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Economia circolare, occupazione boom entro il 2030

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Secondo uno studio dell’organizzazione britannica Wrap si prevedono 3 milioni di nuovi posti di lavoro. Riscontri positivi anche per l'Italia che è tra gli Stati più virtuosi in termini di riciclo

Tre milioni di nuovi posti di lavoro e conseguente calo della disoccupazione di 520mila unità in Europa grazie alla cosiddetta economia circolare. Sono i principali dati emersi dallo studio pubblicato dall'organizzazione benefica inglese Wrap, Waste and Resources Action Programme. 

 

I NUMERI

Secondo la ricerca la crescita del Vecchio Continente sarebbe legata dallo sviluppo dell’economia circolare, che comprende riparazioni, recupero degli scarti, riciclo, noleggio e leasing. Insomma un sistema produttivo strettamente legato all’efficienza e al rispetto dell’ambiente.

Ciò potrebbe creare un milione di nuovi posti di lavoro entro il 2030, riducendo notevolmente la disoccupazione. Lo studio sottolinea anche che grazie a un'espansione radicale nei settori chiave il potenziale di crescita farebbe lievitare l'occupazione fino a 3 milioni di nuovi impieghi.

 

L'ITALIA

La ricerca ha fatto un focus anche sui singoli Paesi. Per quanto riguarda l'Italia potrebbero nascere 154mila nuovi posti di lavoro. Il Belpaese sarebbe il terzo tra quelli membri a beneficiare di un maggiore sviluppo dell'economia circolare, dopo la Germania e il Regno Unito.

 

Infatti, l'Italia dimostra di avere una propensione sopra la media per le attività di questo sistema, buona parte degli impieghi nel nostro Paese sono legati ai servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti. Attualmente derivano 70 posti di lavoro ogni 100mila persone, numeri leggermente inferiori rispetto alla Gran Bretagna e superiori alla medie di tedeschi e francesi. Buona parte degli impieghi nel nostro Paese sono legati ai servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti.

 

L'ECONOMIA CIRCOLARE

In un momento di crisi generale ma con una lenta ripresa è fondamentale adottare strategie che portino a una transizione verso un'economia alternativa. Quella circolare è basata su una crescita intelligente e rigenerativa che parte da una gestione efficiente delle risorse. In questo senso, il settore del riciclo può dare un forte contributo ed è necessario aumentarne la capacità di innovazione. In quest'ottica, secondo gli esperti, un notevole impulso potrebbe venire dal riutilizzo dei rifiuti con le pile, degli accumulatori e dei RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche da reintrodurre nel ciclo produttivo sotto forma di materie prime.

 

VALORI E RIDUZIONE DEI COSTI

L'impatto dell'economia circolare in termini di denaro è notevole. Secondo i dati pubblicati dalla fondazione Ellen McArthur, il recupero di metalli pari a 7 milioni di tonnellate  annui genera un valore di 77 miliardi di dollari.

Con questo sistema, quando un progetto raggiunge la fine del ciclo di vita, grazie al riciclo, le risorse restano all’interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fine produttivi e creare così nuovo valore.

L'economia circolare nell'Unione europea offre un'opportunità di riduzione netta dei costi annuali dei materiali pari a 340-380 miliardi di dollari, mentre può arriva a 520-630 miliardi di dollari nello in caso di un'ulteriore valorizzazione del settore di riferimento. Questa stima corrisponde al 3-3,9% del Pil dell'UE nel 2010.