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Data Analytics Program, aziende e università alleate sulle competenze

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Al corso della Cattolica di Milano ha dato il suo contributo a gennaio anche Sorgenia. E oggi due di quegli studenti sono entrati in azienda grazie a uno stage. Elena Rudelli e Carolynn Tschuor: “Settore in espansione, c’è sempre bisogno di menti giovani e aperte”

Il percorso che ha portato Federico e Marianna a entrare in Sorgenia è indicativo di quanto costruire un legame tra il mondo delle imprese e quello accademico sia un’operazione win-win, in cui da una parte gli atenei stabiliscono un contatto più stretto con il mondo del lavoro e con le competenze più richieste dal mercato, e dall’altra il mondo del business può creare un legame con quello dell’alta formazione, attingendo così a profili interessanti per le proprie attività di ricerca e sviluppo. I due studenti avevano partecipato a gennaio al “Data Analytics Program” dell’università cattolica di Milano, e lì erano entrati in contatto con Sorgenia. Interessati dall’attività della digital energy company del campo dell’analisi dei dati avevano inoltrato domanda per una posizione di stage, che è stata accettata e che ha rappresentato per loro la porta d’ingresso nel mondo del lavoro.

DATA ANALYTICS PROGRAM, FONDAMENTALE LA SINERGIA TRA UNIVERSITÀ E AZIENDE

“Al Data Analytics Program Sorgenia ha partecipato con un paio di sessioni pomeridiane a gennaio, occasione in cui è stato possibile fare una panoramica sull’azienda per poi andare a dettagliare in modo più specifico quale fosse il ruolo dei data analyst, con esempi di progetti implementati con un utilizzo di dati spinto, anche con il machine learning, e un focus sulle competenze utili da avere a valle per poter operare in questo campo - spiega Carolynn Tschuor, responsabile Energy Risk and Digital Competence Center di Sorgenia - La cosa che ci ha colpito in quell’occasione è che si è trattato di incontri molto interattivi, a cui gli studenti, una ventina per sessione, hanno partecipato con attenzione, facendo molte domande. Sorgenia tiene da sempre alle nuove generazioni, io stessa ho iniziato con uno stage e sono qui da 11 anni.

È importante che entrino in azienda persone giovani e con voglia di fare, e per questo siamo impegnati in diverse partnership con il mondo universitario, come quella con il Mip Politecnico di Milano graduate school of business. Soltanto fino a poco tempo fa c’erano grandi distanze tra le aziende e il mondo accademico, mentre oggi si sta instaurando un rapporto bidirezionale che funziona”.

“Abbiamo incontrato menti giovani e aperte - aggiunge Elena Rudelli, responsabile dell’area di Business Intelligence di Sorgenia - Si tratta di ragazzi super veloci nel recepire il nuovo e anche molto curiosi. Con l’Ateneo abbiamo mantenuto un canale aperto, e stiamo già lavorando per rinnovare la nostra partecipazione il prossimo anno. Per noi, che siamo usciti dalle università ormai da qualche anno e contiamo su competenze sviluppate anche sul campo, il loro contributo è importante per aggiungere un background accademico a queste skill. L’altra faccia della medaglia è che gli studenti appena usciti dall’università si scontrano con la difficoltà di mettere a terra quanto hanno imparato in aula e nei laboratori. Magari inizialmente si aspettano di poter creare da subito un meta-modello, ma poi capiscono che si deve andare per gradi, partire dal basso, che il meta-modello arriva dopo una serie di step, alla fine di un percorso più complesso rispetto a quello a cui erano abituati all’università”.

DATA ANLYTICS, L’ESPERIENZA DI SORGENIA

Quello dei data analytics è un settore a cui Sorgenia si è avvicinata gradualmente, e che oggi sta prendendo piede in maniera sempre più rapida in azienda. “Storicamente questo genere di attività è sempre stato più incentrato sul campo dell’energy risk, ma oggi, grazie alle competenze che abbiamo sviluppato - sottolinea Carolynn Tschuor - siamo passati a progetti e-stream di lavoro dedicati alla parte infrastrutturale, e allo sviluppo di algoritmi e modelli computazionali, di business intelligence e di governance per usufruire del dato nel modo migliore”.

