Sorgenia
cerca
Accedi accedi

E-circles, marketplace etico dell’economia circolare

  1. Home
  2. My generation
  3. E-circles, marketplace etico dell’economia circolare

Riccardo Bruscella, 16 anni, ideatore della piattaforma digitale a servizio dei gruppi d’acquisto solidale: “L’idea mi è venuta a scuola, combinando i temi di Fridays For Future con la filosofia di Minecraft. Nella nostra rete prodotti di qualità di piccole realtà locali”

Utilizzare le tecnologie digitali per dare vita a un marketplace “circolare”, che metta a disposizione dei singoli e dei gruppi d’acquisto solidali una piattaforma che semplifichi gli acquisti, e contemporaneamente dia ai produttori la visibilità di cui hanno bisogno per proporre i loro prodotti, che si tratti di alimentari, tessili, articoli per la cura della persona o di una serie di altre categorie dall’edilizia al turismo, fino agli articoli da ferramenta. È l’idea alla base di E-circles, il “marketplace circolare” ideato da Riccardo Bruscella, 16enne di Cattolica, studente del liceo scientifico Guglielmo Marconi di Pesaro, dove ha scelto l’indirizzo internazionale, e appassionato di cinema, scacchi e Judo, ma anche di coding e di robotica. Una passione quest’ultima mutuata da quella del papà Mario, che è programmatore, e che nel 2009 ha pubblicato online una piattaforma gestionale a servizio dei gruppi di acquisto, quindi un prodotto di nicchia. Da qui è partita la scintilla che lo ha portato a trasformare un semplice gestionale nel marketplace E-circles; è proprio Riccardo a spiegare come si sta sviluppando l’idea.

Riccardo cos’è E-circles?

E-circles è il primo marketplace circolare, nato in Italia, che utilizza strumenti innovativi di promozione e vendita dei prodotti. Vi si può accedere dal sito web e-circles.org, oppure scaricando l'App. La “E” sta per economia, ecologia, etica, energia, Europa, mentre Circles significa cerchi, quelli che rimandano all’armonia della natura. Il nostro logo evoca la circolarità della vita, la terra, il verde che cresce e la pioggia che cade. Essenzialmente E-circles è una piattaforma di social commerce, che offre ai propri utenti il massimo della libertà d’uso, con l’obiettivo di creare “cerchi virtuosi” nei territori. Non si parla quindi di e-commerce online tradizionale, ma di sostegno alla piccola distribuzione, che dovrebbe essere considerata come un patrimonio dell’umanità. E-circles è una piattaforma gestita dagli acquirenti, non dai venditori, e conta su molti Gruppi di acquisto solidale attivi (Gas), che tramite questa modalità possono ridurre i costi in termini di trasporto ma anche di inquinamento. In pratica i Gas selezionano i loro fornitori, in base alla qualità dei prodotti e a una serie di principi etici e ambientali.

Riccardo Bruscella E-Circles-square.jpg

Qual è l’obiettivo di E-circles?

Per i gruppi d’acquisto non è principalmente quello del risparmio economico, perché una delle motivazioni che animano questa iniziativa è di pagare il giusto prezzo chiedendo in cambio ai produttori una transizione verso l’agricoltura biologica e biodinamica, e il rispetto verso i lavoratori, che si traduce in posti di lavoro a tempo indeterminato svolti in sicurezza. Verso i produttori, l’idea è di offrire loro un e-commerce gratuito in cui possono raccontare al meglio i loro prodotti e i metodi che utilizzano: pagheranno commissioni soltanto su ciò che vendono. Offriamo inoltre loro la possibilità di proporre offerte, che noi inviamo ai potenziali clienti ogni settimana con una newsletter: questo consente ai singoli gruppi d’acquisto di entrare in contatto con fornitori sempre nuovi e di rimanere al corrente di cosa succede nella nostra rete.

Che tipo di Gas ci sono in E-circles?

Ce ne sono di ogni genere, da quelli complessi, con punti di ritiro in diverse città, a quelli di dimensioni più ridotte. Quanto ai gestori dei punti di ritiro, possono essere volontari, oppure possono decidere di essere pagati per il loro servizio, quindi per la raccolta e la preparazione degli ordini. In alcuni casi i gruppi di acquisto arrivano a essere composti da più di 2mila famiglie. Interessante, inoltre, il fatto che E-circles ha una moneta virtuale compensativa - il “Sol” - che può essere spesa da chi ha offerto dei servizi volontariamente in cambio di altri servizi messi a disposizione da altri utenti.

Come è nata l’idea di dare vita a questa iniziativa?

