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All we need is Beatles, 7 cose che forse non sapevate sui Fab Four

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George che perde la verginità davanti al resto del gruppo, Paul e compagni che comprano un’isola e altre stranezze da sapere prima di vedere “Eight Days a week”

She Stadium, New York 1965. 60 mila e più persone sugli spalti. Ragazzine trepidanti perlopiù, ma non solo. Luci sul palco. Urla, capelli strappati. E poi, arrivano loro. I Beatles. Una scena comunissima per i loro concerti, veri e propri pezzi della storia della musica. Perché che voi abbiate vissuto nei favolosi anni ‘60, durante l’apice della loro carriera, o che nei viaggi in auto abbiate dovuto ascoltare la playlist scelta dai vostri genitori, non potete non conoscere i Fab Four. Ma siete sicuri di sapere proprio tutto? Nel giorno dell’uscita del documentario The Beatles – Eight days a week firmato da Ron Howard, abbiamo deciso di proporvi sette curiosità sui Baronetti. Siamo sicuri che qualcuna sarà una sorpresa anche per i fan più sfegatati.

 

QUANDO GEORGE PERSE LA VERGINITÀ

Non tutti sanno che George Harrison perse la verginità nella stanza di un hotel ad Amburgo, in uno dei primi tour della band. Fin qui, niente di male, se non che John Lennon e Pete Best (ancora nel gruppo) stavano assistendo alla scena. Più volte lo stesso musicista ha sostenuto che era coperto dalle lenzuola, ma che quando finì i due compagni applaudirono e brindarono.

 

IL PROGETTO DI UN MONDO PERFETTO PARTIVA DALLA GRECIA

Nel 1967, i Beatles comprarono un'isola in Grecia: era qui che avevano progettato di fondare la loro comunità ideale, utopica. Un'isola in cui avrebbero potuto stare con i loro amici e con le loro famiglie. John Lennon era entusiasta: "È stato provato di tutto: guerre, comunismo, fascismo, capitalismo e nulla di tutto ciò ha funzionato. Perché non dovrebbe funzionare questo?".

 

COSA VI RICORDA "A DAY IN THE LIFE" ?

Paul McCartney era un grande fan di Jimi Hendrix fin dall'arrivo del chitarrista nel Regno Unito. A tal punto che la parte centrale della sua famosissima A Day in the Life è totalmente ispirata al brano di Hendrix Hey Joe. Plagio? A Paul si perdona tutto.

 

JOHN LENNON E IL NUMERO 9

Quando si esce dalla musica per entrare nel campo della leggenda, le teorie esoteriche non mancano. Ecco, ce n’è una secondo cui John Lennon sembra avrebbe un particolare legame con il numero 9. La sua data di nascita è 9 Ottobre 1940, come anche quella di suo figlio Sean (9 Ottobre 1975). È autore inoltre del brano #9 Dream e, con i Beatles di One After 909 e Revolution 9. John, inoltre, ha vissuto nell’appartamento numero 72 della 72ma Strada, a New York, e fu ucciso la sera dell’8 Dicembre. Sì ma nella sua città natale, Liverpool, era già l’alba del 9 mattina.

 

PAUL IS DEAD, O FORSE NO

Paul McCartney è morto il 9 novembre del 1966 in un tragico incidente stradale, per poi essere sostituito da un sosia. Sappiamo che non è così, ma questa è in sintesi, la leggenda più famosa della storia del rock. Si diffuse nel 1966 con il passaparola, complici anche i tabloid inglesi, per poi ritornare di moda con il web. Negli anni, sono stati gli stessi Beatles ad alimentarla. Un esempio? He blew his mind out in a car, un verso di A day in the life riferito, secondo I complottisti, proprio al tragico incidente di Paul.

 

CHIEDI CHI ERA PETE BEST

John, Paul, George e Ringo. Per noi i Beatles sono loro. In realtà il batterista, agli inizi, era Pete Best, anche lui da Liverpool. Sul suo allontanamento le versioni sono discordanti. C’è chi dice che sia stato lui a decidere di andar via per non ‘prostituirsi’ al mercato musicale, secondo altri fu lo storico produttore George Martin a pretenderne la sostituzione. Comunque sia, dopo di lui fu il turno di Ringo Starr che non ce lo ha fatto rimpiangere per niente.

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PRECURSORI ANCHE NEI GESTACCI

I Beatles furono i primi a fare tante cose. Incluso fare le corna sulla copertina di un disco. Il disegno di John Lennon compare sulla cover di Yellow Submarine. È il primo debutto grafico di questo gesto e la prima volta che viene associato ad una rock band.

 

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