Alla base di queste scelte c’è la consapevolezza che il rafforzamento delle competenze digitali in azienda può essere estremamente utile, e che le decisioni data driven sono sempre più importanti per rimanere competitivi: “È un mondo gigantesco in cui siamo entrati e ci stiamo sviluppando tanto, seguendo due filoni - prosegue Tschuor - Il primo è la voglia di tenere una porta sempre aperta verso l’innovazione tecnologica, per capire se ci sono strumenti e nuove tecnologie che ci possano aiutare, spinti anche dalla semplice curiosità. E il secondo è quello di mantenere una concentrazione costante sulla qualità del lavoro. Prima i modelli venivano realizzati con le macro di excel, si perdevano settimane per riunire i dati da diverse fonti: dal nostro punto di vista però le persone devono impiegare il proprio tempo a fare le analisi, non a costruirle.

Ovviamente chi entra oggi in azienda ha un’ottica diversa da quella che avevamo noi agli inizi, perché i tempi e le tecnologie sono cambiate e si sono evolute: il nostro compito è alimentare la formazione, per fare in modo che i colleghi impieghino le loro forze nel modo più corretto. Per questo spendiamo molte energie nell’aiutarli e supportarli a rafforzare le loro competenze digitali, con certificazioni interne ed esterne, perché il mondo digitale non ha confini, e sicuramente apre prospettive interessanti in ogni campo”.

Ma qual è stato il punto di svolta, il momento in cui per la prima volta si è capito che l’analisi dei dati sarebbe stata una chiave di innovazione fondamentale per l’azienda? Elena Rudelli fissa la bandierina tra il 2015 e il 2016, “quando la nostra area - spiega - si è fatta promotrice di diffondere l’automatizzazione dei report all’interno dell’area di energy generation e di energy operation. Ad oggi abbiamo formato circa 20 persone, sicuramente alcuni dei primi che hanno partecipato ai nostri corsi interni hanno fatto da traino agli altri colleghi. Un paio di responsabili hanno creduto molto e hanno concesso con entusiasmo ai propri collaboratori di dedicare tempo e forze al rafforzamento delle competenze digitali. Noi come Team di Data Analysis siamo stati di supporto, abbiamo potuto dedicare tempo al progetto e lo abbiamo via via strutturato meglio.

Oggi abbiamo diverse persone formate internamente e abbiamo evoluto il pacchetto formativo, e nel frattempo anche altre aree si sono rese conto dell’opportunità. È proprio quando sono cominciati ad emergere risultati tangibili quali l’automatizzazione e la personalizzazione dei report che Sorgenia ha fatto un passo importante verso il mondo dell’analisi dei dati”.

IL VANTAGGIO DI LASCIARSI GUIDARE DAI DATI

Creare questo genere di modelli per la reportistica e dimostrare che sono efficienti e affidabili ha portato a poter consegnare nelle mani dei manager di ogni livello e dei singoli comparti aziendali strumenti per prendere le decisioni lasciandosi guidare dai dati e dalle informazioni provenienti dal campo, disponibili in tempo reale e consultabili con semplicità, grazie a interfacce sempre più intuitive per gli utenti. “Anche i manager hanno visto che potevano avere ciò che volevano, e la user experience è di sicuro uno degli aspetti più importanti e difficili da curare - prosegue Tschuor - Da quel momento le richieste hanno iniziato a crescere in maniera esponenziale. E devo ammettere che stare al passo con le esigenze di chi ha iniziato ad apprezzare questi strumenti sta diventando sempre più difficile, ci troviamo ormai a gestire un’infrastruttura che cresce a grande velocità”.

IN QUALI SETTORI DELL’AZIENDA È MAGGIORMENTE UTILIZZATA L’ANALISI DEI DATI?

“L’energy generation e l’energy management sono state tra le prime a partire e quelle in cui ancora oggi c’è più attività in termini di data analytics. Parliamo dei consumi dei clienti, delle previsioni di lungo termine, dei prezzi delle commodity di tutti i mercati a cui partecipiamo, dei dati della produzione e dei dati dei distributori - conclude Rudelli - Poi ci sono:

  • l’area mercato, che riguarda essenzialmente l’acquisizione e la gestione dei clienti finali, oltre al mondo del marketing strategico.
  • la parte del credito, tutta la filiera dei colleghi che guardano alla situazione creditizia degli utenti verso Sorgenia. Un campo in cui c’è bisogno di estrema precisione e in cui l’interazione tra i dati è complicata.
  • il comparto di innovazione e sviluppo, che riguarda essenzialmente gli impianti produttivi, per monitorare le statistiche sui fermi impianti e le manutenzioni, e su cui siamo impegnati a sviluppare modelli per la manutenzione predittiva.

E infine dovremo esplorare le possibilità di applicazione degli analytics su nuove aree, come ad esempio quella fiscale, dell’amministrazione e della finanzia e controllo, che oggi lavorano con i dati in modo tradizionale”.