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Bebe Vio simbolo dello sport come leva di inclusione sociale, il forum alla Cattolica

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All’ateneo milanese una tre giorni sul ruolo fondamentale dello sport, con ospiti da tutto il mondo. Sorgenia racconta il progetto con la campionessa di scherma

Lo sport è strumento di integrazione e motore del cambiamento, in meglio, della società in cui viviamo. È stato questo il tema di cui si è discusso del Forum Nazionale “Sport per l’inclusione sociale e lo sviluppo” organizzato dal 24 al 26 gennaio dall'ASAG, Alta Scuola di Psicologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e da Cattolica per lo sport, con il supporto dell’Unesco e il patrocinio dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Al centro della tre giorni, con ospiti e partecipanti da ogni angolo del Pianeta, le storie di grandi atleti e allenatori, che quotidianamente educano i ragazzi alla cultura della sana competizione. Per riformulare l’idea di agonismo, non più con un’accezione negativa, ma come elemento centrale del progetto educativo che chi fa e promuove sport sviluppa.

All’evento sono state chiamate a partecipare anche le aziende, che si fanno carico di numerosissime iniziative sportive, non solo per creare network con le comunità locali e creare valore per il loro brand, ma anche per promuovere il miglioramento del contesto in cui operano. Sorgenia, che si è legata all’esperienza di Bebe Vio e della onlus art4sport, è diventata emblematica di questo sforzo delle imprese e per questo è stata chiamata a partecipare al Forum. 

 

CATTOLICA PER LO SPORT

L’evento è stata la prima tappa dell’international meeting “Sport for social inclusion and development: alliances for private-public action plans”, che si è svolto dal 24 al 26 gennaio all’Università Cattolica di Milano, fortemente voluto dalla Prof. Caterina Gozzoli, direttrice dell’ASAG.

Al Forum internazionale hanno partecipato esponenti di Università, Ambasciate, Governi, Ong e organizzazioni sportive da più di 50 paesi del mondo tra cui Giappone, Korea, Nepal Indonesia, Thailandia, Congo, Burundi, Sud Africa, Brasile, Cuba, Guatemala, Canada e Stati Uniti.

Insieme si è discusso per individuare indicatori comuni per valutare i programmi e le politiche che utilizzano lo sport come veicolo di inclusione sociale in contesti, settori, territori e aree urbane svantaggiate e disagiate. “Per inclusione non si intende solo vulnerabilità, - come spiega Gozzoli - ma anche al legame sociale che unisce una cittadinanza, come quella di una grande città”. 

 

 

IL RUOLO DELLE AZIENDE

I protagonisti delle tavole rotonde del forum sono stati gli atleti e diversi attori di contesti pubblici, come le Università di Firenze, Bergamo e Trento. Ma una parte fondamentale è stata svolta dalle aziende che si fanno portatori, in prima persone, di un messaggio importante: lo sport come aggregazione di persone ed emozioni.

A raccontare il ruolo di un importante player del mercato energetico come Sorgenia è stato Simone Lo Nostro, Direttore Mercato & ICT dell’azienda. L’azienda voleva rilanciare il proprio brand puntando a investire sullo sport e sull’impegno sociale. Ha scelto un volto, quello di Bebe Vio, che porta sempre con sé la carica e l’energia di chi è ripartito da capo, senza mollare. Sorgenia ha scelto anche di sostenere i progetti della onlus art4sport, l’associazione, fondata dai coniugi Vio, che aiuta i ragazzi che hanno subito amputazioni di arto e le loro famiglie.

 

 

UNA NUOVA CULTURA DELLA COMPETIZIONE

Tra i protagonisti del Forum Nazionale “Sport per l’inclusione sociale e lo sviluppo” organizzato dall'ASAG anche Fiona May, atleta e due volte campionessa mondiale di salto in lungo. Durante il dibattito si è parlato di formare le nuove generazioni, di futuri atleti e non, alla giusta competizione. “Educhiamo i nostri figli a una sana competizione, perché si può imparare dalla sconfitta” ha spiegato la campionessa.

 

“DALLE AZIENDE UN GRANDE SFORZO, IL NOSTRO COMPITO È SOSTENERLE”

A rappresentare il Comune di Milano è intervenuta Roberta Guaineri, Assessore a Turismo, sport e qualità della vita. Per una grande comunità, come quella di una grande metropoli, lo sport è di fondamentale importanza per formare le persone e per dedicarsi a chi ha più bisogno.  “Noi ci stiamo dedicandoin modo assiduo al tema dell’integrazione. – ha spiegato l’assessore - Io apprezzo lo sforzo e ringrazio le aziende che stanno utilizzando il loro marchio, non solo per pubblicizzarsi, ma per svolgere attività di natura sociale”. 

 

LO SPORT DEVE FARSI IMPRESA

“Lo sport è uno strumento potente dal punto di vista culturale ed emotivo. Ed è straordinario per creare una comunità” ha spiegato Paolo Bertaccini, consulente e ricercatore sociale di Territoria, esperto in ruolo sociale e integrity dello sport. Bertaccini - chiamato a moderare la tavola rotonda sul rapporto fra privati, enti pubblici e territorio - ha insistito sul ruolo delle come “grandi protagoniste delle sport” e sull’osmosi necessaria fra attività sportiva e cultura aziendale.