Intervista a Catia Mazzanti, coordinatrice della struttura di Cooperativa Cidas
La visita alla centrale a biomasse di Bando D’Argenta, l’incontro con i dipendenti di Sorgenia, la consegna dei doni di Natale: è stato un evento semplice ma pieno di calore umano quello che Sorgenia e la cooperativa Cidas hanno organizzato, per il secondo anno, accogliendo per un pomeriggio i piccoli ospiti della comunità educativa residenziale Orsa Minore di Ferrara. A raccontare come è andata è Catia Mazzanti, coordinatrice del centro:
“L’incontro con Sorgenia, lo scorso anno, è stato quasi casuale, ed è nato da un contatto tra una nostra collaboratrice e Stefano Franzoni della energy company, interessato a un’iniziativa di solidarietà rivolta ai bambini. La collega, che si occupa invece delle attività della cooperativa con gli adulti, lo ha messo in comunicazione con me, e da quel momento abbiamo iniziato a lavorare insieme per costruire questa esperienza, semplice ma significativa, di cui i nostri bambini sono stati contenti”.
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Catia, ci racconta qualcosa di più del vostro centro e della cooperativa Cidas?
Cidas, cooperativa nata negli anni ’70, opera nel terzo settore su più fronti e livelli: nella disabilità, sia con comunità residenziali che diurne, nei servizi per gli anziani, come case di riposo, centri diurni e servizi domiciliari, nei servizi di trasporto in ospedale. A questo si aggiunge il settore cultura, con le biblioteche, e il settore educativo con l’integrazione scolastica, gli insegnanti di sostegno, la gestione di asili nido e il settore Società e Diritti che occupa di servizi e sportelli per l’inclusione sociale, i rifugiati politici, servizi per i minori stranieri non accompagnati, e per stranieri con disagio mentale. La cooperativa opera in 23 province distribuite in 7 regioni.
La nostra comunità è nata nel 1981, e poi è diventata parte della cooperativa. È una comunità residenziale, quindi ospita i minori allontanati dalla propria famiglia su decreto del tribunale dei minori; perché non ci sono più le condizioni perché possano stare bene in famiglia in sicurezza. Parliamo di maltrattamenti fisici, abusi sessuali, problemi psichiatrici dei genitori, incuria, dipendenze da droghe o da alcool. Siamo in grado di ospitare al massimo 12 bambini, che ci vengono affidati dai servizi sociali. La comunità è aperta 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, per i bambini è la loro casa: ci sono 10 educatori che si turnano, tutti formanti con laurea in scienze dell’educazione.
Ci racconta come si è svolto l’evento di quest’anno?
Come nell’edizione del 2023, abbiamo scelto di organizzare un momento di incontro all’insegna della semplicità, preparato con cura nel corso del tempo. I dipendenti di Sorgenia hanno comprato regalini per i nostri bimbi, seguendo le indicazioni che loro avevano dato attraverso le letterine a Babbo Natale. Parliamo di giochi di società, giochi per bambini, borracce, calzettoni colorati. A conclusione di questo percorso, abbiamo accompagnato i bambini alla centrale di Bando D’Argenta, preferendo che fossero loro a muoversi, e non a ospitare l’evento, come segnale di apertura verso l’esterno. Per alcuni è stata un’esperienza nuova, altri avevano già partecipato nell’edizione precedente.
Come è andata una volta arrivati alla centrale?
I dipendenti di Sorgenia ci hanno accolto in una sala e hanno spiegato ai piccoli cosa è la centrale e come funziona: devo dire che loro si sono dimostrati molto curiosi e hanno fatto diverse domande. Poi è stato il momento del rinfresco e della consegna dei doni, che i bambini hanno aperto immediatamente. Siamo stati attenti a non far durare troppo l’evento, per non fare stancare i bambini e fare in modo di non sollecitare troppo la loro soglia di attenzione. L’impressione è che siano stati bene e abbiano apprezzato l’iniziativa. L’impegno principale è stato calibrare l’incontro in modo che potesse essere il più possibile “neutrale” e portatore di valori positivi.
Quanto è importante per una comunità come la vostra rimanere aperta verso l’esterno?
Il nostro impegno principale è quello di cercare di riprodurre un ambiente e i ritmi di una famiglia. I bambini vanno a scuola, fanno attività sportive, mantengono un’organizzazione del tutto simile a quella che sperimenterebbero se fossero in famiglia. Poter organizzare iniziative verso l’esterno, soprattutto quando – come in questo caso – sono organizzate su misura, è sempre una cosa positiva, perché consente esperienze con persone diverse dagli educatori e dalle maestre. In alcuni casi parliamo di bambini anche molto deprivati, che non hanno avuto attorno un contesto sociale adeguato, e per loro vivere questi momenti è un valore aggiunto importante. Ma al di là di questo evento, ogni volta che c’è la possibilità di organizzare la partecipazione a eventi esterni, ad esempio quando le aziende di contattano, o nel caso di iniziative in parrocchia, o feste cittadine, facciamo tutto il possibile per far partecipare i bambini, per far vedere che fuori ci sono anche contesti adeguati e positivi.
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