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E-sports cosa sono e perché ne sentiremo sempre più parlare

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Call of Duty, FIFA, League of Legends non sono più un passatempo. Gli e-sports muovono miliardi e l’Italia vuole fare la sua parte

Se pensate che giocare ai videogames sia un’attività per lo più solitaria da svolgere negli svogliati pomeriggi piovosi non sapete cosa siano gli e-sport. Quindi questo articolo è proprio per voi.
Con il termine e-sport, o meglio sport elettronici, si intende il gioco ai videogame da soli oppure in squadre. Detto così non sembra molto diverso rispetto a quello che succede nelle camerette di tanti adolescenti (o nei salotti di tanti adulti che non hanno smesso di sentirsi un po’ bambini). Nulla di più sbagliato. Quando si parla di e-sport si deve pensare a vere e proprie competizioni di livello professionistico con tornei e campionati, diversi per ogni videogioco, che possono durare anche un intero anno, hanno un palcoscenico di livello mondiale e che hanno poco da invidiare agli sport tradizionali. Videogiocatori si sfidano tra di loro da ogni parte del mondo concorrendo a titoli prestigiosi e montepremi a sei cifre.

LE DISCIPLINE DI E-SPORT

Sono centinaia i videogiochi per i quali esistono dei campionati, anche Tetris ne ha uno, ma i più popolari sono videogiochi in cui è necessaria una strategia di gioco e quelli che simulano incontri sportivi come basket o calcio.
Esistono numerosi generi di e-sport, i più accreditati sono i Moba (Multiplayer Online Battle Arena) e i First-Person Shooter.
Tra i Moba i videogiochi più famosi sono: League of Legends e Dota 2, mentre tra i First-Person Shooter i videogiochi più famosi sono Global Offensive, Overwatch e la superstar Fortnite, il videogame che negli ultimi anni ha coinvolto più di 125 milioni di giocatori in tutto il mondo con premi erogati che hanno superato la galattica cifra di 100 milioni di euro. Call of Duty, per esempio, è uno dei titoli più venduti al mondo nella categoria degli sparatutto e la Call of Duty World League è una competizione enorme alla quale prendono parte più di 160 squadre, una cifra record.

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Tra gli sportivi è FIFA a giocare la parte del leone grazie agli accordi con le leghe professionistiche reali. Il campionato di FIFA coinvolge milioni di giocatori in qualifiche professionistiche che partono dalla fase online con la Weekend League.

Altri campionati importanti sono organizzati per Hearthstone, Heroes of the Storm e World of WarCraft.

PERCHÉ NE SENTIREMO SEMPRE PIÙ PARLARE?

La risposta è semplice: perché coinvolgono sempre più persone, tra giocatori e spettatori. Nel 2017 il campionato di League of Legends, uno dei videogiochi più partecipati al mondo, è culminato nella finale disputata nel “Bejing National Stadium”. A quest’evento hanno assistito circa 73 milioni di spettatori. Per capire l’enormità del fenomeno basti pensare che le Finals NBA 2017 hanno raggiunto 20 milioni di persone.

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In occidente l’ultimo torneo di Counter-Strike: Global Offensive, uno sparatutto che appassiona milioni di giocatori, è stato l’ELeague Major di Boston. La finale nella quale i Cloud9 hanno battuto i Faze Clan è stata seguita da 64 milioni di persone.

Questi numeri fanno capire molto bene che quello degli e-sport è un mercato in espansione e in cerca di sponsor che ne sappiano gestire e sviluppare il potenziale.

UN GIRO D’AFFARI MILIARDARIO

I videogiochi competitivi sono diventati una realtà anche dal punto di vista economico. Secondo quanto riportato dal Global Games Market Report 2019 di Newzoo, il giro d’affari supera il miliardo di dollari. Tale cifra include diverse voci di introito: sponsor, diritti media, pubblicità, merchandising e biglietti. Un dato molto interessante che emerge dallo studio è che circa il 40% dei ricavi sono rappresentati dalle sponsorizzazioni: 456,7 milioni di dollari, ossia, il 34,3% in più rispetto all’anno 2018.

Nel giro d’affari milionario degli e-sport la parte del leone la fa il Nord America che con 409 milioni di dollari rappresenta il 37% delle entrate totali del 2019, a seguire Cina con 208 milioni di dollari e la Corea del Sud con circa 65 milioni di dollari. Secondo il report questi sono dati destinati a salire. Tra due anni, nel 2022, i ricavi dovrebbero attestarsi a 1,79 miliardi di dollari.

GLI E-SPORT IN ITALIA: IL RUOLO DEL CALCIO

Secondo l’ultimo rapporto AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) gli avid fan, cioè coloro che dichiarano di seguire ogni giorno un evento di e-sport, sono 350.000. Sono invece 1,2 milioni le persone che ne seguono uno almeno una volta a settimana. Il target è prevalentemente maschile, circa il 62%, e di età media molto bassa, tra i 16 e i 30 anni.

Videogiochi sportivi e MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) sono i generi di videogiochi più seguiti, a seguire ci sono gli RTS (Real Time Strategy).
FIFA (47%), Call of Duty (44%) e League of Legends (34%) sono i titoli più seguiti tra gli avid fan. Un dato interessante è che il 25% del pubblico più ampio (e-sport fan) abbia iniziato a interessarsi al settore solo nell’ultimo anno, segno che il lavoro delle associazioni di settore sta dando i suoi frutti.

Il 2018 è stato un anno importante per l’e-sport italiano perché alcuni dei più forti videogiocatori competitivi italiani, come Daniele Di Mauro, in arte “Jiizuke”, primo player di League of Legends italiano, è riuscito a imporsi sulla scena internazionale, ottenendo il premio come miglior esordiente. A maggio di quest’anno a Milano si è tenuta la finale del campionato di Rainbow Six: Siege, un evento unico per l’Italia, che ha fatto registrare il tutto esaurito.

Insomma anche l’Italia vuole fare la sua parte in questa partita e una spinta propulsiva potrebbe arrivare dal calcio. Allo studio c’è il lancio nei prossimi anni di una e-Serie A nella quale le squadre di calcio possano iscrivere i propri campioni. Al momento sono 7 le squadre della massima serie ad aver investito in videogiocatori professionisti: Cagliari, Sampdoria, Genoa, Roma, Parma, Bologna e Torino. Anche nella serie cadetta e in Lega Pro ci sono squadre che hanno stanno investendo in queste discipline elettroniche: Perugia, Empoli, Entella, Pordenone e Juve Stabia.

Una vera e propria innovazione è il progetto e-sport portato avanti dal Monza che nello scorso settembre ha dato vita a un team e-sport con due giocatori di FIFA Pro Player su PlayStation affiancati da manager del settore, allenatori e mental coach per supportare gli atleti e preparatori per curare gli aspetti fisici e dell’alimentazione.