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Energie rinnovabili e non rinnovabili in Italia

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Negli ultimi anni la produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia ha segnato continui record, soprattutto per il fotovoltaico e l’eolico.

Energie rinnovabili e non rinnovabili: in Italia il fabbisogno energetico è soddisfatto da due tipologie di fonti; da un lato quelle che vengono ciclicamente riprodotte e dunque sono disponibili nel tempo, dall’altro quelle destinate ad esaurirsi perché al contrario delle prime non si rigenerano in tempi brevi.


Secondo i dati del Rapporto statistico 2011 del Gestore dei servizi energetici sulle energie rinnovabili e non rinnovabili in Italia, negli ultimi anni le prime sono cresciute; rispetto al 2010 il numero di impianti è più che raddoppiato mentre la potenza installata è cresciuta di un terzo. Nel nostro Paese i comparti che hanno registrato la crescita maggiore sono il fotovoltaico e l’eolico, complice anche la normativa e le politiche di sostegno: il numero di strutture che sfruttano sole e vento come fonte di energia è aumentato rispettivamente del 111% e del 66%. A livello territoriale è la Lombardia la regione dove è più alta la produzione da fonti pulite (il 17% del totale nazionale), seguita dal Trentino Alto Adige e dal Piemonte (entrambe al 9% circa).


Accanto alla crescita delle “nuove” rinnovabili, il parco nazionale italiano è ancora costituito principalmente da impianti che utilizzano la fonte idraulica. Il trend si sta tuttavia invertendo tanto che nel 2011 il 45% del fabbisogno nazionale è stato coperto da solare, eolico e bioenergie.


Al contrario delle energie rinnovabili quelle non rinnovabili in Italia come in tutto il mondo presentano alcune criticità; è ancora diffuso l’utilizzo del carbone, che conta per poco meno di un quinto dell’energia prodotta nel nostro Paese ma comporta alti costi di gestione e soprattutto causa emissioni di anidride carbonica. Anche il petrolio resta una fonte molto utilizzata, nonostante gli alti costi di importazione e l’enorme impatto sugli ecosistemi naturali.