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Fuel poverty: quando la crisi taglia anche i consumi energetici

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Le famiglie con un reddito equivalente pari al 40% della media nazionale sono in una situazione di “povertà energetica”: lo rivela il rapporto dell'Associazione Bruno Trentin sui consumi in Italia

I tipi di economia avanzata globalizzata e la recessione in corso stanno producendo delle nuove classi sociali e dei nuovi tipi di povertà. Un fenomeno recente riguarda la difficoltà riscontrata da molte famiglie italiane nell'accedere alle fonti energetiche ed usufruire dei servizi essenziali come riscaldamento adeguato in casa, funzionamento degli elettrodomestici. Si chiama Fuel poverty e interessa le famiglie che per il consumo di energia spendono più del 10% del loro reddito.

 

LA POVERTA' ENERGETICA IN ITALIA

L'Associazione Bruno Trentin ha presentato il 17 dicembre a Roma il rapporto incentrato su questo nuovo fenomeno, inquadrandolo da un punto di vista economico e sociale. Innanzitutto bisogna precisare che in Italia sono considerate in stato di “Povertà energetica” le famiglie con un reddito equivalente pari al 40% della media nazionale: tra queste oltre il 70% dei casi è a rischio povertà e più della metà (ben il 57%) è in stato di povertà assoluta.

Secondo dati Istat nel 2013 in Italia il 12,6% delle famiglie (3 milioni e 230mila casi) ha vissuto in condizioni di povertà relativa, aspetto stimato in base ai consumi, fermi a 972,52 euro per un nucleo con due componenti. Importante è anche il tasso di povertà assoluta che riguarda il 7,9% delle famiglie (2 milioni e 28mila).

 

BONUS ENERGETICI

Secondo i dati Eurostat e Aeegsi presentati nel rapporto, nel 2011 sono state quasi 3 milioni le famiglie potenzialmente beneficiarie del bonus per l'energia elettrica, e 2,3 milioni quelle destinatarie del bonus gas, pari rispettivamente all'11,5% e al 9,2% delle famiglie italiane. Per questi nuclei familiari la spesa energetica incide più del doppio rispetto al totale delle famiglie sul territorio nazionale, con differenze consistenti da regione a regione. I bonus energetici, calcolati in base all'indice ISEE dei soggetti più svantaggiati economicamente, sono tra le risposte fondamentali messe in atto per fare fronte alla fuel poverty Nel periodo di riferimento 2008-2012 il bonus elettrico ammontava complessivamente a 376.5 milioni di euro, mentre quello del gas arrivava a 178.3 milioni, per un totale di 554.9 milioni di euro.

 

L'INDICE DI GINI

Per rappresentare la distribuzione delle diseguaglianze nel reddito e nella distribuzione della ricchezza è stato utilizzato l'indice di Gini. Il valore è sempre compreso tra 0 e 1, in cui un coefficiente basso indica una distribuzione omogenea della ricchezza, con lo 0 assoluto che corrisponde alla equi-distribuzione pura in cui ipoteticamente tutti percepiscono lo stesso reddito, mentre l'1 assoluto indica uno scenario ipotetico in cui si concentra tutto su una sola persona. In Italia l'indice di Gini è tra i più elevati tra i paesi OCSE, arrivando 17° su 30 nella classifica: in percentuali in Italia il divario è aumentato progressivamente negli anni, passando dal 45% del 2004 al 50% del 2010, fino al 55% del 2012.