Lo youtuber e divulgatore racconta perché ha scelto di portare il suo approccio alla mobilità elettrica sul magazine di Sorgenia: “Condividiamo gli stessi principi, dall’attenzione all’energia sostenibile alla circolarità e all’inclusione”
La mobilità elettrica è un percorso che richiede informazione, infrastrutture e consapevolezza. Raccontarla in modo corretto è già parte integrante del cambiamento: si tratta di un sistema complesso che mette in relazione energia, reti, tecnologia e comportamenti quotidiani. In questa intervista Matteo Valenza, tra i principali divulgatori italiani sul tema, racconta come il suo percorso lo abbia portato a collaborare con Sorgenia UP e quali sono, a suo avviso, i nodi decisivi della transizione.
Un dialogo che smonta luoghi comuni, riporta la discussione su basi concrete e allarga lo sguardo sul ruolo dell’energia rinnovabile e della circolarità nel disegnare il futuro della mobilità.
INDICE DEI CONTENUTI
Come nasce l’idea della collaborazione con Sorgenia e cosa ti ha convinto a sposare questa proposta?
Cinque o sei anni fa la mobilità elettrica, di fatto, non esisteva nel racconto mainstream. Quando ho iniziato a parlarne, soprattutto dal 2019, mi sono reso conto che non riguardava solo l’auto in sé, ma tutto ciò che le ruota attorno: infrastrutture di ricarica, produzione dell’energia, software, intelligenza artificiale. L’auto, in sostanza, smette di essere un semplice mezzo per spostarsi e diventa parte di un ecosistema. Da questa consapevolezza è nata l’esigenza di raccontare il fenomeno, e in Sorgenia ho riconosciuto un’azienda che condivide i miei principi, dall’attenzione all’energia sostenibile alla circolarità, fino ai temi dell’inclusione. Questo allineamento di valori è stato decisivo nella mia scelta.
In cosa consiste concretamente questa collaborazione?
L’idea è di costruire un percorso continuativo, con un articolo al mese per un anno, che abbia una forte vocazione educativa. Vorremmo partire dai cosiddetti falsi miti sull’auto elettrica, come l’idea che inquini più di un’auto termica o che abbia una vita molto breve, e affrontarli con dati e spiegazioni chiare. Non si tratta di fare semplici recensioni di prodotto, ma di aiutare le persone a capire davvero come funziona la mobilità elettrica e se può essere una scelta adatta alle loro esigenze.
La tua partecipazione al podcast “Traiettorie” è stata il punto di partenza di questa nuova avventura?
Direi di sì. “Traiettorie” è uno spazio in cui è possibile chiarire molti equivoci, andando oltre le domande ricorrenti. Quell’esperienza mi ha confermato quanto sia importante portare argomentazioni solide, basate su numeri e dati reali, senza semplificazioni fuorvianti. La transizione alla mobilità elettrica non è uguale per tutti e va raccontata con onestà, spiegando quando conviene e quando, magari, non è ancora la soluzione migliore.
Quali sono oggi le opportunità più interessanti legate all’integrazione tra auto elettrica ed energia rinnovabile?
Abbinare l’auto elettrica a un impianto fotovoltaico cambia radicalmente il rapporto con l’energia. Produci energia e la utilizzi non solo in casa, ma anche per muoverti, entrando in un modello completamente nuovo. È qualcosa che con i carburanti fossili non è mai stato possibile. In Italia questa opportunità è spesso sottovalutata, ma il territorio è ricco di abitazioni singole e piccoli centri dove l’autoproduzione è una possibilità concreta. Anche in contesti condominiali, come nel mio caso, con pannelli e sistemi di accumulo si possono coprire i consumi domestici e quelli legati alla mobilità.
Si parla sempre più spesso dell’auto elettrica come possibile sistema di accumulo energetico. È uno scenario realistico?
Dal punto di vista tecnologico lo è già, anche se in Italia manca ancora una normativa che lo renda pienamente operativo. In altri Paesi, come la Francia, il vehicle-to-grid è una realtà. La batteria dell’auto può supportare la casa o restituire energia alla rete nei momenti di maggiore richiesta, contribuendo alla stabilità del sistema elettrico. È un passaggio chiave per rendere la transizione davvero efficiente.
Qual è l’argomento più convincente per superare lo scetticismo verso la mobilità elettrica?
Ancora una volta, i numeri. Oggi produrre un’auto elettrica comporta un impatto iniziale simile a quello di un’auto tradizionale, soprattutto per la batteria. Ma dopo circa 20mila chilometri quell’impatto è già compensato, perché l’auto viaggia senza emissioni allo scarico. Inoltre, a fine vita, fino al 97% dei materiali della batteria può essere recuperato. Questo apre a una vera logica di circolarità: le batterie di domani saranno più performanti e realizzate sempre più con materiali riciclati, riducendo la necessità di nuove estrazioni.
Matteo Valenza, divulgatore e noto youtuber italiano, esperto di mobilità elettrica. Il suo canale YouTube, aperto nel 2019 conta oltre 100mila iscritti. È anche fondatore del portale Elettronauti.it.
Ti potrebbe interessare anche
Ambiente 10 Dicembre 2025
Rapporto Audimob: l’Italia alla prova della mobilità sostenibile
La 22esima edizione dello studio realizzato da Isfort fotografa un Paese che si sposta sempre di più ma su distanze più brevi. Crescono bici, moto e trasporto pubblico, mentre l’auto perde qualche punto pur rimanendo al centro della mobilità quotidiana L’Italia si muove sempre di più, ma per coprire distanze…
Leggi →
Energia 11 Ottobre 2025
Vacanze sostenibili: l’esempio della community Greeners
I risultati del sondaggio Greeners: circa 6.000 utenti hanno scelto la sostenibilità in vacanza, promuovendo il cibo locale e la riduzione dei rifiuti Greeners è la community di Sorgenia che unisce persone, clienti e non, che mettono l’ambiente al centro delle loro scelte quotidiane, moltiplicando insieme il loro impatto positivo…
Leggi →
Energia 1 Ottobre 2025
Auto elettriche: al via gli incentivi 2025 tra bonus, rottamazione e nuove regole
Il decreto attuativo per l’acquisto di veicoli a zero emissioni è stato approvato e pubblicato, con una dotazione di oltre 597 milioni di euro dal PNRR. A supporto, Sogei ha realizzato una piattaforma digitale che gestirà le richieste e garantirà trasparenza e tracciabilità La transizione ecologica entra nel vivo con…
Leggi →