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I Big Data per il turismo sostenibile: l’esempio dell’Asinara

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L’isola come “laboratorio” per studiare le opportunità degli analytics nel campo dell’accoglienza ai visitatori, pensando anche a una “rete” tra il turismo balneare e quello naturalistico che valorizzi il patrimonio della Sardegna

Il “new normal” per il turismo sostenibile, dopo l’emergenza Covid-19 che ha creato tante difficoltà al mondo dell’hospitality, potrebbe passare dall’innovazione tecnologia e dai big data. Un “laboratorio” per sperimentarlo è, in Sardegna, il Parco dell’Asinara insieme alle aree turistiche circostanti. L’occasione per iniziare a parlarne è stato l’incontro online “Digitale e turismo naturalistico: il ruolo dei big data e il caso Asinara”, che è stato organizzato dalla società di tecnologie digitali Eager di Sassari in collaborazione con lo Studio Giaccardi & Associati di Ravenna, specializzato in destination management, che ha realizzato nel tempo più di 250 piani di ricerca su tutto il territorio nazionale.

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A ideare l’evento sono stati Paolo Costa, co-founder e manager di Eager, che in questo modo ha voluto dare un esempio di come si possa “fare cultura dei dati” sull’isola, insieme a Beppe Giaccardi, consulente di strategia.

VALORIZZARE IL TERRITORIO PARTENDO DALLA CULTURA DEI DATI

Al centro dell’iniziativa c’è la volontà di aprire uno spazio per una collaborazione tra pubblico e privato che possa coinvolgere l’ente parco mirando contemporaneamente alla valorizzazione del patrimonio naturalistico dell’intera Sardegna, magari utilizzando l’opportunità dei fondi del piano Next Generation EU. Sull’isola ci sono infatti 119 siti naturalistici, tra i quali 2 parchi nazionali, quello dell’Asinara e quello dell’arcipelago de La Maddalena, 6 aree marine protette, 4 parchi regionali, 2 aree di rilevante interesse ambientale, 8 zone umide di rilevanza internazionale, le cosiddette Ramsar, 92 Siti di Interesse Comunitario, 3 oasi del Wwf e il Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna.stella-marina-carloforte.jpg

CONNESSIONI ULTRAVELOCI INDISPENSABILI PER LA DATA ECONOMY

Il punto di partenza di questa analisi, e il contesto in cui si è sviluppata, è quella di un Paese che sta via via diventando sempre più digitale, in cui le connessioni in fibra sono sempre più diffuse e presenti in ogni realtà, di pari passo con connessioni mobili sempre più efficienti e performati.

Si tratta della base tecnologica essenziale per poter sviluppare la data economy, e per trarne il massimo dei vantaggi a ogni livello, a partire dal turismo, che è uno degli asset più importanti del nord della Sardegna, insieme al patrimonio naturalistico.  

INTORNO ALL’ASINARA SI CREA UNA RETE TURISTICA SPONTANEA CHE COINVOLGE IL NORD DELL’ISOLA

Una delle principali evidenze che emergono dai dati raccolti sui comportamenti dei turisti che visitano il parco dell’Asinara è che questi visitatori tendono a fare spontaneamente rete attorno ai principali punti di interesse turistico del nord Sardegna, contribuendo così alla crescita economica dell’intero settore in una porzione più ampia di territorio che riguarda in generale il Nord dell’isola, andando a coinvolgere anche il turismo balneare e quello enogastronomico.
L’Asinara come attrattore turistico, secondo le ricerche realizzate già a marzo pensando a una ripresa dei voli e del turismo dopo l’emergenza Covid, potrebbe da sola arrivare a generare una capacità di spesa superiore al milione e 400mila euro nel 2021 considerando soltanto i turisti provenienti dall’estero.
Queste indicazioni potrebbero essere utili per evidenziare le potenzialità di una “rete dei parchi naturali” dell’isola, per accompagnare i visitatori a trarre le migliori esperienze a seconda dei loro gusti e delle loro aspettative, arrivando a capire quale possa essere la potenziale attrattività dei singoli siti per i turisti italiani e stranieri.

