Energia

Riscaldamento domestico, in Abruzzo nuovi incentivi per sostituire i vecchi impianti

Dal 1° ottobre parte lo sportello regionale che integra il Conto Termico 3.0. A disposizione 3,5 milioni di euro per interventi nelle abitazioni, dalle pompe di calore ai sistemi a biomassa di nuova generazione, con la possibilità di includere anche fotovoltaico e accumulo in specifiche configurazioni

Cambiare un vecchio impianto di riscaldamento può diventare più conveniente per chi vive in Abruzzo. La Regione ha stanziato 3,5 milioni di euro per favorire la sostituzione dei generatori domestici più inquinanti con tecnologie a minori emissioni, affiancando il proprio contributo al Conto Termico 3.0.

Il meccanismo punta così a ridurre la parte dell’investimento che rimane a carico delle famiglie: in presenza dei requisiti previsti, la somma dell’agevolazione regionale e dell’incentivo nazionale può arrivare fino al 100% della spesa ammissibile, nel rispetto dei massimali stabiliti.

Lo sportello per presentare le domande aprirà il 1° ottobre 2026. Nel primo mese è prevista una precedenza per le istanze accompagnate da un Isee in corso di validità non superiore a 15.000 euro.

INDICE DEI CONTENUTI

Un fondo da 3,5 milioni per rinnovare il riscaldamento domestico

Il punto di partenza è l’avviso della Regione Abruzzo, dedicato alla sostituzione degli impianti termici civili più inquinanti. La misura, con una dotazione di 3,5 milioni di euro, rientra nelle politiche regionali per il miglioramento della qualità dell’aria e nasce nell’ambito dell’Accordo di programma tra Regione Abruzzo e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Quali impianti si possono sostituire

Il contributo è rivolto ai cittadini residenti nei Comuni abruzzesi: tra le tecnologie contemplate rientrano le pompe di calore, i sistemi ibridi e i generatori a biomassa di nuova generazione che rispettano i requisiti ambientali.

L’obiettivo ambientale è duplice: ridurre le emissioni legate al riscaldamento domestico e, attraverso la sostituzione degli apparecchi più datati, migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione e diminuire l’energia necessaria per riscaldarla.

Come si sommano incentivo regionale e Conto Termico 3.0

Una delle caratteristiche più interessanti della misura abruzzese è il collegamento con il Conto Termico 3.0, il sistema nazionale di incentivazione gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Il contributo regionale è infatti pensato per integrare quello riconosciuto a livello nazionale, entro i massimali stabiliti dall’avviso e senza superare complessivamente la spesa considerata ammissibile.

Il sostegno della Regione può quindi coprire la quota dell’investimento che rimane scoperta dopo l’agevolazione del GSE. È questo meccanismo a rendere possibile, nei casi in cui ricorrano tutte le condizioni previste, una copertura che può arrivare complessivamente al 100% della spesa ammissibile.

Si tratta comunque di un rimborso: occorre quindi rispettare le procedure e la documentazione richiesta dall’avviso e dal meccanismo nazionale.

Pompe di calore e fotovoltaico: quando possono viaggiare insieme

Un capitolo specifico riguarda il rapporto tra pompe di calore e produzione di elettricità da fonte solare. Il fotovoltaico, infatti, non va considerato come un intervento autonomamente finanziabile in qualsiasi configurazione nell’ambito della misura.

Secondo le regole del GSE sul Conto Termico 3.0, l’installazione di un impianto fotovoltaico e del relativo sistema di accumulo è collegata alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore elettrica e deve rispettare, tra le altre condizioni, i requisiti previsti per l’autoconsumo. L’impianto, in sostanza, dovrà essere dimensionato facendo riferimento al fabbisogno energetico dell’edificio, considerando sia i consumi elettrici sia quelli equivalenti legati agli usi termici.

L’abbinamento risponde a una logica energetica: la pompa di calore trasferisce sull’elettricità una parte dei consumi prima coperti dal combustibile utilizzato per il riscaldamento. Produrre in casa una quota di questa energia attraverso il fotovoltaico, eventualmente immagazzinandola in una batteria, permette di aumentare l’autoconsumo e ridurre il prelievo dalla rete.

Per chi sta valutando una riqualificazione dell’abitazione, quindi, la scelta dell’impianto di riscaldamento e quella relativa alla produzione di energia possono essere considerate all’interno dello stesso progetto energetico, verificando con attenzione le condizioni previste dai diversi incentivi.

Domande dal 1° ottobre, con precedenza in base all'Isee

La data da tenere a mente è il 1° ottobre 2026, quando è prevista l’apertura dello sportello per la presentazione delle domande. Il calendario iniziale è stato modificato a fine agosto.

Dal 1° al 31 ottobre viene attribuita una precedenza alle istanze presentate da cittadini con Isee in corso di validità non superiore a 15.000 euro. La disponibilità complessiva del fondo resta pari a 3,5 milioni di euro e le risorse vengono riconosciute fino all’esaurimento del plafond previsto.

Scritto da
Ettore Benigni

Giornalista specializzato in economia circolare