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Energy manager: nel 2012 il 27% occupato nel manifatturiero

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Dati Fire elaborati nel Terzo Rapporto Enea: in Italia lavorano circa 2.000 professionisti dell’efficienza energetica. Fondamentale la formazione per trovare lavoro

È il settore dell’industria, nel dettaglio il comparto manifatturiero, quello che occupa il numero più elevato di energy manager in Italia. I dati sono del Terzo Rapporto Enea sull’efficienza energetica, che ha dedicato una sezione ad hoc alle figure professionali che sono responsabili della gestione dell’energia in azienda e nel settore residenziale.

L’indagine è stata condotta in base ai dati Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia) sia sui soggetti obbligati che su quelli non obbligati, ed ha evidenziato una situazione deficitaria per la pubblica amministrazione e per il terziario privato, mentre il secondario impiega poco più di un quarto del totale degli energy manager italiani.

Nel 2012 erano iscritti all’elenco Fire 2.127 professionisti: 728 per il civile (di cui solo 165 della PA), 604 per il settore industriale (di cui 591 per il comparto manifatturiero), 412 per i trasporti, 316 per l’energia e i servizi a rete, 67 per l’agricoltura. Negli ultimi dieci il totale delle nomine è rimasto pressoché invariato: da 2.022 soggetti nel 2003 a 2.127 nel 2012.

COSA FANNO GLI ENERGY MANAGER

Verificare i consumi per migliorare la gestione del fabbisogno energetico e ridurre gli sprechi. Sono queste le attività fondamentali per un energy manager, figura professionale istituita ai sensi della legge 10/91. Un’altra funzione è quella di acquistare energia elettrica, soprattutto per quanto riguarda le imprese di medio-grandi dimensioni, dove l’energy manager può anche essere il responsabile del sistema di gestione dell’energia aziendale.

FORMAZIONE PROFESSIONALE

Laurea in discipline scientifiche corredata da un master dedicato alle energie rinnovabili e ai temi dell’efficienza sono requisiti quasi fondamentali per accedere a questo tipo di professione, anche se l’elenco gestito dalla Fire non è di fatto un albo per cui non sono richieste specifiche competenze per legge.

In generale la formazione di figure professionali ecoinnovative è un altro punto importante del Rapporto Enea. Secondo dati Isfol nel 2012 sono stati avviati 378 corsi di aggiornamento: di questi circa la metà al Nord Italia (161), seguono Centro (147) e Sud (70). I risvolti occupazionali sono importanti: la white economy nel nostro Paese oggi occupa circa 3 milioni di lavoratori in 250 mila aziende. In media chi frequenta corsi di formazione su efficienza e risparmio energetico ha il 23% in più di possibilità di trovare un’occupazione. 

 

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