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LA CHIAVE PER LA CRESCITA DELLA SARDEGNA È IL TURISMO SOSTENIBILE

Secondo Emanuela Bussu, consulente digitale dello Studio Giaccardi & Associati, “La Sardegna ha un grande potenziale di sviluppo sostenibile se punta al turismo naturalistico integrando e andando oltre il tradizionale turismo balneare per sfruttare i flussi degli oltre 30 milioni di appassionati della natura, ma può sfruttare anche la crescente domanda emersa durante l’attuale grave crisi del turismo convenzionale in risposta spontanea al ‘bisogno di respirare sicuri’”. I dati sono quelli riferiti a prima dell’emergenza Covid e registrati dall’Osservatorio Nazionale delle Filiere del Turismo di Unioncamere”.
L’ecoturismo rappresenta un elemento fondamentale nelle nostre politiche di conservazione del parco - spiega Vittorio Gazale, direttore dell’Ente parco - Parliamo di un’economia che permette ai territori dell’area di vivere e avere la consapevolezza che il loro reddito è dato dal capitale naturale. Il nostro lavoro è fatto della tutela dei paesaggi e delle risorse naturali di grande pregio e questo soddisfa una domanda di servizi ambientali consapevoli dei valori del territorio. Il prodotto ‘natura’ si configura da noi come ‘bene d’élite’ e più la visita al Parco è di immersione nella natura, più il visitatore è disposto a pagare – conclude Gazale - Oggi, ancora di più con la pandemia, si è arricchita la domanda di chi vuole questi spazi naturali ed è disposto a spendere per vederli e preservarli”.

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COSA SIGNIFICA TRADURRE IN DATI L’OFFERTA TURISTICA?

Ma in che modo è possibile raccogliere e analizzare dati quando ci si riferisce all’offerta turistica? “Vuol dire tradurre in dati quello che è misurabile e in questo ambito si scopre che tutto può essere convertito in un dato - spiega Carlo Gaspa, founder e AD di Eager - La difficoltà è quella di avere la tecnologia giusta per analizzarli e le competenze per utilizzarli. Ma le opportunità che l’analisi dei dati può aprire è fondamentale per chi vive in questo come in altri campi economici”.

Ma veniamo alle evidenze emerse dallo studio dei dati realizzato partendo dal parco dell’Asinara. Nel loro “fare rete” tra i punti di interesse turistico dell’area, i visitatori sono soliti integrare il loro passaggio sull’isola con la spiaggia della Pelosa, con l’isola de La Maddalena, e con i centri storici di Sassari, Alghero e Castelsardo, passando anche per le Grotte di Nettuno, per l’area marina di Porto Conte e per i siti archeologici di Porto Torres e della Nurra.
All’Asinara, inoltre, i visitatori arrivano non soltanto dal Nord Ovest della Sardegna, ma anche dal Nord Est, in questo caso per la maggior parte da Olbia. Questo a dimostrazione del fatto che il turismo “naturalistico” è disposto a muoversi di più rispetto al turismo convenzionale per raggiungere mete particolarmente suggestive.

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Infine il dato sui turisti provenienti dall’estero: rappresentano circa la metà dei visitatori dell’Asinara, e principalmente alla loro presenza è dovuto il turismo “destagionalizzato”, che inizia ad aprile per concludersi a ottobre. Un comportamento condiviso anche dai turisti provenienti dalla Sardegna, che evidentemente preferiscono muoversi per visitare l’isola nei periodi in cui il flusso di turisti è meno intenso. Infine una particolarità: nei mesi estivi il flusso di turisti provenienti dal comune di Porto Torres è normalmente più intenso rispetto a quello di coloro che provengono dal “continente”.

Raccogliere e analizzare tutti questa gran mole di dati - quasi in tempo reale - e metterli a disposizione per lo sviluppo dell'isola e per migliorare i servizi a cittadini e turisti, sarebbe davvero impossibile senza una connessione ultraveloce. La connessione in fibra diventa, quindi, un prerequisito indispensabile: con il crescere della diffusione capillare nella penisola delle reti fibra sempre più i privati, le aziende e gli Enti a sceglierla.

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