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7 soggetti che incontrerete alle Feste (e 7 scelte per sopravvivere)

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Anche quest’anno Natale e Capodanno passeranno in compagnia di improbabili figure familiari, ormai entrate nel mito. Guida alla sopravvivenza

A Natale o a Capodanno, forse in entrambe le occasioni, troverete accanto a voi una di queste figure. Con molta probabilità, siete voi stessi una fra queste. La mega riunione con i parenti è sempre piena di insidie: dovrete scegliere bene e con le giuste tempistiche. Ecco una piccola guida per la sopravvivenza.

 

LA BETONIERA

Piomba in cucina prima della cena di Natale e comincia ad aprire tutti i contenitori chiedendo: “E questo cos’è?”. Mancano ancora 15 minuti all’inizio del pasto, ma lui ha già assaggiato tutto. A tavola è una calamita dei piatti più buoni. Si narra sia stato in grado di finire tutta l’insalata russa con due sole cucchiate.

A fine cena, mentre tutti i parenti cercano di riprendersi dall’abbuffata, chiede le noci. “Per sgranocchiare qualcosa”. Dopo, ovviamente, ci vuole un digestivo, accompagnato da un altro pezzo del buonissimo dolce della nonna. Tra mezzanotte e l’una, in piena tombolata, propone due spaghetti aglio, olio e peperoncino. Li finirà tutti, davanti allo sguardo incredulo dei parenti.

La voracità da cinghiale lo spinge ben oltre i limiti imposti dal galateo. Chi gli capita vicino finisce schizzato di ogni pietanza. Scegli un posto lontano da lui.

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IL FUORI LUOGO

Solitamente è timido, o timida. Arriva alla cena di Natale o Capodanno vestito/a di verde, in un goffo tentativo di mimetizzarsi con l’albero. Il motivo? Il fuori luogo ha un sesto senso: sa già in anticipo che sarà lui il pesce fuori d’acqua della serata.

Capita spesso sia la nuova ragazza vegetariana del figlio più piccolo di una famiglia di macellai, o ancora  l’unico a tavola a non aver visto l’ultima stagione di X-Factor. Quando rifiuterà la lasagna perché c’è la carne dentro, o chiederà “Cattelan chi?”, scenderà il gelo.

A Natale siamo tutti più buoni. Scegli di aiutarlo/a: proponi subito un nuovo argomento per la conversazione.

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L’IPERATTIVO

Lo spirito dell’iperattivo si manifesta spesso nel corpo del tuo cuginetto, che ovviamente ha scelto il posto vicino al tuo. Passa la serata correndo attorno al tavolo. E quando sta seduto martella ossessivamente le posate su piatti e bicchieri.

Altre volte, lo spirito dell’iperattivo è dentro la zia. Continua a riempire il tuo piatto senza sosta. Ci vorrebbe un miracolo per sopravvivere. Forse potrà aiutarti il parente Betoniera. Se per caso si impossessa del nonno, allora sei veramente spacciato: giocherai a tombola fino alle sei del mattino.

Non sta bene chiudere in uno stanzino tuo cugino, urlare a tua zia che “Non ne voglio più!” o tramortire il nonno con una mossa di karate. A Natale scegli la via Zen: porta pazienza (una camomilla pre-cena potrebbe aiutarti).

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IL GRINCH

Entra in casa sbuffando. Si butta sul divano, sbuffando. Sarà l’ultimo a sedersi a tavola, ovviamente sbuffando. Il Grinch odia il Natale, i regali, i parenti, l’universo intero. Lo riconosci subito: è quello che sbuffa. È anche lo stesso che si pulisce le guance dopo i baci di auguri a mezzanotte, l’unico che non ha scambiato una parola con anima viva.

La buona notizia è che tutti i Grinch hanno un punto debole: un argomento, una battuta, un gioco che possono fagli venire il buonumore. Tocca a te trovarlo (abbiamo già capito che sei il buono della serata). Scegli la tua strategia per “de-grinchizzare” il parente sbuffante. Sempre che non sia tu…

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IL PERFEZIONISTA

Il perfezionista ha mandato gli inviti per la cena di Natale e per il Capodanno il 29 luglio (durante le vacanze estive, che aveva già programmato a gennaio). Ma tanto lui in vacanza non ci va mai, almeno con la mente.

Passa la notte del 23 a piegare i tovaglioli a forma di albero di Natale. Ha deciso la sistemazione dei posti a tavola nell’ultima settimana di novembre. Durante l’anno, ha calcolato con sofisticati algoritmi le preferenze di ognuno e ha il regalo perfetto per ogni parente.

Ci spiace, stavolta non hai scelta: se vuoi sopravvivere dovrai assecondarlo. Ciecamente.

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L’ALTICCIO

“Vuota il bicchier che è pieno, riempi il bicchier che è vuoto. Non lasciare il bicchiere mai pieno, non lasciare il bicchiere mai vuoto”. Una filosofia degna di un alpino veterano, che il parente Spugna ripete per tutta la sera. Se non è questa, è comunque un’altra massima sul vino.

A metà cena le sue guance si confondono con la tovaglia rossa, gli occhi sono lucidi e la lingua incontrollabile. Mette ancora più in imbarazzo il fuori luogo, sottrae i piatti alla betoniera, scombina per sempre i piani del perfezionista. Insomma, un disastro. Ma è anche il parente più divertente.

Scegli un posto accanto a lui per una serata indimenticabile. Scegli anche di prevenire la catastrofe: fermalo in tempo, prima che cominci lo spogliarello.

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IL DISTRATTO

Arriva in ritardo a cena e senza regali: li ha scordati a casa. Non riesce a prendere parte a nessuna conversazione, oppure arriva in ritardo pure su quella, commentando la perfetta cottura della pasta quando ormai si è al dolce.

Si narra di distratti che hanno fatto gli auguri di buon anno il 2 gennaio, 36 ore dopo la fine del countdown (a cui loro ovviamente non hanno partecipato).

Il distratto è un buono. Ha solo bisogno di essere aiutato. Prenditi cura di lui, agganciandolo alla realtà. Se il distratto sei tu, scegli una buona app per i promemoria. Per un anno, forse, porterai i regali ai cuginetti e riuscirai persino a fare gli auguri in tempo.

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