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Da Rimini arriva il Decalogo della Green Economy

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Riforma fiscale, incentivi per il risparmio energetico e la mobilità sostenibile nel pacchetto di misure presentato nell’ambito degli Stati Generali della Green Economy

Riforma fiscale in chiave eco, migliore utilizzo delle risorse europee e un programma nazionale di misure per l’efficienza ed il risparmio energetico. Sono questi alcuni punti del decalogo della Green Economy con gli interventi necessari per lanciare un “Green new Deal” che aiuti il Paese ad uscire dalla crisi economica ed occupazionale. Il pacchetto di priorità è stato presentato a Rimini, dove sono in corso gli Stati Generali della Green Economy 2013, organizzati dalle 66 imprese ecologiche del Consiglio Nazionale della Green Economy, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

 

Nello specifico, bisogna innanzitutto attuare una riforma fiscale in grado di eliminare gli incentivi a tutte quelle attività che hanno un impatto negativo sul territorio, adottando interventi come la road pricing o la carbon tax che alleggeriscano le spese per le aziende green. Inoltre, bisogna aumentare gli appalti pubblici verdi e attivare un programma nazionale che punti a supportare un migliore utilizzo dei fondi europei. Altro punto importante tra i 10 ingredienti per lo sviluppo dell’economia sostenibile in Italia è l’incremento degli investimenti per le infrastrutture a difesa del suolo e delle acque per ridurre i rischi della crisi climatica e tutelare la biodiversità.

 

Tra gli altri punti, ci sono la formulazione di un piano a favore del risparmio energetico, soprattutto attraverso il mantenimento degli incentivi al 65%, oltre alla creazione di altri per la riqualificazione degli edifici e la valorizzazione del Patto dei Sindaci. Fondamentale anche una tariffazione puntuale per la gestione dei rifiuti urbani che assicuri la copertura dei costi, premiando chi fa la raccolta differenziata. Ancora, è previsto il rilancio degli investimenti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dei programmi di recupero di edifici e bonifica per limitare il consumo del suolo, e la creazione di un fondo nazionale per la mobilità sostenibile.

 

Infine, le ultime due misure riguardano l’agricoltura, con la promozione delle produzione biologiche di qualità e di filiera corta, ottenuti con processi sostenibili, e soprattutto l’occupazione giovanile nell’ambito della green economy. In questo caso il Piano deve prevedere una riduzione, per tre anni, del prelievo fiscale e contributivo per l’impiego di disoccupati, ed un aiuto sostanziale alle start up verdi. “È importante - ha commentato il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando - avere strumenti di programmazione per questo settore la cui crescita deve essere guidata in modo che garantisca equità nella ridistribuzione delle risorse naturali".