Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Efficienza energetica: l'Italia il mercato con maggior potenziale

  1. Home
  2. Smart energy
  3. Efficienza energetica: l'Italia il mercato con maggior potenziale

Secondo l’Energy Efficency Report del Politecnico di Milano, che verrà presentato la prossima settimana, nel Belpaese lo sviluppo di queste tecnologie è frenato da burocrazia e credito. Ecco alcune anciticipazioni

Quale è la situazione attuale in Italia in materia di efficienza energetica? E quali sono le peculiarità del sistema interno rispetto ai mercati internazionali? A queste domande ha cercato di rispondere l’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che si sta preparando a presentare la quinta edizione dell’Energy Efficiency Report, il rapporto che analizza il tema del risparmio energetico e ne fa una fotografia approfondita.

 

ITALIA PAESE CON IL MAGGIOR POTENZIALE DI SVILUPPO IN EFFICIENZA

Dalle anticipazioni sul report, che verrà presentato a Milano il prossimo 18 giugno, emerge che l’Italia è il paese in Europa con il maggior potenziale legato al raggiungimento degli obiettivi fissati al 2020 riguardanti proprio l’efficienza. Tuttavia, la sua capacità di sviluppo, con investimenti che possono raggiungere i 70 milioni di euro, è frenata dall’eccesso di burocrazia e dalla difficoltà di accesso al credito. Il modello da imitare resta quello della Germania, che ha già superato il 50% del cammino. Fanalino di coda, invece, è l’Irlanda.

Proprio per questo, il Belpaese fa parte del cosiddetto gruppo dei “frenati”, insieme a Spagna, Gran Bretagna, Portogallo e Francia: si tratta di mercati allettanti, grazie ai potenziali volumi d’affari in gioco, con una filiera matura, caratterizzata da numerosi operatori specializzati, ma che presentano allo stesso tempo una situazione finanziaria inefficace e una burocrazia troppo pesante. Questo quadro influenza e non poco il modo di agire degli operatori italiani dell’energia.

 

Leggi anche: Efficienza, premiato il sistema italiano dei Certificati Bianchi

 

LA FILIERA ITALIANA DELL’EFFICIENZA: ECCO GLI OPERATORI DELL’ENERGIA

L’analisi della filiera italiana dell’efficienza energetica, contenuta anch’essa all’interno del report, ha come obiettivo quello di fare chiarezza sulle fasi e le tipologie di operatori che caratterizzano interventi di questo tipo sul territorio nazionale. Pertanto, lo studio ha permesso di individuare tre configurazioni tipiche. Oltre a quella che contraddistingue l’ambito residenziale, caratterizzata dalla presenza di operatori non specializzati in materia di efficienza, c’è quella che contraddistingue sia il terziario che l’ambito industriale, per cui transitano ogni anno circa 1.700 milioni di euro, in cui ci sono player specialisti in materia, e per i quali è stato coniato il nome di Energy Efficiency Sevice Provider, cioè imprese che possono realizzare interventi di efficienza senza però disporre di capacità produttiva su questo tipo di soluzione.

Infine, la terza configurazione riguarda esclusivamente l’ambito industriale, da cui transitano circa 850 milioni di euro di interventi all’anno. Qui intervengono soggetti specializzati e dotati anche di capacità produttiva sulle soluzioni per l’efficienza energetica, come gli Oeeem (Original euqipment and energy efficiency manufactures). Entrambe queste figure rivestono un ruolo centrale per la diffusione delle nuove tecnologie di risparmio energetico.

 

EESP E OEEM: GLI OPERATORI SPECIALIZZATI PER GLI INTERVENTI

L’analisi è stata condotta grazie al coinvolgimento di 320 imprese operanti sul mercato italiano dell’efficienza, di cui 300 Eesp e 20 Oeem, per comprendere meglio i modelli di business di questi soggetti. L’approccio scelto per portare avanti l’indagine è quello della clusterizzazione “market driven”, ovvero che emerga dal mercato stesso, andando a raggruppare gli operatori in funzione del grado di copertura delle attività tipiche di un intervento di razionalizzazione dei consumi. Il che ha permesso di far emergere un quadro particolarmente interessante della situazione nel nostro Paese.

Così, il 56% del campione di riferimento risulta essere formato da imprese specializzate, che operano anche attività di audit energetico e studi di fattibilità e di progettazione. Il restante 46% comprende invece aziende cosiddette integrate, le quali pur assumendosi la responsabilità di tutte le attività riguardanti gli interventi di efficienza, demanda a soggetti terzi il processo di installazione. Un focus particolare è dedicato anche alle ESCo.