In soli due eventi raccolti oltre 1200 sacchi di rifiuti e ingombranti. Grande sensibilità mostrata dai giovani
Armando ha 39 anni e da 20 è attivo nel mondo dell’ambientalismo. L’associazione onlus per la quale è referente per le province di Casterta e Avellino è conosciuta soprattutto per le grandi campagne di raccolta di plastica e rifiuti che organizza ogni anno, coinvolgendo migliaia di volontari in tutta Italia, ad aprile e settembre. In questa intervista Armando racconta come nasce il suo impegno nell’associazione.
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Armando, cosa ti ha portato a scegliere l’impegno per l’ambiente?
Qui in Campania le tematiche ambientali sono particolarmente sentite, perché il nostro territorio ha sofferto e soffre molto a causa dell’inquinamento. Io sono originario di Pianura, un quartiere di Napoli “famoso” per aver ospitato una discarica, e per questo sono stato abituato a occuparmi di sostenibilità fin da piccolo. Una volta sposato mi sono trasferito a Marcianise, nella Terra dei Fuochi, e qui ho iniziato a collaborare con don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, sacerdote che è diventato un simbolo in Italia dell’impegno contro i roghi tossici. Infine, da meno di due anni sono entrato in contatto con la onlus attraverso i social, e ho deciso di aderire con entusiasmo a questa associazione, che è diventata un impegno a 360 gradi, perché sono convinto che non basti più l’ambientalismo “teorico” e delle denunce. Oggi è importante rimboccarsi le maniche e agire in prima persona, trasmettendo positività e coinvolgendo gli altri.
Le attività principali che contraddistinguono il nostro impegno sono quattro:
- le raccolte, che vengono effettuate da volontari e organizzate dai 900 referenti dell’associazione su tutto il territorio nazionale
- la sensibilizzazione nelle scuoledi ogni ordine e grado
- stipuliamo protocolli d’intesacon le amministrazioni locali, che coinvolgiamo nell’impegno ad adottare comportamenti orientati alla logica del plastic free
- siamo impegnati in una campagna di salvaguardia delle tartarughe marine, che a causa dell’incuria dell’uomo vivono oggi in un habitat che spesso si dimostra ostile. Raccogliamo e curiamo quelle che troviamo in difficoltà, fino a riabilitarle e a liberarle di nuovo. E a chi aderisce proponiamo l’adozione virtuale delle tartarughe, con tanto di certificato.
Negli ultimi mesi siete stati protagonisti, in Campania, di due importanti campagne di raccolta. Come è andata?
Il primo è stato l’evento che qui si è svolto il 25 aprile, la pulizia della foce del Garigliano, nel Comune di Sessa Aurunca.
Grazie al nostro gruppo Facebook, che conta su oltre 24 mila iscritti, siamo riusciti a diffondere la notizia e a coinvolgere circa 400 volontari, raccogliendo oltre 420 sacchi di plastica e rifiuti e un gran numero di ingombranti. Questo ha attirato l’attenzione dei media: anche quelli nazionali hanno parlato di noi in quell’occasione.
Forti di questa esperienza dopo un mese, il 23 maggio, abbiamo organizzato un altro evento, sempre sul litorale domizio, vicino al Flava Beach di Castel Volturno: siamo riusciti a superare i 400 volontari partecipanti, e abbiamo raccolto quasi 800 sacchi di plastica e altri rifiuti. La cosa incoraggiante è stato il fatto che non è stato difficile coinvolgere tante persone, abbiamo trovato una popolazione pronta e desiderosa di impegnarsi per l’ambiente, e come Campania abbiamo dimostrato di essere una delle regioni più forti da questo punto di vista.
Che tipo di rapporto riuscite a instaurare con le amministrazioni locali?
Ci troviamo di fronte a diversi tipi di reazione. Molte amministrazioni sono estremamente sensibili verso il nostro messaggio, in alcuni casi si fanno anche consigliare e accettano con spirito costruttivo i nostri suggerimenti. Ma non posso negare che in altri casi gli amministratori sono legati a un modo di ragionare più “arcaico”.
Che impressione ha avuto dai volontari che partecipano ai vostri eventi? C’è una caratterizzazione “generazionale”?
L’immagine d’insieme che viene dai nostri eventi evidenza soprattutto che l’attenzione più grande verso l’ambiente viene in questo momento dai giovani. Alle due campagne realizzate negli ultimi mesi hanno partecipato soprattutto persone tra i 18 e i 35 anni, un elemento incoraggiante e che lascia ben sperare per il futuro. Da questo punto di vista sono molto fiducioso, sono convinto del fatto che i ragazzi abbiano una sensibilità più spiccata verso l’ambiente rispetto ai loro genitori. La sfida, in questo momento, è di creare le condizioni per fare in modo che questa sensibilità possa trovare un terreno per esprimersi con leggerezza, dispiegando tutte le proprie potenzialità.
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