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Estate 2020, Orazio Spoto: “Una buona occasione per riscoprire l’Italia”

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Il fondatore e presidente di Instagramers Italia Ets: “L’entroterra è uno scrigno di bellezze naturalistiche e culturali. Sceglierlo vuol dire anche aiutare i nostri connazionali in difficoltà per l’emergenza coronavirus”

“Un po’ per patriottismo e un po’ per necessità - a causa dell’emergenza coronavirus - l’estate 2020 è e sarà per la gran parte di noi italiani un momento ideale per riscoprire le bellezze naturalistiche e culturali del nostro Paese. Ci si muove preferibilmente in automobile, visitando i luoghi raggiungibili agevolmente con questo mezzo. È un modo apparentemente nuovo, ma in realtà forse il più tradizionale per trascorrere le ferie estive, che ci riporta indietro di qualche decennio. Il mio suggerimento è di sperimentare, sfruttando questo momento come un’occasione da non perdere, un modo diverso di fare turismo, più legato alla cultura, con una predisposizione più intima e sostenibile verso i luoghi”. A parlare è Orazio Spoto, presidente di Instagramers Italia Ets (@weareigersit), che conta soltanto in Italia su 74 community e fondatore di @igersmilano, oltre che responsabile della formazione di NewMi Srl società benefit, una delle prime società benefit in Italia specializzata in comunicazione, strategia, community e influencer marketing, nata nel 2018 con l’obiettivo di riuscire a coniugare profitto e impegno sociale.

Orazio, come ha organizzato le sue vacanze 2020?

Le ho divise in tre parti. Con una premessa: avendo una società mi è difficile staccare al 100%, quindi sono portato a scegliere luoghi dove sia disponibile una connessione stabile per poter utilizzare Internet. La prima parte, in Alto Adige, ce la siamo già lasciata alle spalle. È stata una sorta di riunione di famiglia, in cui ho avuto l’opportunità di passare il tempo insieme ai miei cari e a contatto con la natura. La seconda parte la stiamo organizzando insieme a mia moglie, sarà più intima, anche in questo caso rimarremo in Italia. Stiamo pensando all’entroterra marchigiano, magari a un casale, per scoprire i luoghi e poter fare qualche puntata al mare. Infine una terza parte sarà dedicata alla mia passione per lo sport e per lo swimrun, una disciplina che combina il nuoto e la corsa, in media 8,5 km in acqua e 30 km di running, con le attività mixate tra loro in diverse sessioni. Ho in programma di partecipare a una gara in Francia a ottobre, se sarà possibile. Si tratta di una disciplina nata in Svezia, e che prevede un’elevatissima attenzione per l’ambiente: soltanto buttare in terra la carta di una confezione di gel energetico, infatti, comporta la squalifica. Detto per inciso, io ho programmato la gara in Francia ma anche in Italia ci sono competizioni bellissime di swimrun, come quella da Grado a Lignano, un percorso sulla laguna a strettissimo contatto con la natura.

Sulla base della sua esperienza, che mete consiglierebbe a chi vuole riscoprire le bellezze dell’Italia?

Musei Un’opportunità particolarmente interessante in questo periodo sono i musei, che purtroppo stanno attraversando una grave crisi a causa dell’emergenza coronavirus e della mancanza di turisti stranieri. La settimana scorsa, soltanto per fare un esempio, sono stato ai Musei Vaticani e sono entrato senza fare la fila e per di più trovando parcheggio in pochi minuti. C’è poi da dire che l’Italia non è fatta soltanto dei grandi musei nelle città d’arte famose in tutto il mondo. C’è un immenso patrimonio di piccole realtà, veri e propri gioielli come il museo della bora a Trieste, visitando i quali si unisce l’opportunità di sostenere un settore in difficoltà e scoprire luoghi affascinanti dal punto di vista culturale.

Entroterra Il secondo consiglio che mi sento di dare è di rivolgere l’attenzione all’entroterra del nostro Paese: la catena appenninica è fatta di splendidi luoghi più o meno noti, come Fabriano nelle Marche, o nell’Umbria che ha sofferto per i terremoti, per poi arrivare fino alla Calabria e all’Aspromonte, luoghi naturalisticamente splendidi ma davvero poco conosciuti e valorizzati. Quando si pianifica una vacanza ci si concentra spesso sulle coste, ma sarebbe bello riuscire a riscoprire i musei e le zone montane del centro Italia.

