Dalla Sapienza di Roma al CES di Las Vegas, la startup italiana porta l’intelligenza artificiale nel campo del monitoraggio di beni culturali, delle infrastrutture e dell’ambiente
Ogni innovazione capace di lasciare il segno nasce da un’esigenza concreta. Nel caso di IntelligEarth, startup innovativa nata nel 2023 nell’ecosistema di ricerca della Sapienza Università di Roma, la sfida è di rendere più efficace, accessibile e tempestivo il monitoraggio del patrimonio culturale e ambientale.
La risposta si chiama proteGO, una piattaforma basata su intelligenza artificiale, dati territoriali e partecipazione diffusa. Il suo obiettivo è trasformare il controllo di edifici, infrastrutture, siti storici e aree naturali da attività esclusivamente specialistica a processo condiviso, capace di intercettare segnali di degrado o rischio prima che si trasformino in criticità maggiori.
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Il monitoraggio diventa preventivo
proteGO integra immagini raccolte dagli utenti, telerilevamento, computer vision e logiche di crowdsourcing. In questo modo la piattaforma analizza le variazioni nel tempo e aiuta a individuare anomalie, crepe, dissesti, danni o altri segnali che possono riguardare il patrimonio edilizio, culturale e ambientale.
La sostenibilità, in questa prospettiva, oltre che alla riduzione degli impatti ambientali, guarda anche alla prevenzione, alla cura dei beni comuni e alla capacità di prendere decisioni basate su dati più completi e tempestivi.
Citizen science, quando i cittadini diventano sensori del territorio
Uno degli elementi più interessanti del progetto è il ruolo della citizen science. I cittadini possono contribuire al monitoraggio attraverso lo smartphone, segnalando situazioni potenzialmente critiche e arricchendo la base informativa disponibile per tecnici, amministrazioni e gestori.
Questo approccio aumenta la capillarità dell’osservazione e rafforza il legame tra comunità e luoghi. L’intelligenza artificiale, quindi, non sostituisce lo sguardo umano: lo organizza, lo interpreta e lo rende più utile per prevenire rischi.
Dalla ricerca al mercato
IntelligEarth nasce dal Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza e si inserisce nel percorso di trasferimento tecnologico tra università e impresa. La startup unisce competenze in geologia, geomatica, informatica e gestione del rischio, con l’obiettivo di portare sul mercato strumenti digitali per la tutela del territorio. La partecipazione al CES 2026 di Las Vegas, dove la startup ha presentato proteGO, ha rappresentato un passaggio importante per il posizionamento internazionale del progetto.
Perché è rilevante per l’ESG
Per il mondo ESG, IntelligEarth è un caso significativo perché connette tre dimensioni centrali: qualità del dato, coinvolgimento sociale e protezione dei beni comuni. Il monitoraggio del territorio diventa così uno strumento di governance ambientale, utile non solo a osservare ciò che accade, ma anche a orientare interventi più rapidi, misurabili e condivisi.
In un Paese come l’Italia, dove paesaggio, infrastrutture e patrimonio culturale sono parte integrante dell’identità collettiva, tecnologie di questo tipo possono contribuire a una sostenibilità orientata più alla prevenzione che alla “reattività”.
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