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Expo 2015 modello di risparmio energetico

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Secondo Avvenia, la manifestazione sta facendo registrare il record di consumi, con performance mai raggiunte prima, per un costo complessivo di 18 milioni di euro

Quello di Milano è senza dubbio l’Expo dei record. A poco meno di cinquanta giorni dalla chiusura, non solo l’Esposizione universale dedicata alle tematiche della nutrizione sta facendo il pieno di visitatori, circa 140 mila al giorno con l’obiettivo di sfondare il tetto dei 20 milioni entro il 31 ottobre, ma è stato raggiunto un altro importante traguardo. L’evento è infatti stato riconosciuto come modello di efficientamento energetico, simbolo di un intero Paese con un elevato livello di maturità culturale e tecnologica in materia.

 

EXPO: CONSUMI DI ENERGIA SENZA PRECEDENTI, MAI COSÌ BASSI

A dirlo è Avvenia, società leader in Italia per quanto riguarda la white economy. Secondo le sue stime, alla fine dell’Esposizione i consumi energetici di Expo, con i suoi padiglioni, le strade e gli altri edifici, ammonteranno a circa 150 milioni di kilowattora, per un costo complessivo di 18 milioni di euro. Si tratta di performance di efficienza senza precedenti, continuamente monitorate e ottimizzate.

Basti pensare che la rete elettrica è stata costruita su uno spazio paragonabile a quello di una città di oltre 100mila abitanti, ed è l’unica fonte di alimentazione per tutte le attività che si svolgono ad Expo, dalle cucine ai trasporti, fino alla temperatura nei vari padiglioni. In particolare, in tutta l’area perimetrale, sono dislocate 100 cabine collegate in fibra ottica che consentono la diffusione di elettricità e altre informazioni su ciascuna area, così da intervenire in tempo reale in caso di disfunzioni del sistema.

 

BUONE PRATICHE NEI PADIGLIONI, DALLA FRANCIA A ISRAELE

Buone pratiche di efficienza sono anche quelle messe in pratica dai singoli padiglioni. Si pensi, ad esempio, a quello della Francia, caratterizzato dalla scelta di filiere corte come quella del legno locale, ma anche dall’implementazione di un sistema di ventilazione naturale e da soluzioni volte al risparmio energeticoIsraele ha invece voluto impiegare materiali 100% riutilizzabili, introducendo all’interno del suo spazio espositivo una parete verde che introduce il concetto di “vertical planting”, una nuovissima tecnologia che permette di ottimizzare al meglio territorio e acqua.

 

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SOTENIBILITÀ E RISPARMIO TRA GLI OBIETTIVI DI EXPO 2015

D’altronde, il rispetto dell’ambiente e il risparmio energetico erano uno degli obiettivi che gli organizzatori si erano prefissati, inserendoli già dal 2013 nelle linee guida per la realizzazione degli allestimenti attraverso sette buone pratiche, e cioè soluzioni passive per l’aria condizionata, l’uso di energia rinnovabile e di materiali riciclati, attenzione agli sprechi d’acqua e del suolo, e, a manifestazione conclusa, il riciclo delle strutture impiegate.

Ne risulta, così, che l’80% delle sezioni dell’Expo ha ridotto il bisogno di climatizzazione con soluzioni di efficienza, mentre il 56% ha applicato una copertura verde su almeno metà della superficie del tetto e quasi il 100% impiega illuminazione a Led. Sono 32 le nazioni che hanno già garantito il riciclo del proprio padiglione alla fine del prossimo ottobre. Senza dimenticare che questa è la prima esposizione universale con un sistema di gestione rivolto alla sostenibilità e che si è impegnata a pubblicare annualmente un rapporto sulle proprie attività, contabilizzando le emissioni di gas serra e promuovendo azioni di riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

 

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