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Cipolla di Montoro, dalla cucina ai saloni di bellezza

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L’idea di Francesca Barbato, vincitrice degli oscar Green di Coldiretti 2019: utilizzare uno dei prodotti tipici della sua terra anche per la cosmetica. Sostenibilità e innovazione guidano i giovani impegnati in agricoltura

Alla fine della scuola superiore Francesca Barbato ha deciso di non iscriversi subito all’università, ma di mettersi alla prova nell’azienda di famiglia, fondata dal papà nel 1994. E oggi, dopo tre anni e più di un riconoscimento, dopo una serie di progetti avviati e ancora con tante idee per il futuro, Francesca ha deciso di riprendere il filo degli studi, iscrivendosi al corso di laurea in economia aziendale. Per sviluppare al meglio le capacità e le competenze che la aiuteranno a proseguire nel suo percorso da imprenditrice. Tra i successi che Francesca ha ottenuto recentemente, quello che le ha dato più visibilità è la vittoria agli Oscar Green Coldiretti 2019; ma già guarda al futuro progettando di rendere più accogliente l’agriturismo sostenibile collegato all’azienda.


Ci racconta la storia della sua decisione di impegnarsi nell’attività agricola di famiglia?

L’azienda fondata da mio papà era nata con la coltivazione del tabacco. Poi dal 2000 ha preso il sopravvento sul mercato il tabacco coltivato all’estero, e lui ha deciso di esplorare una nuova strada. Ha riconvertito la produzione alla coltivazione di uno dei prodotti tipici del nostro territorio, la cipolla ramata di Montoro. Si trattava allora di una coltura tradizionale che stava scemando, e a cui lui ha deciso di dare una nuova spinta, creando anche un comitato promotore della cipolla ramata, di cui oggi è presidente, e a cui partecipano tutti i produttori della zona.
Montoro si trova tra Avellino e Salerno, nella valle dell’Irno, e queste terre producono una cipolla dal sapore particolarmente dolce, che si presta bene sia per le lunghe cotture sia per essere mangiata cruda. Ma oltre alle proprietà nutritive è anche un prodotto drenante, e da qui è nata la mia idea di utilizzarla per un prodotto di bellezza. Nasce così la crema “Cipolla Slim” che si è aggiudicata l’Oscar Green di Coldiretti.

Su cosa si è impegnata maggiormente in questo suo percorso da imprenditrice?

Ho finito le scuole superiori tre anni fa, e ho subito sentito questo “richiamo” a collaborare e dare il mio contributo a questo progetto, anche per la passione e la dedizione al lavoro che mio papà ha saputo tramettermi. Così ho deciso di non iscrivermi subito all’università, e mi sono impegnata nello sviluppo della parte ricettiva: l’agriturismo completamente sostenibile che abbiamo affiancato all’azienda agricola, la pizzeria e la casa vacanze. Ora abbiamo in programma di ampliare l’attività con una piscina e con una Spa, dove potremo utilizzare anche la crema che lo scorso anno ha vinto il contest degli Oscar Green di Coldiretti. Soltanto da poco ho iniziato, per soddisfazione personale e anche per acquisire nuove competenze, a seguire i corsi universitari per laurearmi in economia aziendale.

Come è nata l'idea di creare un prodotto cosmetico contro la cellulite basato sulla cipolla di Montoro?

A spingermi a partecipare al concorso è stato mio papà, che è un tipo pieno di idee e a cui piace inventare e mettersi alla prova. La vittoria è stata del tutto inaspettata. E devo dire che anche il pubblico è stato in qualche modo sorpreso, perché in pochi si sarebbero aspettati che da una cipolla potesse venire fuori un prodotto cosmetico. I primi da rassicurare sono coloro che temono che la crema possa avere un odore sgradevole: della cipolla ramata conserva infatti le proprietà drenanti, ma l’odore viene da altri ingredienti e spezie, come la lavanda, la menta, la senape e il peperoncino.

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Che feedback ha avuto su questo prodotto dopo la vittoria del premio? Come ha reagito il mercato?

Il prodotto ha riscosso immediatamente molta curiosità e posso dire che ha avuto un buon successo. Questo anche grazie a una campagna di marketing sui social che ha dato ottimi risultati.

In collaborazione con l'università di Salerno ha un progetto per creare colori naturali dalle bucce delle cipolle. Ce lo descrive?

È una cosa di cui sono particolarmente soddisfatta perché contribuisce all’economia circolare per il nostro settore. Il laboratorio di Farmacia dell’Università di Salerno è infatti riuscito a estrarre un pigmento dalle tuniche della cipolla (la parte più esterna del bulbo, “buccia” compresa, ndr) un beige molto tenue, chiaro e delicato, che può essere utilizzato per le tinte da parete o anche per quelle dei tessuti. Io ad esempio l’ho utilizzato per alcuni ambienti della mia casa. Questa iniziativa ci consente di fornire all’università le tuniche delle nostre cipolle, che altrimenti sarebbero stati materiali di scarto, e di conseguenza di abbattere significativamente la produzione di rifiuti.

Quanto è importante l'impegno per la sostenibilità per un giovane che oggi lavora nel mondo dell'agricoltura? 

Quella sulla sostenibilità ambientale è una sfida che la nostra generazione deve essere in grado di accettare e di vincere, perché è di vitale importanza per il futuro dei nostri figli e delle generazioni future. Bisogna tornare ad avere rispetto per la natura, come succedeva ai tempi dei nostri antenati, ed essere in grado di sfruttare la tecnologia per questi scopi. È importante crescere, ma è anche importante non abbandonare le tradizioni, dovremmo anzi riscoprirle. Attorno all’agricoltura oggi si può creare qualcosa di importante per l’economia, e tanti giovani ci stanno provando mettendo la sostenibilità al primo posto. La tecnologia è uno strumento che deve essere utilizzato nel modo giusto, per valorizzare le produzioni di qualità, e anche per farle conoscere a un pubblico più ampio, come è possibile grazie ai social e agli strumenti digitali, creando interesse attorno a questo mondo.

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Che progetti ha in mente per il futuro?

Una cosa a cui teniamo molto è la valorizzazione turistica del nostro territorio. Qui, dove si trova la nostra azienda agricola, ci troviamo in una posizione privilegiata, siamo vicini alle cantine e alle produzioni casearie d’eccellenza dell’avellinese, ma siamo vicini anche alle bellezze naturalistiche della costiera amalfitana. Mi piacerebbe molto che sapessimo cogliere fino in fondo questa opportunità, e farci conoscere dai turisti che apprezzano questo genere di offerta di qualità. Da qui nasce l’idea di dare vita a una piscina e a una Spa, che potrebbero rendere più piacevole e rilassante questo soggiorno a contatto diretto con la natura.