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Concordia, il parbuckling e i rischi ambientali

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La tecnica di raddrizzamento risale all’Ottocento e veniva utilizzata per far rotolare barili di grosse dimensioni. Tutte le incognite dell’operazione del Giglio

Sono cominciate nelle acque dell’isola del Giglio le attese operazioni di raddrizzamento della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata nel mare della Toscana la sera del 13 gennaio 2012 in un terribile incidente con 32 vittime. L’operazione è gestita dal consorzio Titan-Micoperi e utilizza la tecnica del parbuckle salvage, che consiste nel riposizionamento del relitto in posizione verticale attraverso un complesso sistema di corde e tiranti.

 

Il parbuckling veniva utilizzato nell’Ottocento per ruotare e sollevare grossi barili. Nel 1943 la tecnica fu provata per la prima volta su una nave: la USS Oklahoma, affondata due anni prima nelle acque delle Hawaii in seguito all’attacco di Pearl Harbour. Da allora ad oggi altri relitti sono stati recuperati con lo stesso sistema: il caso più recente è quello della Repubblica di Genova, affondata nel 2007 nel porto di Anversa in Belgio. La Costa Concordia sarà protagonista dell’ottava operazione di parbuckling nella storia della marina moderna.

 

Per la nave italiana il meccanismo di raddrizzamento si basa su 56 tiranti lunghi 58 metri e pesanti 26 tonnellate ciascuno, ancorati al fianco sinistro del relitto. Nel complesso il sistema di tiraggio mette in campo una forza pari a seimila tonnellate.

 

La fase di ribaltamento del relitto, come hanno spiegato i responsabili della Protezione Civile, presenta anche delle insidie riguardo allo sversamento di liquidi. Per limitare i danni di eventuali dispersioni provenienti dall’interno della Concordia, l’area di lavoro è stata coperta di panni assorbenti e mezzi di intervento sono pronti in caso di contaminazione.

 

Gli occhi di tutto il mondo sono concentrati sull’isola del Giglio, centinaia le testate accreditate per seguire in tempo reale l’evoluzione dell’operazione di parbuckling. La Protezione Civile e i tecnici specializzati del consorzio Titan-Micoperi seguono i lavori dalla control room.

 

[Foto di YouReporter.it]