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Expo 2015 lancia il portale per l’alimentare made in Italy

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Italia Quality Experience valorizza le imprese di un settore che vale il 10% del Prodotto interno lordo e ha un fatturato di 132 miliardi di euro, di cui il 22% esportato

Il settore agroalimentare è una delle eccellenze di punta in Italia: con un fatturato di 132 miliardi di euro, rappresenta il 10% del Pil nazionale, coinvolgendo più di 250mila imprese. Insieme al manifatturiero è l'ambito che contribuisce maggiormente all'offerta dei prodotti “made in Italy” nel mondo, con un export che nel 2013 è arrivato a 33,4 miliardi di euro, con un incremento stimato del 9% per l'anno in corso e del 6% rispetto il 2012 (dati Federalimentare).

ITALIA QUALITY EXPERIENCE PER EXPO 2015

La valorizzazione della gastronomia e del cibo è tra i temi principali che animano l'Expo 2015 e, tra le diverse iniziative promosse in questa direzione, si inserisce la creazione del portale Italia Quality Experience online dal 9 dicembre. Nato da un'iniziativa delle 105 Camere di Commercio italiane per promuovere le eccellenze dell'agroalimentare all'estero, il sito ha già raccolto oltre 700mila imprese registrate, avvalendosi della collaborazione delle 81 Camere di Commercio presenti fuori dall'Italia e della rete di 1400 ristoranti italiani certificati in 49 paesi nel mondo.

Per approfondire: Cascina Triulza, primo padiglione Expo 2015 a presentare il programma - Video 

 

L'IMPORTANZA DELL'EXPORT ALIMENTARE

Un'opportunità in più per dare visibilità a tutti quegli attori della filiera agroalimentare che contribuiscono a rendere l'Italia tra i leader del settore a livello mondiale, incentivano le occasioni di scambio con mercati esteri. Ben il 22% del fatturato nel mercato alimentare è esportato, contando sul lavoro di 16mila imprese impegnate nell'export. Tra i punti di forza del settore alimentare all'estero l'Italia può contare oltre 5mila specialità tradizionali censiti a livello regionale, più di 211 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea che costituiscono il 20% del totale comunitario.

Leggi anche: Start up e agroalimentare, un binomio vincente


CERTIFICAZIONI E QUALITA' NELLE PMI ITALIANE

Nonostante più del 60% del fatturato agroalimentare in Italia provenga da imprese multinazionali e grandi gruppi industriali, il tessuto aziendale è composto da una maggioranza di piccole e medie imprese che offrono prodotti tipici e di elevata qualità. Questi fattori, uniti spesso alla denominazione di origine controllata, permettono alle pmi di occupare nicchie di mercato molto resistenti al riparo delle grande imprese, sia in Italia che all'estero. Secondo il rapporto Istat sui prodotti agroalimentari di qualità, l'Italia si conferma il primo Paese per numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg conferiti dall'Ue: fino al 31 dicembre 2013 si arriva a 261 casi (13 in più rispetto all'anno precedente). Emilia Romagna e Veneto sono le regioni più certificate, rispettivamente con 39 e 36 prodotti riconosciuti, mentre i reparti col maggior numero di eccellenze sono ortofrutticoli e cereali (con 101 prodotti) seguiti dai formaggi (47), olio extra vergine d'oliva (439 e preparazione carni (37). In aumento gli operatori certificati, con 80.435 casi, di cui quasi la totalità (91,2%) svolge esclusivamente attività di produzione, mentre il 6,6% si occupa della trasformazione e solo il 2,2% effettua entrambe le attività.