Se c’è il riscaldamento globale perché fa freddo? E se ogni anno è l’anno più caldo di sempre perché assistiamo così spesso a stagioni gelide, nevicate o tormente improvvise?
Il termine riscaldamento globale indica un innalzamento della temperatura media del pianeta, considerando sia terra che oceano. Secondo il rapporto annuale sul clima 2020 dell’organismo nazionale statunitense per l’osservazione oceanica ed atmosferica – NOAA, attualmente si stima che dal 1850 la temperatura sia complessivamente aumentata di 1,5 °C con un incremento medio di circa 0,08°C ogni decennio. Pochi, pochissimi gradi potremmo obiettare e quindi chiederci perché tutto questo clamore quando, passando dall’inverno all’estate i gradi aumentano molto di più? Le temperature variano dalla notte al giorno, e tra gli estremi stagionali negli emisferi nord e sud troviamo anche differenze di 50°C!
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Non confondere clima generale con condizioni meteo
Il problema non è nel caldo o freddo che noi percepiamo, ma in un aumento della temperatura media per l’intero globo. Il concetto di una temperatura media globale serve per rilevare e seguire i cambiamenti nel bilancio energetico dell’intero pianeta, ovvero quanta luce solare viene assorbita meno quanta ne viene irradiata nello spazio sotto forma di calore, nel tempo.
Un aumento della temperatura globale di pochi gradi a causa delle attività umane, un fatto accertato su cui tutti gli scienziati sono concordi (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC), porta a turbare l’equilibrio globale e a generare eventi estremi. Insomma, non parliamo di condizioni meteorologiche giornaliere ma di clima, due concetti molto diversi: un anno o una stagione fredda (o calda) ha poco a che fare con il clima generale.
I 10 anni più caldi da record si sono verificati tutti dal 2005, e 7 dei 10 si sono verificati solo dal 2014, sottolineando il recente trend di crescita.
Che cosa cambia a livello globale e locale?
Molti sconvolgimenti sono già evidenti come lo scioglimento accelerato dei ghiacci sia polari che montani, il conseguente innalzamento del livello del mare, l’avanzare della desertificazione, le modifiche nei movimenti delle masse d’aria che portano a cicloni d’intensità maggiore, e a quelle che noi definiamo “bombe d’acqua” e “ondate di calore”, l’aumento in numerosità e portata di eventi come siccità e inondazioni.
Ma anche fenomeni che ancora non conosciamo davvero come modifiche negli ecosistemi, cambiamenti nell’ambiente marino dal punto di vista fisico e chimico perché anche se non ce ne rendiamo conto le masse d’acqua hanno un ruolo cruciale nell’equilibrio climatico mondiale.
L’afa di agosto è l’ultimo dei problemi: aumentano gli eventi estremi
Quindi non si deve pensare solo all’afa di agosto e alle immagini di estati in cui si cerca ristoro boccheggiando tra le fontane delle piazze cittadine: l’aumento della temperatura media del pianeta è strettamente legato all’aumentare di eventi estremi. Sono dirette conseguenze del riscaldamento globale!
Pericolo cambiamenti “invisibili”
Quello di cui dobbiamo seriamente preoccuparci è che attualmente vediamo solo una piccola parte di quello che sta veramente cambiando e che a pagarne le spese più grandi sono le aree più delicate o povere del pianeta che noi dobbiamo proteggere immediatamente, e altrettanto immediatamente agire per invertire la rotta.
Per approfondire il tema: Global Climate Report – Annual 2020
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