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Efficienza energetica in edilizia, le opportunità della Direttiva

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Il testo potrebbe aiutare il nostro Paese a colmare il gap con l’Europa. Bertoldi (Joint Research Centre della Commissione Ue): “Italia in parte rallentata dal gran numero di edifici storici”

Il recepimento della Direttiva 2010/31/UE sugli “edifici a energia quasi zero” rappresenta un passo in avanti per quel che riguarda la riqualificazione dei fabbricati esistenti e la costruzione di nuove strutture dai consumi ridotti.

 

Secondo quanto stabilito dal Decreto di attuazione, emanato giovedì dal Consiglio dei ministri, l’Italia stabilirà dei requisiti minimi di prestazione per gli immobili, che saranno comunicati alla Commissione Ue, entro la metà di giugno. Inoltre, il nostro Paese adotterà una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, valida a livello nazionale.

 

L’attuazione della Direttiva 2010/31/UE dovrebbe così permettere al nostro Paese di fare progressi in un ambito finora poco battuto. L’efficienza in edilizia, infatti, rappresenta un settore ancora da esplorare. Lo dimostra anche la scarsa adesione a programmi europei che promuovono la realizzazione di edifici a energia quasi zero. Fra questi, c’è il Green Building Award, il concorso promosso dal Joint Research Centre della Commissione Europea, che premia i migliori progetti di riqualificazioni energetica e quelli per la realizzazione di nuovi edifici (non residenziali) a consumi quasi zero. Nessuno dal nostro Paese ha partecipato all'ultima edizione di questa iniziativa.

 

“Sia quest’anno sia nel 2011 non è stato inviato nessun progetto dall’Italia – spiega a Energie Sensibili Paolo Bertoldi manager del programma del Joint Research Centre -. In generale, da quando è stato avviato il Green Building Programme (2006 ndr) sono 9 i progetti che arrivati dalla vostra Nazione”.

 

I premi dell’edizione 2013, sono stati consegnati proprio a maggio. A vincere, è stato un ufficio austriaco, l'Amtshaus Schlagergass, che ha raggiunto i maggiori risparmi nei consumi energetici (75%) grazie a un tetto recentemente coibentato, a vetri innovativi ad assorbimento di calore e dispositivi di ombreggiatura dinamici. L’Austria è uno dei Paesi da cui arrivano il maggior numero di adesioni al progetto insieme alla Germania (prima Nazione in assoluto) e alla Svezia. La speranza è che grazie al recepimento della Direttiva 2010/31/UE, l’Italia riesca a colmare il gap con questi Stati.

 

“Forse il Green Building Programme non è sufficientemente conosciuto nel vostro Paese – sottolinea Paolo Bertoldi -. Va anche detto, però, che il gran numero di edifici storici presenti in Italia rende sicuramente più difficile e più costoso compiere interventi di riqualificazione”.