Il luglio caldo e il conseguente utilizzo massiccio di impianti di climatizzazione hanno causato interruzioni del servizio nelle grandi città, in primis Roma e Milano. Ecco le piccole scelte che possono aiutare a evitare emergenze
Una serie di blackout ha interessato durante il mese di luglio 2024 le grandi città italiane, con in prima fila Milano e Roma. Si tratta in realtà di una situazione che si ripete, a diversi livelli di gravità, ogni anno, in concomitanza con i periodi più caldi e con l’uso massivo dei condizionatori d’aria nelle abitazioni, negli uffici e negli esercizi commerciali.
Nella Capitale i distacchi si sono verificati, a metà mese, in diversi quartieri, da Monteverde a Colli Aniene, da Tor Pignattara al Pigneto, fino a Villa Gordiani. A Milano i disagi hanno riguardato sia le aree periferiche, come Giambellino, Affori, Bande Nere e quartiere Adriano, sia il centro della città, come zona Piola, Guastalla, Moscova e Quadrilatero della Moda.
In entrambi i casi, il disservizio è stato causato da a un’importante crescita del carico sulla rete di distribuzione dell’energia elettrica, dovuta al caldo e all’utilizzo dei condizionatori.
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Perché avvengono i blackout estivi
I blackout estivi sono una conseguenza dello stress a cui vengono sottoposte le reti elettriche nei periodi dell’anno in cui il caldo è più intenso, quando cioè – come dicevamo – si intensifica l’utilizzo dei condizionatori. In sostanza, in questi periodi si verifica un’impennata della domanda di elettricità, con un conseguente carico sui cavi che trasportano l’energia. I cavi e le cabine elettriche sono così portati a loro volta a surriscaldarsi e a incontrare difficoltà crescenti a disperdere il calore a causa delle alte temperature esterne, andando incontro a guasti.
Gli investimenti necessari
Anche in considerazione di una richiesta di energia elettrica destinata a crescere nei prossimi anni, per ovviare al problema dei blackout non può bastare un comportamento più attento e responsabile dei singoli utenti. Sarà necessario, infatti, investire in parallelo sul potenziamento delle reti, come in parte già previsto dagli stanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per potenziare la resilienza del sistema elettrico il Pnrr ha stanziato 500 milioni di euro per intervenire su circa 4mila km di rete. A questo andranno ad aggiungersi 3,6 miliardi per rafforzare la rete elettrica e abilitare le smart grid, con un ecosistema di sensori che sarà utile per gestire al meglio l’infrastruttura.
Grazie anche a questi investimenti si potrà rimodellare e ridimensionare la rete per poter reggere agli eventi meteorologici estremi e adattarsi alle nuove abitudini di consumo. Non bisogna dimenticare infatti che proprio la transizione energetica prevede che siano sempre più utilizzate le energie rinnovabili e che si vadano progressivamente a sostituire – ad esempio – i fornelli a gas con quelli a induzione e le caldaie tradizionali con le pompe di calore, facendo ulteriormente lievitare la domanda di energia elettrica.
Piccole azioni per “aiutare” le reti
In attesa che gli investimenti programmati possano dispiegare i propri benefici, in ogni caso, ci sono una serie di comportamenti quotidiani che i singoli cittadini possono mettere in pratica per contribuire a non sovraccaricare le reti elettriche e quindi a evitare i blackout. Si tratta di comportamenti di buon senso, come ad esempio l’utilizzo dei condizionatori soltanto con porte e finestre chiuse, scegliendo temperature che non li facciano lavorare ad alta intensità, accontentandosi quindi di temperature più basse di quella esterna ma non “rigide”. Sarebbe utile inoltre, durante l’estate, attivare gli elettrodomestici che consumano più energia, come le lavatrici e le lavastoviglie, durante la notte, quando la domanda di elettricità è più bassa, limitando la potenza della centrifuga e la temperatura dei lavaggi.
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