Mi è venuta a scuola. Durante le manifestazioni di Fridays For Future invece di manifestare sono rimasto a scuola, e insieme agli insegnanti abbiamo approfondito i temi dei cambiamenti climatici, del Green Deal europeo e dell’agenda 2030. Questi temi mi hanno appassionato, perché sono convinto che noi giovani dobbiamo darci da fare per creare un un futuro migliore. Mi sono soffermato sul fatto che molte piccole imprese oggi sono costrette a vendere i propri prodotti alla grande distribuzione a prezzi bassi, e che ancora oggi sono diffuse in Italia forme di sfruttamento del lavoro come ad esempio il caporalato. Lo spunto mi è venuto anche da un videogioco, Minecraft: l’obiettivo in quel caso è di costruire mondi innovativi partendo da zero, utilizzando le risorse rinnovabili presenti nel mondo virtuale; anche il mondo reale è pieno di risorse non utilizzate, che possono servire per creare un’economia più ricca ed equa, senza lasciare nessuno indietro. Ho pensato che gestire le risorse di un territorio potesse diventare una professione, a cui ho dato il nome di E-circler, un aspirante imprenditore che partendo da zero, crea inizialmente un Gas, utilizzandolo come fondamento di un’attività economica vera e propria.
Anche un produttore o il gestore di una bottega possono diventare E-circlers, innovando la propria attività e fornendo nuovi servizi.

artigiano-e-commerce.jpg

Come si sta sviluppando la vostra attività?

Stiamo ospitando nuovi progetti molto promettenti. Recentemente si è iscritta un’associazione piemontese, “Il Mondo Migliore Gac”, che ha creato un Gas sul nostro portale, con l'ambizioso proposito di estenderlo a livello nazionale, avviando migliaia di punti di ritiro in tutta Italia, e di creare posti di lavoro di qualità sul territorio.

Oppure il Gas di Rimini, il RIGAS, da cui è nata la bottega cooperativa Poco di buono, che offre lavoro a tempo indeterminato a 8 persone e sta acquisendo una grande rilevanza sul territorio, grazie al progetto Spreco Zero. Gas e cooperativa, in sinergia fra loro, condividono un capannone, con reciproco vantaggio.

Ognuno è libero di unirsi a questa iniziativa, proponendoci nuovi progetti, e noi siamo attenti a implementare gli strumenti che di volta in volta ci vengono suggeriti dagli utenti. Il nostro scopo è unicamente di sviluppare e pensare strumenti che permettano all’energia positiva sui territori di esprimersi al meglio, fornendo a chi voglia creare un'attività innovativa i mezzi per realizzare i loro progetti.

Oggi in E-circles contiamo circa un centinaio di Gas, alcuni dei quali stanno soffrendo dell’emergenza Covid-19, mentre altri sono riusciti a organizzarsi e a superare i problemi logistici grazie alle consegne a domicilio. I produttori iscritti sono circa 2mila, di cui 800 vendono già ai Gas, per un numero complessivo di ordini, da gennaio, di 800mila euro di prodotti. Gli utenti (che chiamiamo gasisti) attualmente iscritti sono circa 27mila, in rapida crescita. Il passaggio da un gestionale per Gas ad un marketplace che ha moltiplicato la nostra visibilità, l'idea di proporre ai Gas di passare dall'economia solidale a quella circolare, ben più attuale, di sostenere e organizzare le botteghe e le cooperative con un E-commerce gratuito e la possibilità di rendersi visibili ai Gas, si stanno dimostrando un'idea vincente.

Cos’è una cooperativa circolare?

È una società di produttori e acquirenti che opera sul territorio e garantisce il rispetto dei lavoratori, la produzione dei rifiuti e l’immissione di CO2 in atmosfera ridotta al minimo, la riparazione e il riciclo dei prodotti, il riuso degli imballaggi, la promozione della raccolta differenziata, l’utilizzo di energie rinnovabili, il compostaggio di comunità, etc.

Come è stata accolta la vostra idea sul territorio?

È stata accolta bene, perché gli acquirenti sono alla ricerca di prodotti genuini, di ottima qualità e che rispettino l’ambiente e i diritti dei lavoratori. Vogliono sapere dove vengono prodotti ma anche chi li produce, la provenienza degli ingredienti utilizzati. I produttori dal canto loro hanno bisogno di essere visibili e vendere evitando di essere sfruttati. In E-circles queste esigenze possono incontrarsi.

Quanto è importante lo strumento digitale nella vostra esperienza? Possiamo presentarlo come un nuovo Amazon “etico” dell’economia circolare?

Le tecnologie digitali sono state e sono fondamentali nella nostra esperienza, in quanto gestire gli ordini di Gas composti da centinaia di famiglie non sarebbe possibile senza uno strumento online dedicato. Questo è ancora più chiaro oggi nel momento in cui siamo travolti da un’emergenza sanitaria che sta limitando le libertà di tutti. Anche soltanto per pianificare in modo efficiente le consegne a distanza è necessario uno strumento di organizzazione digitale. Quanto all’Amazon “etico”, con le dovute proporzioni, è un paragone interessante. E-circles è sia uno strumento per le consegne a domicilio che per la logistica, ma contemporaneamente organizza le cooperative, quindi offre qualcosa in più: la creazione di un rapporto diretto fra gruppi di acquirenti consapevoli e produttori.