Ambiente

Rigenerazione urbana, cinque progetti europei per città più vivibili

Il premio promosso dal Centro di cultura contemporanea di Barcellona seleziona interventi che recuperano parcheggi, svincoli e un ex aeroporto. Da Vicenza ad Anversa, biodiversità, gestione dell’acqua e accessibilità diventano elementi centrali della qualità dello spazio pubblico

Un ex aeroporto diventa un parco ecologico di 65 ettari, un parcheggio sui vecchi moli si trasforma in un polmone verde, una rotatoria ospita bagni pubblici temporanei. Il recupero delle infrastrutture esistenti apre nuove possibilità per l’adattamento climatico e la vita collettiva: è il filo conduttore dei cinque finalisti dell’edizione 2026 del Premio europeo dello spazio pubblico urbano, organizzato dal Centro di cultura contemporanea di Barcellona (Cccb).

La selezione comprende interventi ad Anversa, Barcellona e Vicenza, oltre che a Logroño, nel nord della Spagna, e a Matosinhos, nell’area metropolitana di Porto. Sono opere diverse per dimensioni e caratteristiche, che recuperano infrastrutture e aree degradate per creare luoghi accessibili, favorire la biodiversità e migliorare la gestione dell’acqua.

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Le priorità delle città europee

L’edizione 2026 del concorso ha registrato 381 candidature provenienti da 38 Paesi europei, il livello di partecipazione più alto nella storia del premio. La giuria internazionale, presieduta dall’architetta Eva Prats, ha individuato prima 25 opere di 14 Paesi, arrivando poi ai cinque finalisti. Alla rete del concorso collaborano dieci istituzioni di architettura e urbanistica e cinquanta esperti europei.

Tra le caratteristiche principali dell’iniziativa c’è la sua capacità di documentare come cambiano le esigenze urbane: nei suoi primi 25 anni, con 12 edizioni alle spalle, gli organizzatori hanno raccolto 2.800 proposte da 43 Paesi. Le opere selezionate confluiscono nel catalogo dell’edizione e nell’archivio digitale, che rende consultabili gli interventi e si propone come una sede di confronto sulle pratiche di trasformazione della città.

Lo spirito dell’iniziativa è di valutare la qualità architettonica insieme alle ricadute sociali e all’integrazione nel tessuto urbano dei progetti. Nella selezione del 2026 acquistano rilievo le soluzioni basate sulla natura, il riuso delle infrastrutture e l’accessibilità universale: approcci che collegano la risposta all’emergenza climatica alla possibilità di frequentare e condividere gli spazi della città.

Le cinque città vincitrici

  • Vicenza, il Parco della Pace recupera l’ex aeroporto

Il progetto italiano finalista è il Parco della Pace di Vicenza, che riconverte l’ex aeroporto in un’area verde di 65 ettari. Firmato da Martí Franch Batllori di Emf, Studio Franco Zagari, Its Engineering Company e Pan Associati, l’intervento utilizza soluzioni basate sulla natura per gestire le acque, recuperare la biodiversità e creare nuovi spazi collettivi.

  • Anversa, dai parcheggi dei moli al verde di Zuidpark

A Zuidpark, ad Anversa, il punto di partenza è uno spazio destinato al parcheggio nell’area dei vecchi moli. Il progetto del 2024, firmato da Tractebel, Atelier Adr e Georges Descombes, lo riconverte in un polmone verde metropolitano, integrando biodiversità e recupero del ciclo dell’acqua.

Il disegno del parco crea spazi di quartiere nei quali gli abitanti possono incontrarsi e trascorrere il tempo, affiancando al recupero ambientale nuove opportunità di socialità.

  • Barcellona, la piazza delle Glòries diventa un rifugio climatico

A Barcellona, la trasformazione di Plaça de les Glòries Catalanes interviene su un grande nodo della mobilità urbana. Il progetto del 2025, curato da Agence Ter, Ana Coello Paisatge i Arquitectura e Meta Engineering–Quadrante, converte lo svincolo in uno spazio che combina piazza e parco.

La riorganizzazione colloca il traffico e le infrastrutture di trasporto a un livello inferiore, liberando la superficie per dare priorità alla natura e alla vita di quartiere. Il nuovo assetto offre un’area verde accessibile e un rifugio climatico, cioè uno spazio pensato per offrire riparo durante gli episodi di caldo intenso.

  • Logroño, bagni pubblici temporanei nella rotatoria

L’intervento di Leopold Banchini a Logroño, in Spagna, lavora su una scala molto più contenuta: 205 metri quadrati. Round About Baths, realizzato nel 2025, propone l’installazione di bagni pubblici temporanei all’interno di una rotatoria obsoleta, riconvertita in un luogo di incontro e in un rifugio per gli episodi di caldo estremo.

  • Matosinhos, il corridoio del Leça collega quattro Comuni

In Portogallo, il Corridoio verde del Leça, progettato da Laura Roldão e realizzato nel 2024, è un’infrastruttura che si sviluppa per 48 chilometri, collega quattro Comuni e mette a disposizione 22 ettari di spazio pubblico lineare.

Il corridoio fluviale collega le aree verdi e favorisce gli spostamenti sostenibili, integrando il recupero ambientale con la gestione dell’acqua.

Scritto da
Ettore Benigni

Giornalista specializzato in economia circolare