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Energy Carousel, in Olanda la giostra che produce energia

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Le evoluzioni dei bambini producono elettricità che serve a illuminare il carosello e il parco che lo ospita. Così imparare è un gioco

Immagina se l’energia fosse una giostra che gira, il divertimento una fonte rinnovabile e sicura. Senza emissioni, a parte forse un po’ di eccitamento; senza rumore se non gli schiamazzi dei bambini che giocano. Siamo nell’Olanda Meridionale a Dordrecht, poco più di centomila abitanti per la prima città al mondo a possedere un carosello energetico: una giostra nel senso più tradizionale del termine che produce e accumula energia elettrica grazie al movimento dei suoi “passeggeri”.

 

La firma è dello studio di architettura madrileno Ecosistema Urbano, un gruppo di urban designer che dal 2000 lavorano su progetti di sostenibilità ambientale e sociale. Proprio con questo spirito tre anni fa è nata l’idea dell’Energy Carousel: un modo per insegnare ai bambini attraverso il gioco come si produce l’elettricità e un’occasione per costruire una struttura di aggregazione urbana con materiali riciclati e secondo i principi dell’efficienza e del risparmio.

 

Il carosello di Dordrecht funziona con un meccanismo molto semplice, identico a quello della dinamo di una bicicletta. Il movimento dei bambini che girano agganciati alle corde produce elettricità che viene incamerata dalla struttura e rilasciata per illuminare la giostra di sera. Più i piccoli passeggeri volteggiano, più sarà intenso il colore proiettato: così, spiegano gli architetti, i bambini imparano non solo come si genera l’energia ma anche quanto è faticoso produrne in grande quantità.

 

Belinda Tato è una dei fondatori dello studio. Ci racconta che l’ispirazione che porta alla nascita di questi progetti va ben oltre l’architettura: “Gli ideatori dei concetti di creative commons, open source, free software hanno cambiato il mondo e noi vogliamo incorporare questo nuovo modo di condividere nel nostro lavoro”. Le competenze in campo sono molteplici: “Ci sentiamo architetti ma anche sociologi, ingegneri, urbanisti perché il design degli spazi esterni non può prescindere dal loro ruolo sociale e dalla tutela del verde”.

 

Ambiente, soprattutto. “La sostenibilità è legata all’innovazione e l’innovazione alla ricerca di nuove soluzioni”, sottolinea Tato. “La gestione delle fonti di approvvigionamento è cruciale, i progetti di trasformazione dei rifiuti in risorse sono la vera sfida di oggi. In questo gli architetti hanno ancora molto da dire”.