Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Digital divide: la rivoluzione dell’Italia in sette passi

  1. Home
  2. What's next
  3. Digital divide: la rivoluzione dell’Italia in sette passi

Secondo Assinform, tra le priorità del cambiamento, ci sono la digitalizzazione di PA e imprese. Il Belpaese è però ancora tra gli ultimi al mondo in fatto di utilizzo di internet: ecco i dati dell’Ocse

Il rapporto dell’Italia con il digitale continua a non essere dei migliori. Secondo una recente indagine dell’Ocse, infatti, il Belpaese si trova in penultima posizione, a livello mondiale, nella classifica che misura l’uso di internet da parte dei cittadini per comunicare con la Pubblica Amministrazione. L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, con sede a Parigi, ha sottolineato anche come nel 2014 soltanto il 20% degli italiani abbia navigato in rete per cercare informare, e l’11% per inviare o compilare formulari.

 

OCSE: AZIENDE IN CONTROTENDENZA MA LA STRADA È IN SALITA

Peggio dell’Italia è riuscito a fare solo il Cile, mentre sembrano lontani anni luce in materia di digitalizzazione i Paesi scandinavi, con la Norvegia che si conferma quello più virtuoso. In controtendenza, sono le imprese: sempre secondo l’Ocse, lo scorso anno il 77,7% delle aziende nostrane ha richiesto via internet moduli e informazioni e il 58% li ha compilati online. Tuttavia, la strada è ancora in salita. Il 98% dei soggetti imprenditoriali di grandi dimensioni ha un sito online ma ancora oggi il 37% delle pmi ne è priva, addirittura il 12% non possiede neanche un computer.

 

Leggi anche: Digitalizzazione nelle Pmi, i progetti a sostegno delle imprese

BUONE PROPSETTIVE PER IL 2015: IL MERCATO ICT AUMENTERÀ DELL’1,1%

Anche se la rivoluzione digitale fatica ad affermarsi in Italia, ci sono alcuni dati che fanno ben sperare nel futuro. Secondo un’indagine condotta da Assinform, l'Associazione italiana per l'information technology aderente a Confindustria, nel corso del 2015 questo mercato crescerà dell’1,1%, per effetto soprattutto dell’aumento degli investimenti in “software e soluzioni ICT” e in pubblicità online. Si punta, dunque, sempre di più sull’innovazione per cambiare e riprendere la via della crescita.

 

IL DOCUMENTO DI ASSINFORM: NECESSARIA LA DIGITALIZZAZIONE DI PA E IMPRESE

Proprio per sostenere questo obiettivo Assinform ha presentato nei giorni scorsi “Digitale per crescere – Manifesto per l’Italia che ci crede”, riassumendo le indicazioni per dare una più rapida attuazione alla strategia per la crescita digitale. Sono in tutto sette le priorità individuate. Prima di tutto, l’esigenza di una cultura web diffusa, come condizione per la domanda di nuovi servizi digitali; segue lo sviluppo di ecosistemi digitali, favorendo la nascita di reti dinamiche di collaborazione a tutti i livelli e la vita digitale, sfruttando gli scenari di crescita aperti dall’Internet of Things.

 

Per approfondire: Innovazione: boom di nuovi posti di lavoro nel settore digital

 

Tutto ciò sarebbe impossibile senza la digitalizzazione della PA e delle imprese, risultando più conveniente estendere le attività di e-Business e e-Commerce in tutti i settori produttivi e manifatturieri. Infine, servono la ricchezza digitale, perché sono i dati e le informazioni la materia prima per creare innovazione, lavoro e nuova imprenditorialità, e la sicurezza per lo sviluppo dei servizi in rete.