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Crescita a doppia cifra per l’Internet delle cose

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L’Iot rappresenterà entro il 2020 il 7% del Pil europeo. Italia fra le prime sei nazioni del Vecchio Continente

Oggetti perennemente connessi fra di loro e con le infrastrutture circostanti: a casa, a lavoro, in auto, in città. Dispositivi che acquisiscono una propria “intelligenza” proprio grazie alla capacità di scambiare informazioni e modificare di conseguenza le proprie prestazioni. Nel 1999, anno in cui fu battezzato da Kevin Ashton, l’internet delle cose poteva sembrare una proiezione eccessivamente ottimista, visionaria. Oggi è una realtà, destinata ad essere sempre più impattante per le nostre vite. Per il settore dell’Internet of things, infatti, è attesa una crescita a doppia cifra nella sola area dell’Unione europea.

 

LA CRESCITA DELL’IOT

I ricavi dell’Iot europeo - secondo le previsioni contenute nel rapporto della Commissione europea “Definition of a research and innovation policy leveraging cloud computing and iot combination” – supereranno quota mille miliardi di euro entro il 2020 (1.181 miliardi e 600 milioni è il dato fornito dallo studio). Avranno un importanza decisiva per l’economia dell’Ue a 28: costituiranno il 7% del Pil dell’Ue. Cifre ancora più importanti, se si considera il punto di partenza: al 2013 il valore dell’Internet delle cose europeo è di circa 300 miliardi.

 

ITALIA FRA LE PRIME SEI NAZIONI

Secondo il rapporto, più della metà di questa crescita sarà realizza da soli tre paesi, quelli che “tradizionalmente investono di più nell’Iot e che possono aspettarsi benefici in un lasso di tempo inferiore”: Regno Unito, Germania e Francia. L’Italia è fra le prime sei nazioni in Europa, che da sole realizzeranno il 75% dei ricavi dall’Internet delle cose. La stima indicata per lo Stivale è circa 98 miliardi al 2020.

 

LE IMPRESE ITALIANE DELL’IOT

Protagoniste di questa crescita sono, come ricorda Confartigianato, anche le imprese artigiane italiane. L’associazione, riportando i dati del rapporto dell’Ue, li associa a quelli contenuti nel report di Aspen Institute, Internet of Things. “Il lavoro artigiano è fortemente coerente con la metamorfosi del sistema produttivo determinata dalla connettività degli oggetti – scrive Confartigianato -. Vi sono alcuni ambiti settoriali che rappresentano gli assi portanti dello sviluppo dell’economia dell’IoT quali il settore manifatturiero, il trasporto e la logistica, l’autoriparazione e l’impiantistica interessata dallo sviluppo della domotica. In questi comparti maggiormente interessati dallo sviluppo dello IoT operano 800.305 imprese artigiane con 2.077.433 addetti che rappresentano il 73,6% dell’occupazione dell’artigianato; nei settori IoT oriented operano 1.160.746 micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”.

 

SEMPRE PIÙ CONNESSI

Naturalmente, alla crescita del valore economico dell’Iot europeo si accompagnerà l’incremento delle connessioni. Secondo il “Definition of a research and innovation policy leveraging cloud computing and iot combination” saranno oltre 6 miliardi nel 2020. Anche in questo caso, il tasso di crescita è a doppia cifra, dato che secondo i dati 2013, attualmente sono circa 2 miliardi (1 miliardo e 800 milioni).