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I Tetes de Bois e il palco a pedali: “La bici diventi popolare”

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Incontriamo Andrea Satta, voce della band romana che dal 2011 porta in giro per l’Italia il primo spettacolo eco-sostenibile: il concerto si alimenta con l’energia cinetica del pubblico

AAA biker cercasi per il concerto dei Tetes de Bois. L’appuntamento è alla Rome Maker Faire il prossimo 5 ottobre, dove la banda romana si esibirà in uno spettacolo dedicato alla musica, alla sostenibilità, al ricordo dell’astrofisica e amica Margherita Hack, appassionata ciclista e interprete del loro video “Alfonsina e la bici”. Un concerto davvero singolare, perché il sestetto composto di voce, tromba, contrabbasso, piano e fisarmonica, chitarra, set percussivo suonerà sopra un “eco-palcoscenico” alimentato solo grazie all’energia generata da 128 volontari del pubblico con le loro biciclette. Il palco a pedali, è stato ribattezzato: un sogno, poi un progetto, oggi una realtà che i Tetes de Bois portano in giro per l’Italia dal 2011.

 

Andrea Satta, voce del gruppo, ne va giustamente fiero. “E’ un’idea che mi è venuta in mente pedalando. Perché quando pedali sei in movimento, con il corpo e anche con la testa. Così ne ho parlato con il mio amico Gino (Gino Sebastianelli, che ha progettato il palco a pedali, ndr). Gli chiesi: ma secondo te pedalando si potrebbe ricavare abbastanza energia per un concerto? Lui inizialmente era un po’ scettico, ma dopo anni di tentativi ci siamo riusciti”.

 

Le dinamo arrivano dall’Arizona, il meccanismo di funzionamento è semplice: il pubblico è seduto sulle biciclette e pedalando carica una dinamo che trasforma il movimento delle gambe in energia elettrica. “Con 128 biciclette si producono 10 KwH: l’energia sufficiente per un concerto di un’ora e un quarto con un pubblico anche di 1500 persone”.

 

Ma l’idea di fondo non è semplicemente quella di produrre energia pulita per una serata di musica. “Il palco a pedali è un simbolo, un messaggio che vogliamo lanciare e cioè che un’altra mobilità è possibile. Partecipare al nostro concerto vuol dire uscire di casa con la bici (ogni partecipante deve portare il proprio mezzo, ndr), fare un po’ di moto, essere una parte indispensabile dello spettacolo: in bicicletta si può fare molto più di quanto uno pensi”.

 

Chi vuole partecipare al ciclo-concerto dei Tetes de Bois alla Roma Maker Faire può registrarsi online. L’appuntamento è doppio: alle 15 e alle 17, basta presentarsi con la propria bicicletta con ruote da 26 o 28 pollici circa mezz’ora prima, per agganciare il mezzo ai cavalletti. E cominciare a pedalare. “Non è particolarmente faticoso, è come una cyclette in posizione pianura e se non hai la bicicletta al Parco dell’Appia antica c’è un servizio noleggio”. Il costo è di 3 euro l’ora, 15 euro per tutto il giorno: insomma non ci sono scuse.

 

Il palco a pedali è solo una delle occasioni green nella vita quotidiana di Andrea Satta. “A Roma, dove vivo, mi sposto in bicicletta anche se mi trovo malissimo, perché i ciclisti sono considerati d’intralcio nel traffico delle automobili. Portare le due ruote nella routine dei romani e, in generale, di chi vive in città è una battaglia che si può vincere solo se sempre più persone scelgono di abbandonare la macchina”.

 

E se potesse essere sindaco per un giorno, cosa farebbe? “Farei una grande riunione con i migliori urbanisti del Nord Europa, dove le città sono decisamente più a misura dei ciclisti, e chiuderei il traffico di Roma all’interno delle Mura Aureliane per restituire alla Capitale tutto il suo fascino eterno. E soprattutto vorrei fossero costruite piste ciclabili per unire le periferie tra loro e con il centro storico. Non vogliamo le bici dei salotti, delle signore col cappello e l’abito plissettato che fanno la spesa a Campo de’ Fiori: noi vogliamo la bici popolare”.