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In bici al lavoro: sì all’indennizzo per infortunio in itinere

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Presentata dall’Intergruppo parlamentare Mobilità nuova la proposta di legge che tutela chi preferisce spostarsi sulle due ruote. Le stesse richieste già avanzate dalla Fiab

Al lavoro in bici con più diritti. È stata presentata in Parlamento dai 25 deputati dell’Intergruppo Mobilità nuova la proposta di legge che sostiene l’uso delle due ruote per raggiungere il posto in cui si svolge la propria attività con l’eliminazione delle condizioni che complicano il riconoscimento dell’indennizzo per infortunio in itinere. Riprendendo le richieste avanzate dalla Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta, nel testo sarà contemplata la possibilità a chi si muove pedalando di avere le stesse garanzie di chi si sposta in auto o con i mezzi pubblici per andare a lavoro. 

Nell’ordinamento giuridico italiano è prevista infatti la tutela di tutti i lavoratori che svolgono attività giudicate rischiose, riservando all’Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, di risolvere la questione sotto il profilo assicurativo. Tra i casi di incidenti più frequenti ci sono anche quelli che avvengono nel tragitto casa-luogo di attività in quanto lo spostamento veniva considerato connesso alla prestazione lavorativa. La copertura assicurativa, in casi di incidente in itinere, è garantita anche nel caso di utilizzo di un mezzo di trasporto privato, a condizione che il suo impiego sia “necessitato”, ad esempio in assenza o insufficienza di autobus e treni e non percorribilità a piedi del tragitto. Tra questi vi è anche la bicicletta, che in questo caso è equiparata all’automobile. Pertanto, a molti lavoratori ciclisti è stato negato il risarcimento dall’Inail poiché “avrebbero potuto usare il mezzo pubblico”.

La proposta di legge chiede, in sostanza, l’equiparazione della bici al trasporto pubblico, premiando chi decide di andare a lavoro pedalando, un gesto, sottolineano dal Parlamento, dalla grande valenza sociale oltre che dal forte impatto positivo sull’ambiente. Il pressing sull’approvazione del testo si fa, così, sempre più insistente, dopo che la Fiab era riuscita a raccogliere più di 12 mila firme per la modifica dell’articolo 2 del decreto legislativo numero 38 del 2000 che regola l’infortunio in itinere.

Secondo la Fiab, oltre a far bene all’ambiente e a diminuire il traffico, l’uso della bici può essere reso necessario da motivi personali ed economici importanti. In generale, nell’ambito delle politiche a sostegno della mobilità sostenibile si deve cercare di far rientrare a pieno titolo l’incentivazione della bicicletta, attivando in ogni possibile ambito legislativo ed amministrativo, provvedimenti che ne favoriscano e ne tutelino l’impiego.