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Commercio: via i dazi doganali sui prodotti ad alta tecnologia

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L’accordo storico in seno all’Omc porterà vantaggi ai consumatori ma anche alle aziende produttive: previsto un aumento dei posti di lavoro e l’abbassamento dei costi

È stato definito storico l’accordo che elimina i dazi doganali su 201 prodotti ad alta tecnologia tra cinquantaquattro paesi in tutto il mondo, tra cui Europa, Cina e Stati Uniti. Si tratta di una decisione, raggiunta grazie all’iniziativa e all’intermediazione di Bruxelles e in seno all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc), che risulta essere vantaggiosa non soltanto per i consumatori ma anche soprattutto per le aziende produttrici.

 

L’ACCORDO VARRÀ UN TRILIONE DI MILIARDI DI EURO. VANTAGGI PER LE IMPRESE

L’accordo, infatti, coprirà un giro d’affari pari a mille miliardi di euro, ovvero il 90% dell’intero commercio mondiale. Aiuterà non solo ad abbassare i prezzi, ma anche a creare nuovi posti di lavoro e a rafforzare la crescita produttiva in tutto il mondo. I prodotti interessati dall’eliminazione dei dazi doganali appartengono alle categorie più diverse: dalle apparecchiature mediche ai videogiochi, dagli impianti wi-fi ai dispositivi Gps. E ancora cuffie, lettori blue-ray e console. Il nuovo regime non riguarderà monitor, TV e videoproiettori.

 

VIA I DAZI DOGANALI A PARTIRE DAL 2019

Le barriere tra i vari Stati firmatari dell’accordo saranno abbattute nel giro dei tre anni successivi alla data della sua entrata in vigore, che la Commissione europea si aspetta dal luglio 2016. Per alcuni prodotti, definiti più sensibili, come smart card, stampanti, telecamere e Dvd, il periodo di transizione sarà più lungo. All’interno dell’Organizzazione mondale del commercio, questo è il primo patto sul taglio delle tasse doganali negli ultimi 18 anni, estensione dell’accordo del 1996 sull’Information Technology (ITA).

 

PIÙ POSTI DI LAVORO E CRESCITA PRODUTTIVA

Il taglio delle tariffe su una serie di componenti per la realizzazione dei dispositivi comporterebbe una conseguente diminuzione dei costi per i consumatori, ma anche per le piccole e medie imprese specializzate in questo tipo di produzione. La liberalizzazione del mercato mondiale, con l’eliminazione delle tariffe che pesano sulle importazioni, si calcola che potrebbe portare nei soli Stati Uniti ad un aumento dei posti di lavoro di 60mila unità.

 

La decisione non è stata ratificata tuttavia da Taiwan, Turchia, Thailandia, Colombia e Mauritius. “Abbiamo lavorato duro per negoziare questo compromesso tra differenti Paesi, ed alla fine abbiamo trovato la migliore soluzione per l'Europa – ha commentato il commissario al commercio Ue Cecilia Malmstrom -. Guardando al futuro, l'accordo rappresenterà una fonte d'ispirazione per intensificare i nostri sforzi nella prossima conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio in programma a Nairobi nel mese di dicembre, quando decideremo se portare avanti o interrompere il processo di Doha: sarà infatti l'ultima occasione per concluderlo”.