Una giovane realtà marchigiana trasforma i detriti da demolizione in elementi architettonici innovativi, coniugando ricerca, design e tecnologia per dare nuova vita alle città e ridurre l’impatto ambientale del settore edilizio
Centauroos è una startup innovativa italiana che opera nel campo della fabbricazione digitale per architettura e costruzioni, con una missione chiara: riutilizzare i rifiuti da costruzione e demolizione come materia prima per la stampa 3D di elementi architettonici.
Fondata nel 2020 dagli architetti Marco Galasso, Giovanni Marinelli e Roberto Cognoli, l’azienda combina competenze di sostenibilità, urbanistica, architettura parametrica e robotica, avvalendosi di un team multidisciplinare che include designer, ingegneri e specialisti della stampa 3D.
Ogni anno in Europa si producono 510 milioni di tonnellate di rifiuti edilizi, con un costo di 45 miliardi di euro per il solo trattamento. Centauroos affronta questa sfida proponendosi di trasformare materiali destinati alla discarica in componenti utili per arredi urbani, strutture e persino edifici, riducendo l’uso di materiali vergini e i tempi di costruzione.
INDICE DEI CONTENUTI
Dalle macerie del terremoto a nuove forme urbane
Uno degli aspetti più significativi dell’attività di Centauroos è stato l’impiego delle macerie del sisma del 2016 nell’area del Cratere, tra Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria, come risorsa per nuovi progetti di rigenerazione.
La prima sperimentazione concreta è visibile nella centralissima piazza Roma di Ascoli Piceno, dove un totem informativo realizzato con rifiuti da demolizione illustra ai cittadini lo stato di avanzamento della ricostruzione di San Domenico.
Questo intervento unisce design su misura e tradizione locale, richiamando la lavorazione della pietra ascolana e includendo anche panchine e fioriere create con lo stesso processo. È un esempio di circolarità virtuosa, in cui i materiali di scarto diventano protagonisti della rinascita urbana.
Ricerca e sviluppo come motore distintivo
La forza di Centauroos risiede in un’intensa attività di ricerca e sviluppo che punta a massimizzare l’impiego di materiali riciclati. Nei processi di stampa 3D dell’azienda, fino al 30% della miscela è costituito da inerti provenienti da demolizione, riducendo significativamente l’uso di cemento vergine.
Questa scelta non solo abbassa l’impatto ambientale, ma incide anche sui costi di smaltimento, contribuendo a risparmiare risorse economiche e naturali. Le parti stampate sono pensate per un montaggio rapido, favorendo una logistica più efficiente e tempi di realizzazione ridotti.
L’acqua come ispirazione progettuale
Nel giugno 2025, Centauroos è stata tra i protagonisti del convegno The Future of Water, parte del ciclo “Connecting Architecture and Design for Social and Environmental Sustainability”, ospitato dall’Accademia di Belle Arti di Macerata.
In questa occasione, l’azienda ha presentato arredi urbani stampati in 3D capaci di raccogliere e gestire l’acqua piovana, oltre a oggetti adattivi progettati per rispondere alle sfide dei cambiamenti climatici. Progetti site-specific che dimostrano come la tecnologia possa dialogare con il contesto urbano e ambientale.
Verso un futuro circolare
Il percorso di Centauroos è proiettato verso nuove realizzazioni nel centro storico di Ascoli, frutto della collaborazione con il designer Ernesto Cesario. L’obiettivo è creare arredi urbani che siano al tempo stesso funzionali, esteticamente coerenti con il tessuto storico e testimonianza concreta di un’innovazione tecnologica radicata nella tradizione locale.
Per Centauroos, sostenibilità, riuso e sperimentazione non sono concetti astratti, ma principi operativi che guidano ogni progetto: un modello di come l’economia circolare possa tradursi in interventi tangibili, restituendo dignità e utilità a ciò che era destinato alla discarica.
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