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Dal latte di bufala ai cosmetici ecco Biancamore, la startup del benessere

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Due fratelli di Salerno utilizzano il latte per i prodotti di bellezza che idratano la pelle. Dopo il mercato locale si punta a portare il Made in Italy nel mondo

Fare un bagno nel latte può sembrare bizzarro ma fa bene alla pelle, del resto lo avevano capito anche le donne del potere come Cleopatra, la regina dell'antico Egitto, e Poppea nell'antica Roma. Non poteva mancare la Magna Grecia e così ecco che da Paestum, in provincia di Salerno, parte l'idea della nuova startup Biancamore. Il progetto intende sfruttare le qualità idratanti del latte di bufala che viene utilizzato per la realizzazione dei cosmetici.

 

LA GRAVIDANZA E IL BAGNO NEL LATTE: ECCO COME È NATA LA STARTUP

Tutto è nato durante la gravidanza di mia sorella Daniela – racconta Pasquale Senatore, l'ideatore della startup, a Energie Sensibili –. A causa di alcuni problemi di ipersensibilità ai prodotti di bellezza ha pensato di sfruttare la sua precedente esperienza nel mondo lavorativo della cosmetica collegandola al caseificio di famiglia, il Barlotti”.

Come le donne dell'antichità, Daniela decise di farsi un bagno in una vasca contenente 5 litri di latte di bufala mischiati con dell'acqua tiepida. Il risultato è stato non solo rigenerante, ma ha anche lasciato la pelle idratatafacendo così scattare la molla per la startup.

Da una parte l'esperienza e il test di Daniela, dall'altra le conoscenze finanziarie maturate negli USA da Pasquale hanno portato alla nascita di Biancamore.

 

 

LA CERTIFICAZIONE: IL LATTE DI BUFALA NON INVECCHIA LA PELLE

Il cammino non è stato semplice, un anno e mezzo di laboratorio per gli esami sul latte e l'analisi degli effetti sulla pelle. Ma i risultati sonostati eccellenti e il prodotto ha ottenuto la certificazione di elevata qualità idratante con una particolarità significativa: il latte di bufala combatte la molecola del ferro, colpevole dell'invecchiamento della pelle.

 

A questo punto i due fratelli si sono affidati a diversi partner che si occupano di lavorare il latte aziendale da dove nascono i prodotti per la cosmesi: sapone per le mani, detergenti, burrocacao e creme per il corpo e le mani. L’impresa familiare, tuttavia, continua a fondarsi esclusivamente sulla produzione delle mozzarelle: solo l'1% del latte è destinato ai cosmetici.

 

ALLA CONQUISTA DI UN MERCATO NON TRADIZIONALE

L'obiettivo dell'azienda è mirato al raggiungimento di un tipo di mercato diverso da quello tradizionale. I prodotti si possono acquistare sul sito ufficiale, nei punti vendita esclusivi ma ben posizionati a Milano, Venezia, Roma, Firenze e Napoli.

“Immettersi in un mercato generale equivale solo a imbattersi nella tipica lotta al prezzo – continua Senatore -. Il nostro prodotto èparticolare, va raccontato rimarcando il concetto del benesseredella cura del corpo”.

I cosmetici derivati dal latte di bufala sono già arrivati anche negli hotel della costa campana grazie alla linea “cortesia” che consente ai clienti di trovare un set completo con creme, saponi e cuffia. Il tutto è studiato attentamente, infatti i prodotti sono contenuti dentro un imballaggio che richiama alla busta del latte vintage.

 

IL FUTURO IN GRANDE CON VISTA SUL MONDO

Le prospettive per il futuro sono interessanti e pensate per un'espansione mirata. “C'è una timeline triennale con l'obiettivo di esportare il prodotto all'estero. Abbiamo già contatti a Dubai, negli Emirati Arabi, negli Stati Uniti, in Svizzera e Gran Bretagna – prosegue l'inventore -. L'idea è quella di creare una base solida, un brand di identificazione, un centro per il trattamento con il latte e uno store”.

 

LA FORZA DEL TERRITORIO E DELLE PMI

Quella dei fratelli Senatore è una delle tante startup di successo che sfrutta l'innovazione e soprattutto le risorse del territorio valicando i confini degli stereotipi negativi sull'ambiente circostante e dei suoi prodotti che sono totalmente certificati.

Il segreto è nei consigli di un vecchio docente universitario “La forza delle startup e delle Pmi è che sono delle multinazionali tascabili – conclude Pasquale –. Piccole realtà di nicchia e di qualità che sfruttano al meglio il territorio. Le origini sono un perno fondamentale per lo sviluppo sostenibile, un trampolino di lancio per aprirsi al mondo”.