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Bebe a fianco dei ragazzi con protesi: la storia di Art4sport

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L'incredibile vicenda della schermitrice ha ispirato la nascita della Onlus che aiuta i ragazzi con disabilità ad avvicinarsi allo sport

Davide nel 2009 perde parte della gamba sinistra e dopo tre anni gareggia agli europei di Basket a Londra. Emanuele a otto anni e mezzo subisce un’amputazione della gamba destra, ma nel 2016 arriva alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Francesco è il “Messi” (il suo soprannome) della Nazionale Italiana Calcio Amputati, nata nel 2012.  Veronica, detta Yoko, la canoista classificata sesta alle Paralimpiadi di Rio.

Sono solo alcune delle storie che sono state scritte grazie al contributo dell’associazione Art4sport, che dal 2009 si impegna a fianco dei ragazzi con protesi. E poi c’è Bebe, ovviamente. La sua storia la conosciamo tutti. È grazie al suo impegno e a quello della sua famiglia se Art4sport ha potuto scrivere la sua, di storia.

 

TUTTO INIZIA CON BEBE VIO

L’associazione è nata nel settembre 2009 da una scelta dei genitori di Bebe Vio: avrebbero fatto il possibile per aiutare i ragazzi con protesi e le loro famiglie a superare le stesse difficoltà che loro stessi avevano incontrato.

Bebe divide la sua vita in “primo” e “secondo tempo”. In mezzo, la meningite fulminante che le ha portato via gli arti. Quel secondo tempo Bebe l’ha giocato alla grande, con i risultati straordinari che conosciamo, oro paralimpico compreso. Una storia che è stata scritta non solo grazie alla straordinaria forza di volontà di Bebe, ma anche grazie alla tecnologia, che le ha fornito gli strumenti di quel successo: le protesi.

Le attrezzature, però, sono molto costose. Da qui l’idea dei signori Vio, che hanno deciso di creare un punto di riferimento e di sostegno per chi ha subito l’amputazione di uno o più arti. La Onlus si dedica da anni alla raccolta fondi per acquistare le protesi sportive e le attrezzature da offrire ai ragazzi amputati che hanno scelto di continuare a vivere praticando sport.

 

LO SPORT COME RINASCITA

Il supporto economico alle famiglie di giovani portatori di protesi, in realtà, racconta solo una parte delle attività di Art4sport, crasi di “L’arte per lo sport”. Alla base dell’impegno di Bebe e della sua famiglia c’è infatti la volontà di “utilizzare lo sport come terapia per il recupero fisico e psicologico dei bambini disabili”, primo obiettivo dell’associazione.

Lo sport come cura, insomma. Ma anche come strumento per favorire “una migliore integrazione nella società” dei minori con disabilità, altro elemento centrale della mission di Art4sport.

 

IL TEAM ALLE PARALIMPIADI DI RIO

Su questi obiettivi, decisi in quel lontano 2009, Bebe, i suoi genitori e tutto lo staff di Art4sport hanno lavorato duramente. I risultati sono arrivati con il tempo e sono ancora lì, nei volti dei ragazzi che con lo sport sono rinati, appunto, come fenici dalle ceneri. Tre di loro sono addirittura approdati alle ultime paralimpiadi del 2016. Oltre a Beatrice, oro olimpico del fioretto, sono partiti per Rio anche la canoista Veronica Plebani, detta Yoko, arrivata sesta, e lo schermidore Emanuele Lambertini.

 

Un post condiviso da art4sport ONLUS (@art4sportonlus) in data: 14 Set 2016 alle ore 01:11 PDT

 

GIOCHI SENZA BARRIERE

Certo, non tutti i ragazzi di Art4sport partono per le olimpiadi. Non è questo l’obiettivo dell’associazione, d’altronde. Però tutti partecipano ai “Giochi senza barriere”, evento sportivo che Art4sport organizza ogni anno: squadre composte da bambini, di diverse regioni italiane, con disabilità e normodotati, si sfidano in vari giochi.

L’edizione del 2016 si è tenuta allo Stadio dei Marmi di Roma ed è stata presentata dal Trio Medusa e ha visto la partecipazioni di grandi artisti e musicisti, amici della Onlus. I Giochi senza barriere hanno anche un grande sostenitore, Jovanotti.

 

I GADGET PER DONARE

È possibile sostenere Art4sport diventando volontari, donando il 5x1000 direttamente dal sito o acquistando i gadget dell’associazione: magliette, carte da gioco, lacci, ect… Ultima curiosità: le creatività di questi oggetti sono state disegnate dalla stessa Bebe Vio. La schermitrice ha, infatti, anche una passione per l'arte e il disegno. Passione che dopo il diploma in grafica è diventata una professione. Ma questa è veramente un’altra storia.

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