dell’ambiente e il valore del riciclo”

C’è un cuore verde dietro lo sguardo grintoso di Nicoletta Bologna. Lei, che ha portato la sua impronta green anche in uno degli sport forse meno eco-sostenibili, le corse automobilistiche su pista. “Ho cominciato su suggerimento di mio marito, lui aveva notato che ho il piede pesante”, ci racconta sorridendo. Era il 2007, Nicoletta aveva da poco avuto il suo secondo figlio e di lì a quattro anni sarebbe diventata la prima donna a vincere il titolo italiano Green Hybrid Cup, il primo campionato al mondo con vetture a GPL. “La mia parola chiave è recupero: insegno ai miei bambini a riciclare, ho la fortuna di lavorare nel settore della green economy, e ho portato questa sensibilità anche nel mio hobby, le auto da corsa”.

 

È sempre stata così “verde” la sua vita?

Il punto di svolta è stato senz’altro la maternità. Quando penso alla natura penso soprattutto ai miei figli, e quando faccio qualcosa per l’ambiente penso che lo faccio per loro. Ma è una passione che coltivo da sempre. Sono laureata in farmacia, mi interesso molto di omeopatia e di tutto ciò che è naturale.

 

Come è arrivata, allora, alle auto da corsa?

L’occasione si è presentata sette anni fa, poco dopo la nascita del mio secondo figlio. Ho sempre avuto “il piede pesante”, come dice mio marito, e fu proprio lui a consigliarmi di provare la guida su pista. Ho cominciato con una Lamborghini, poi una Ferrari 430, tutte auto da grandi prestazioni. Poi nel 2007 ho partecipato alla Porsche Lady Cup, da lì è partita la mia carriera di pilota, prima solo femminile poi anche in campionati misti, come quello che correrò quest’anno.

 

Non ci sono molte donne pilota, però…

No, in effetti dopo la Porsche Cup solo io e un’altra ragazza abbiamo continuato. Ma è sbagliato pensare che le corse non siano uno sport femminile, sono solo pregiudizi. Quello che conta sono le prestazioni della macchina e le abilità del pilota, non il sesso.

 

E un auto ibrida, o a GPL, corre come una a benzina?

Ci si può divertire anche in modo ecologico e sostenibile, certo. Per due anni ho partecipato a un campionato monomarca di auto Kia a GPL; quest’anno per aumentare i cavalli hanno inserito anche un motore elettrico ma in generale posso dire che non ci sono grandi differenze prestazionali. Si può correre ugualmente, insomma.

 

I suoi figli saranno orgogliosi di avere una mamma pilota. Cosa pensano, invece, del suo lato green?

Cerco di insegnare loro a riciclare, a buttare i rifiuti in modo corretto e soprattutto a mostrare cosa i rifiuti possono diventare. Del resto questo è anche il mio lavoro.

 

Alla Nek, azienda di raccolta e recupero dei rifiuti.

Sono direttore generale, oltre alla raccolta ci occupiamo del riutilizzo dei materiali e di altri progetti ecologici.  Siamo a Monselice, in provincia di Padova.

 

Auto ibride, riciclo, attenzione all’ambiente…insomma, lei è “La signora in verde”?

È un mix tra passione personale, professionale e hobby. La cosa più importante è dare il buon esempio ai miei figli. Non è sempre facile, per loro sarebbe più semplice buttare che recuperare, ma io ci metto la stessa grinta di quando corro.