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Crowdfunding e peer-to-peer: boom della finanza alternativa in Europa

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Secondo un rapporto dell’Università di Cambridge i nuovi sistemi di finanziamento per pmi stanno crescendo a ritmi serrati: questo mercato nel 2015 è destinato a valere ben sette miliardi di euro

Equity crowdfunding, prestito peer-to-peer e invoid trading. Il significato di queste parole è di difficile comprensione ai più, ma si tratta del futuro dell’economia globale, che soltanto nel 2014 ha raggiunto il valore di quasi tre miliardi di euro. La corsa della cosiddetta “finanza alternativa” sembra, inoltre, non volersi fermare: nel 2015 queste forme e canali di finanziamento nuove rispetto al mercato tradizionale potrebbero sfiorare il tetto dei sette miliardi di euro.

 

L’ITALIA TRA LE ULTIME D’EUROPA PER CRESCITA DELLA FINANZA ALTERNATIVA

Sono questi i dati che arrivano dall’Università di Cambridge: un gruppo di esperti ha dimostrato nella ricerca “Moving Mainstream – The European alternative Finance benchmarching Report” come questo mercato in Europa sia in fortissima espansione, passando dal valore di 1,2 miliardi del 2013 ai 2,9 del 2014, con un trend in crescita previsto anche per l’anno in corso. È la Gran Bretagna la regina dei nuovi strumenti finanziari, rappresentando circa il 75% di questo mercato, e nel 2015 potrebbe registrare un volume di transazioni su questo tipo di piattaforme pari a 5,7 miliardi di euro. Rimane un po’ indietro, rispetto agli altri Paesi dell’Ue, l’Italia, che contribuisce soltanto per lo 0,3% a questi numeri, nonostante i passi in avanti fatti negli ultimi anni, al punto da minacciare seriamente i sistemi tradizionali.

 

ACCESSO AL CREDITO PER LE PMI: I NUOVI SISTEMI HANNO EROGATO BANDI PER 4,6 MILIARDI DI EURO

Il motivo del boom della finanza alternativa sarebbe da rintracciare nella difficoltà di accesso al credito che ha caratterizzato tutte le economie in questo tempo di crisi, rischiando di paralizzare la microimprenditoria e di ostacolare la nascita di nuove realtà. Basti pensare che nel 2013 il volume die prestiti bancari alle pmi ha subito un calo di 232 milioni di euro, con una riduzione significativa soprattutto dei prestiti concessi alle società non finanziarie.

Per questo, sono nel frattempo proliferati sistemi alternativi di sostegno alle piccole e medie imprese e alle startup, che stanno avendo non solo un forte impatto sull’economia ma anche sul tessuto sociale. Analizzando il questionario somministrato a 255 piattaforme leader in Europa in finanza alternativa, gli esperti dell’Università di Cambridge hanno sottolineato come il volume delle transazioni sia passato dai 137 milioni del 2012 ai 620 del 2014, con un tasso medio di crescita del 115% in tre anni. Questi soggetti, in totale, hanno erogato fondi per 4,6 miliardi di euro.

 

IL FUTURO DELLA FINANZA ALTERNATIVA TRA REGOLAMENTAZIONI E NUOVI FINANZIAMENTI

Una mole enorme, se si considera che solo in Gran Bretagna lo scorso anno il sistema di finanza alternativa ha messo a disposizione di circa settemila piccole e medie imprese più di un milione di sterline di finanziamenti, cioè il 2,4% del totale di incentivi destinati a queste realtà imprenditoriali. Tra le forme di finanziamento più adoperate c’è il cosiddetto prestito peer-to-peer (cioè erogato su internet) a privati, che nel 2014 valeva 274 milioni di euro, mentre quello imprese ha fatto segnare quota 93,1 milioni di euro, seguito immediatamente dopo dall’equity crowdfunding con 82,56 milioni di euro.

 

Per apprfondire: Equity Crowdfunding e startup, un binomio per l'innovazione

 

La rapida ascesa della finanza alternativa ha fatto ovviamente sorgere la necessità di una regolamentazione ad hoc nei vari Stati, che garantisca gli investitori e i beneficiari, proprio come avviene già nel Regno Unito, dove nel 2011 è nato un organismo, il P2P Finance Association (P2PFA) che, tra le altre funzioni, cerca di preservare affidabilità e trasparenza del settore, promuovendo la discussione sulle buone pratiche da adottare.