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Centri commerciali ad alta efficienza: ecco il progetto CommOnEnergy

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Gli shopping centre europei verranno trasformati in edifici sostenibili e dai bassi consumi di elettricità grazie a linee guida messe a punto nei prossimi 4 anni da un team di esperti coordinati dall’Eurac

Trasformare i grandi centri commerciali da edifici energivori a gioielli architettonici sostenibili sembra una impresa impossibile. Eppure, in Europa c’è chi sta lavorando per trasformala in realtà. La conversione ecologica di quelli che vengono considerati templi  moderni del consumismo e del tempo libero è l’obiettivo del progetto CommOnEnergy, promosso dalla direzione generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione e che punta a sviluppare tecnologie e soluzioni per questo tipo di edifici.

Aperti 12 ore al giorno, sette giorni su sette, gli shopping mall, nati negli Stati Uniti alla metà del Novecento, consumano infatti enormi quantitativi di energia e sono causa di elevate emissioni di anidride carbonica. Si tratta di strutture sempre più diffuse, che corrispondono nel Vecchio Continente al 28% di quelle residenziali, con uno spreco energetico pari a 175 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno. Soltanto in Italia si calcola la presenza di ben 950 mila punti vendita, di cui il 25% di prodotti alimentari, con un dispendio di elettricità pari al 7,5% del consumo nazionale.

Il progetto, che ha una durata di 48 mesi ed è finanziato dall’Unione europea per un totale di 9 milioni e 100 mila euro, coinvolge 22 partner accademici e industriali del Vecchio Continente, tra cui  l’Università di Udine per l’Italia, coordinati dall’Eurac, l’Accademia europea di Bolzano. Si prevede così di ridurre del 75% i consumi dei centri commerciali attraverso interventi che consentano un ritorno dell’investimento nell’arco dei successivi sette anni.

Le soluzioni saranno indirizzate soprattutto al risparmio e recupero energetico negli impianti di refrigerazione per lo stoccaggio e l’esposizione di prodotti deperibili, oltre ad adattare la struttura degli edifici ai cambiamenti climatici, captando, ad esempio, l’energia solare e diminuire i costi di raffreddamento e riscaldamento. Questi centri dovrebbero poter produrre in proprio almeno la metà dell’energia di cui hanno bisogno. Il tutto accompagnato dalla scelta di materiali innovativi e la gestione ottimale degli impianti. Inoltre, dovrebbero essere adottate anche soluzioni tecnologiche come vernici autopulenti con effetti sulle proprietà termiche dell’involucro oppure sistemi di illuminazione che sfruttano la luce naturale.

Insomma, entro i prossimi 4 anni il team di esperti quantificherà, attraverso una serie di simulazioni a computer su edifici presi come casi di studio, tra cui anche un centro commerciale di Genova, l’impatto dei vari interventi di ristrutturazione al fine di realizzare delle linee guida funzionali per la riqualificazione di diverse tipologie di shopping centre.

 

@Idart87


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