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Giovani e digitali: l'identikit dei neoimprenditori italiani

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L’indagine diffusa da Unioncamere in occasione di Job&Orienta: i laureati under 35 sono i più propensi all’utilizzo dei social network e all’offerta di servizi online

Più del 41% delle nuove imprese nate nel primo semestre del 2014 è stato fondato da giovani under 35 con una formazione nel campo dell’IT e delle discipline economiche. Così il Centro studi di Unioncamere descrive una fetta consistente dei nuovi imprenditori italiani: giovani e più propensi dei colleghi anziani alle opportunità offerte dall’economia digitale.

I dati sono stati presentati in occasione di Job&Orienta, il Salone nazionale sull’orientamento, scuola, formazione e lavoro organizzato a Verona. Su un campione di 90.200 vere nuove imprese nate tra gennaio e giugno di quest’anno, il 24% è stato lanciato da under 30 e un ulteriore 17% da under 35, per un totale di 4 imprese su 10 avviate da imprenditori giovani.

Leggi anche: A Job&Orienta un quadro delle professioni che servono alle imprese

 

 

L’abbassamento dell’età media ha modificato anche la tipologia di strumenti utilizzati dai neoimprenditori per portare avanti la propria attività. In particolare, lo studio si è concentrato sull’utilizzo dei social network. I giovani imprenditori hanno dimostrato una notevole propensione verso l’economia digitale: rispetto ai colleghi over 35, tra il 32% e il 61% dei neoimprenditori utilizza la Rete (a seconda del tipo di piattaforma, la più diffusa è Facebook); molti inoltre quelli che prediligono i servizi online e nuove forma di e-commerce.

 

 

Da un punto di vista di genere i neoimprenditori sono soprattutto uomini (il 61%) e diplomati (il 51%, contro il 19% di laureati). Al contrario le giovani donne che fanno impresa sono per il 40% laureate.

Oltre alle discipline informatiche, la maggior parte dei neoimprenditori laureati che hanno fondato un’impresa nel 2014 ha una formazione economica, cosa che spesso fa sì che l’azienda sia strutturata in modo più solido. Per i laureati under 35 poi la leva dell’autoimpiego si combina con il desiderio di valorizzare il proprio bagaglio formativo.

Come conseguenza i nuovi business si svolgono soprattutto online e sfruttano appieno i benefici della digitalizzazione. Descritto anche un identikit delle nuove imprese: circa la metà svolge attività nel settore commerciale (32%) e dei servizi (20%). Come tipologia sono preferite le ditte individuali (87%) con al massimo 2 dipendenti; per oltre la metà delle start-up infine il capitale iniziale si aggira intorno ai 5 mila euro.

 

Federica Ionta

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