Città meno visitate Il terzo consiglio riguarda le città della Lombardia, come Cremona o Mantova, che sono tradizionalmente oggetto di attenzione turistica da parte degli stranieri ma che sono considerate mete “secondarie”, rispetto alle grandi destinazioni artistiche. L’estate 2020 potrebbe essere l’occasione di poterle visitare e vivere, avvicinandosi alla cultura. A maggior ragione in questa fase di post-lockdown, il patriottismo - da non confondersi con il nazionalismo – significa supportare come possiamo i nostri connazionali in difficoltà, a partire dal comparto turistico che è tra i più colpiti dalla crisi economica, magari riscoprendo le nostre tradizioni e le nostre origini in chiave culturale.

Che ruolo ha in questo contesto l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità?

Una vacanza sostenibile in cui si scelga di rispettare la natura e il territorio è una vacanza in cui è difficile pensare ad avere tutto a portata di mano, e in cui è importante riscoprire il piacere di adattarsi, di “sapersi accontentare” rispetto ad alcune mode imperanti. L’opportunità è quella di scoprire posti unici che ancora non vivono di turismo, e dove l’offerta è necessariamente più limitata. Non si troveranno ad esempio glamping, ma semplici campeggi, e questo potrà aiutare le persone a capire che il vero valore non è la struttura in cui si soggiorna, ma l’ambiente che ci circonda. Sostenibilità vuol dire anche riscoprire il gusto di comunicare con le persone, di scambiarsi esperienze, parlare e scoprire un rapporto genuino con gli altri. Probabilmente non si avranno a disposizione le stesse comodità che si hanno nelle grandi città, ma questo contribuirà a provare uno stile di vita più sostenibile e meno inquinante, senza plastica, senza monoporzioni, senza servizi usa e getta. Scelte che si traducono in una maggiore attenzione all’ambiente e al territorio.

Cosa fanno queste realtà per promuoversi e acquisire visibilità, quindi per attirare visitatori disposti a rivalutare le bellezze del nostro Paese?

Molte realtà hanno capito che i Social sono fondamentali, e che le Ota - le grandi piattaforme delle online travel agencies - possono essere una grande comodità ma anche un grande problema, dal momento che se si delega tutto ai loro servizi non si ha un contatto diretto con i visitatori. Con la “complicità” dell’emergenza Coronavirus i social stanno vivendo una sorta di seconda giovinezza, uscendo dall’equivoco di essere “utili ma non necessari”.

Stiamo entrando nella fase della consapevolezza. Ovviamente c’è un grande lavoro da fare, perché molte delle realtà più piccole non sanno ancora utilizzare bene questi strumenti: ci siamo imbattuti tutti in luoghi “vista mare” a diversi chilometri dalla spiaggia, o in piscine minuscole presentate come strutture olimpioniche: la prima cosa da fare è quindi quella di non modificare le informazioni sulle strutture con descrizioni fantomatiche o immagini irrealistiche.

E poi è centrale avviare la comunicazione diretta, lasciando alle Ota un ruolo importante ma non fondamentale, nella comunicazione in tutto l’arco del customer care. Per riuscirci sarebbe importante per le diverse strutture fare sistema, come succede ad esempio proprio in Alto Adige dove gli operatori tendono a consorziarsi sotto un unico cappello di sistemi di prenotazione, con offerte chiare puntuali e trasparenti e un contatto diretto con i potenziali clienti: Booking Alto Adige gestito dall’associazione albergatori.

Qual è l’importanza della sostenibilità nella sua attività da imprenditore?

Fondando insieme a Christian Fusi newmi.it abbiamo dato vita a una delle prime società benefit in Italia. Questo vuol dire che, insieme al bilancio, pubblichiamo periodicamente anche - come parte degli obblighi societari - una relazione di sostenibilità, misurando il nostro impatto sull’ambiente e sulle persone.

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La sostenibilità non può essere considerata infatti in contrapposizione al profitto, e sono dell’idea che la distinzione tra attività profit e non profit sia destinata nel tempo a essere sempre meno marcata. L’impegno per la sostenibilità non può infatti essere visto soltanto come l’obiettivo di gruppi di attivisti votati soltanto a questo scopo, ma deve fare parte dell’esperienza quotidiana di ognuno di noi. Un esempio è l’iniziativa di Sorgenia “Ghe pensi MI! Green Edition”, che ha creato un mix tra attività sportiva e impegno per tenere puliti i parchi. Più in generale, nulla vieta a chi sta in villeggiatura al mare ma anche in agriturismo di poter fare sessioni di plogging nell’ambiente circostante. Può diventare una normale abitudine e un modo per essere più consapevoli, senza per questo diventare ecoterroristi. Grazie ad attività di questo genere ci si renderebbe conto in pochi minuti di quanto l’emergenza ambientale non dipenda soltanto da grandi temi su scala planetaria, ma dall’abitudine che parte da ognuno di noi, con una difesa attiva e consapevole del territorio.