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Expo Women Global Forum, tra donne e tecnologia

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Sostenibilità per le nuove generazioni, gender gap, alimentazione, culture: con la presidente Gianna Martinengo abbiamo parlato delle imprese femminili tra nutrizione e innovazione

Da una parte cibo e alimentazione, temi portanti dell'Expo 2015, dall'altra biotecnologia, sostenibilità, scienza, educazione. A legare questa varietà di temi multidisciplinare, il filo rosa dell'imprenditorialità al femminile: da queste basi nasce l'Expo Women Global Forum, un importante progetto che rappresenta il proseguimento di “Women&Technologies 2008-2015che dal 2008 dà rilevanza a questi temi a livello internazionale.

Dietro l'organizzazione e la promozione di EWGF c'è Gianna Martinengo, presidente dell'Associazione Donne e Tecnologie, tra i primi a parlare di innovazione in Italia, forte di un'esperienza internazionale che l'ha portata dalla Stanford University alla C.C.C Palo Alto, osservando da vicino il boom della Silicon Valley, fino alla rappresentanza italiana per le pmi alla Commissione Europea e al progetto internazionale Women&Technologies. Martinengo ci ha raccontato come si declina oggi il binomio donne – tecnologia, non solo in vista dell'Expo 2015, ma in una prospettiva più ampia.

Leggi anche: Imprese in rosa, la carica delle aziende e startup italiane 

 

Expo Women Global Forum: come nasce?

EWGF è al tempo stesso un punto di arrivo e di partenza. È sia l'evoluzione di Women&Technologies che l'inizio di un percorso destinato ad uno sviluppo sostenibile per le future generazioni. Proprio queste, insieme alle donne, sono i driver sui quali puntare: EWGF nasce con l'obiettivo di stimolare una discussione globale sui temi di Expo, che lasci anche delle indicazioni strategiche per il futuro, che metta in evidenza il contributo femminile nei diversi ambiti produttivi, individuando le linee di azione per un'economia che guardi al futuro.

 

Quindi un progetto che non si esaurisce alla durata dell'Expo.

 Esatto, il post Expo è una parte fondamentale dell'iniziativa: un manifesto per il futuro che lasci indirizzi strategici concreti per le generazioni a venire, in un'ottica di costruzione, sedimentazione e continuità. Per questo durante il corso dell'Esposizione Universale affronteremo tematiche e approfondimenti con una prospettiva interculturale, intergenerazionale e di genere. Per uno sviluppo sostenibile e un rinnovamento sociale e culturale, sono imprescindibili fattori come il dialogo e l'integrazione tra le diverse culture, il superamento del gender gap e il sostegno dell'affermazione delle nuove generazioni.

Leggi anche: Il binomio rosa tra agricoltura e impresa, in visa Expo 2015  

 

Quali sono i temi centrali che affronterete? E in che modo?

 EWGF si basa su un palinsesto di affidabilità scientifica orientata alla divulgazione e all'educazione, attraverso uno stretto contatto con il mondo della ricerca e le università. Il binomio donne -tecnologia è una formula vincente e vogliamo dimostrarlo soprattutto in campi come la nutrizione, la biologia e la sostenibilità. Per fare questo abbiamo creato delle agorà fisiche con sede principale al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia e all'Acquario civico di Milano, ma anche ai padiglione Italia e Europa dell'Expo, insieme ad altre agorà virtuali che riuniscano e amplifichino il dibattito, come la piattaforma online e la web tv (in fase di completamento).

Qui, a cadenza mensile, avranno luogo i dialoghi tematici, cuore del progetto per approfondire e sviluppare il dibattito tra associazioni, aziende, professionisti e istituzioni. Tra i temi principali, risultati di una prima esplorazione condotta da Gfk Eurisko ci sono appunto nutrizione (healthy aging, tendenze alimentari emergenti), donne (evoluzione della ruolo economico e sociale, premio “Le Tecnovisionarie 2015”, pubblicità e immagine) futuro (lo scenario socio culturale fino al 2020 tra lavoro e formazione, mestieri del futuro, ), multiculturalità (prospettive dei rapporti inter-culturali nel futuro prossimo).

Per approfondire: Come sfruttare le opportunità di crescita per Expo 2015

 

Alla luce della sua esperienza internazionale quali crede che possano essere i driver per un rilancio delle nostre imprese?

 Per quanto riguarda le pmi, oggi stiamo soffrendo gli strascichi di una politica poco attenta negli anni passati. Sono sempre più micro e piccole imprese, quelle che costituiscono il nocciolo dell'economia italiana, ma con un peso poco incisivo sulle politiche e una scarsa vocazione ad aggregarsi, a fare gruppo. Negli USA ho sempre riscontrato la grande disponibilità nell'investire sulle tecnologie e sulle nuove realtà imprenditoriali, cosa che in Italia è avvenuto con un ritardo di quasi 20 anni, basti pensare al ruolo importante che business angels e incubatori di startup stanno avendo solo negli ultimi anni. Manca una visione a lungo termine degli obiettivi e un confronto più attento con le realtà internazionali: c'è il rischio che, una volta finito il boom dei finanziamenti alle startup, finiscano anche le iniziative imprenditoriali in questa direzione.