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“Efficienza d’oro? Solo con giuste misure”

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Per Ecofys l'Europa può risparmiare 250 miliardi evitando gli sprechi. Di Santo, direttore Fire: “Servono però informazioni e accesso al credito”

Che l'Europa punti sull'efficienza energetica per ridurre il proprio fabbisogno è ormai un dato di fatto su cui ci siamo soffermati più volte. L'entrata in vigore della direttiva sul risparmio energetico e il monito agli stati membri affinché individuassero politiche efficaci per eliminare gli sprechi testimoniano la volontà dell'Ue di ridurre i consumi attraverso un uso più razionale energia.

 

Ma quanto può valere in termini economici l'efficientamento? Secondo uno studio di Ecofys (società olandese di ricerca e consulenza nel campo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica)  grazie alle politiche di efficienza energetica, in Europa sarebbe possibile risparmiare ben 250 miliardi di euro all'anno da qui al 2030. Lo studio, intitolato 'Saving energy: bringing down Europe's energy prices for 2020 and beyond', è stato commissionato  dalle associazione Amici della Terra Europa e di Climate Action Network (Can).

 

"Le stime del rapporto sono attendibili - commenta a Energie Sensibili  Dario Di Santo, direttore della Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia (Fire) - e se le scenario macroeconomico non dovesse subire grossi cambiamenti le previsioni potrebbero avverarsi. Certo, lo studio dell'Ecofys considera anche il risparmio che può essere generato dalla riduzione della domanda, delle importazioni e dei prezzi dell'energia. Tutti questi fattori sono influenzati dalle dinamiche internazionali e c'è la possibilità che si verifichino dei cambiamenti".

 

Il rapporto di Ecofys conferma che l'efficienza rappresenta veramente una miniera ancora non sfruttata. L'Europa con le direttive sull'ecodesign, sull'efficienza e le rinnovabili ha creato i presupposti per iniziare a farlo. "A livello normativo ci siamo dotati di tutti gli strumenti necessari - sottolinea Di Santo - fare di più significherebbe dotarsi di una politica energetica unica a livello comunitario, ma ad oggi non si intravedono i presupposti".

 

Per riuscire a sfruttare le possibilità dell'efficienza energetica serve applicare al meglio le politiche di cui l'Ue si è dotata. È necessario però un cambio di mentalità da parte di cittadini e istituzioni, ottenibile tramite campagne di informazione e sensibilizzazione.

 

"La crisi ha già portato a una riduzione dei consumi - prosegue il direttore del Fire -. Fare efficienza, però, non significa questo ma svolgere le stesse attività impiegando meno energia. Per ottenere questo risultato vanno fatte innanzitutto campagne per promuovere interventi a basso costo. Ad esempio per eliminare i consumi da standby basterebbe spiegare alle persone quanto sia importante dotarsi di dispositivi hardware ad hoc (come lo StandbyStop di Sorgenia, ndr)".

 

Inoltre, secondo il Fire, bisogna promuovere l'uso di tecnologie a più alto rendimento energetico - come le caldaie di nuova generazione - oppure compiere interventi per l'isolamento termico delle abitazioni. "In Italia abbiamo un ottimo quadro di incentivi ma è necessario favorire l'accesso al credito - conclude Di Santo-. Alcuni tipi di intervento comportano un esborso iniziale che, in un periodo come quello attuale non tutti possono permettersi".