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Così le startup salveranno le api nel mondo

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Alcuni dei progetti di giovani imprenditori che, in Italia e all’estero, si pongono l’obiettivo di salvaguardare questi insetti fondamentali per il mantenimento della biodiversità e la conservazione della natura

Salvare le api vuol dire dare un contributo al mantenimento della biodiversità e alla conservazione della natura sul nostro pianeta. Gli allarmi sul futuro a rischio per questi insetti si sono susseguiti con insistenza negli ultimi anni, tanto che per sensibilizzare l’opinione pubblica si è arrivati a istituire una giornata mondiale dedicata alle api, che ricorre il 20 maggio.

Ma cosa minaccia la loro sopravvivenza? Il rischio più grande viene dai cambiamenti climatici, e quindi dall’impatto delle attività dell’uomo sull’ambiente, che causano il riscaldamento globale e che, anche tramite i pesticidi e l’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura, modificano l’ecosistema rendendolo sempre più inospitale per questi insetti.

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Un mondo senza api non sarebbe soltanto un mondo senza miele: le api infatti trasportano il polline da un fiore all’altro, e quindi consentono l’impollinazione e il mantenimento della biodiversità. Secondo i dati del World Food Program, infatti, tre quarti dei vegetali che mangiamo derivano da un processo di impollinazione attivato dalle api.
Questo tema ha suscitato negli ultimi anni l’interesse di studiosi e addetti ai lavori, fino a giovani imprenditori sensibili alla sostenibilità ambientale e pionieri dell’innovazione che - in Italia e nel mondo - hanno fondato startup che in maniera diversa si pongono l’obiettivo di aiutare le api a proliferare e a proseguire nella loro opera fondamentale per l’ambiente.

BEEING

Tra le aziende innovative che si sono conquistate una certa visibilità nel campo della tutela delle api c’è BEEing, una startup fondata da due under 30 romagnoli, Gabriele Garavini e Roberto Pasi, che si pone l’obiettivo di rendere più semplice l’apicoltura grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali. È il cosiddetto internet of bees, l’internet delle api.

Tra i progetti ideati da BEEing c’è la B-box, un’arnia urbana che consente a chiunque di allevare api e produrre miele: basta avere a disposizione anche soltanto un piccolo spazio su un balcone. Tutto questo con un sistema che consente di estrarre il miele in maniera automatica, senza rischiare di essere punti e senza dover indossare protezioni. Ma le idee di BEEing non si limitano agli apicoltori “dilettanti”.

La startup, infatti, commercializza anche una seconda soluzione dedicata agli apicoltori di professione, B-secure, un sistema digitale che consente di monitorare gli alveari tramite un’app da smartphone, avendo sempre a portata di mano tutte le informazioni utili per capire lo stato di salute delle api, come la temperatura e l‘umidità all’interno delle arnie, oltre che la posizione e la presenza dell’ape regina attraverso il Gps.

3BEE

A portare innovazione nel mondo dell’apicoltura, finora molto legato a tecniche tradizionali, ci sono anche Riccardo Bazaretti e Niccolò Calandri, anche loro al di sotto dei 30 anni, fondatori di 3Bee, altra startup che vuole conciliare gli obiettivi di semplificare il lavoro degli apicoltori e salvaguardare le api dalla minaccia d’estinzione. Uno ingegnere elettronico e l’altro biologo, compagni di scuola e vicini di casa fin da bambini in provincia di Como, hanno unito le rispettive competenze per ideare un sistema che, grazie all’internet of things, è in grado di: 

  • tenere sotto controllo gli sciami e gli alveari, seguendo da remoto il flusso nettarifero,
  • monitorare il livello di importazione di nettare e produzione,
  • riuscire a capire qual è il momento migliore per aggiungere e togliere melari.

La loro idea è stata particolarmente apprezzata dagli addetti ai lavori, tanto da arrivare a vincere il bando “Sme Instrument” del programma europeo Horizon 2020, grazie al quale sono riusciti a ottenere i fondi per sviluppare il loro progetto e far crescere un’impresa che ha scelto come motto “pollinate the world”.

HIVEGUARD

Dalla Lombardia ci spostiamo in Sardegna, dove Daniele Melis, Sara Sulis e Lorenzo Atzeri hanno creato HiveGuard, startup che si pone l’obiettivo di valorizzare il Miele, uno dei prodotti d’eccellenza dell’isola. Anche in questo caso si tratta di un sistema di monitoraggio digitale delle arnie, consultabile attraverso uno smartphone grazie a un’app. Telecamere e sensori installati all’interno degli alveari consentono di capire cosa succede nelle arnie senza dover “disturbare” gli insetti; in questo modo è possibile verificare in tempo reale che non si presentino problemi che mettano a rischio la produzione del miele e la sopravvivenza delle api, dovuti a cause accidentali o a malattie. HiveGuard è nata nella cornice di Clab Unica, l’acceleratore per startup dell’università di Cagliari.

LE ESPERIENZE ALL’ESTERO

L’attenzione delle startup per le api, ovviamente, non è un fenomeno esclusivamente italiano. Ci sono una serie di esperienze rivolte a questi insetti che si stanno sviluppando a ogni latitudine e, giusto per citare qualche esempio, si potrebbe parlare di Beeflow, giovane azienda fondata in Argentina che ha messo a punto una formula nutriente per le api in grado di rafforzarne il sistema immunitario e renderle più forti e resistenti agli sbalzi di temperatura. Grazie a questo nutrimento, spiega il ceo dell’azienda Matias Viel, le api sono in grado di moltiplicare per sette la propria resistenza in volo anche a temperature fredde.

Dall’Argentina passiamo in Tunisia, dove Khaled Bouchoucha ha fondato nel 2016 Iris Technolgies e sviluppato la soluzione IoT SmartBee, che si pone l’obiettivo di mantenere in salute le api negli alveari, monitorando la temperatura, l’umidità, la qualità del loro ronzio. L’app è programmata per mandare un alert ogni volta che all’interno dell’alveare si verifica un’anomalia o una situazione di rischio.